LEZIONE DI WOTANISMO

di David Wodensson Lane

Ciò che ho da dire oggi non mi renderà popolare. Forse non mi inviterete di nuovo, o alcuni di voi potrebbero non voler partecipare di nuovo, e naturalmente i nostri sorveglianti, che senza dubbio stanno ascoltando, non hanno mai gradito i miei insegnamenti politici e religiosi. Tuttavia, i fatti sono fatti, e le circostanze in questo momento della storia richiedono verità fredde e dure.

Il Wotanismo (Odinismo) è una religione. Una religione non è un passatempo. Non si tratta di una banda, di un club, di un piacere, di una rete di sicurezza, di una fuga dalla realtà o dalla responsabilità, o di un diversivo part-time. A differenza di una religione aliena, i Wotanisti non possono “convertirsi e pentirsi” sul letto di morte e poi credere che galleggeranno per sempre nella beatitudine celeste su una nuvola, cantando “Gesù mi ama”.

Si dice giustamente: “La conoscenza è una maledizione”. Perché con la conoscenza arriva la responsabilità.

La beatitudine innocente dell’ignoranza muore con l’acquisizione della conoscenza. Questo è uno dei motivi per cui i nostri cittadini si rifiutano di accettare le verità sui governi e sulle religioni che governano su di loro.

Il Wotanismo nelle carceri o nei paesi occupati non ci renderà uomini duri. L’unico duro in questa prigione è il tizio nella torre con un fucile calibro 223, e se non bastasse lui, ha tutto l’esercito e l’aeronautica degli Stati Uniti a supporto. Vi ricordo ancora una volta che il governo che vi tiene in prigione, nelle guerre, rivoluzioni e omicidi che ha finanziato, istigato e cui ha partecipato, da Dixie a Cuba, in Messico, a Panama, a Grenada, in Colombia, in Italia, in Germania due volte, in Giappone, Corea, Vietnam, in Serbia, a Waco, a Ruby Ridge, in Iraq, Iran, Afghanistan, più e più volte, ha mutilato o ucciso 200 milioni di persone per il suo Nuovo Ordine Mondiale, metà delle quali del nostro Popolo. Quindi dimentichiamoci di poter fare i duri dentro le loro prigioni.

Il Wotanismo è il quadro generale, quello che incorpora la filosofia perenne che è senza tempo, eterna e infinita. Il Wotanismo è inquietante, scomodo e richiede sacrificio. Proprio come Tyr sacrificò la sua mano per salvare gli Dèi di Asgard, il Wotanismo ci chiede di donarci per una causa più alta. Sappiamo che il Wotanismo è una religione, ma quanti di noi hanno esplorato razionalmente cos’è una religione? Consideriamo alcuni dei molti aspetti e poteri di una religione.

Prima di tutto, una religione e ciò che gli uomini hanno chiamato Dio con molti nomi nel corso di innumerevoli secoli, non sono la stessa cosa. Il semplice fatto che religioni diverse abbiano credenze opposte è una prova incontrovertibile che le religioni sono invenzioni degli uomini, non l’opera di un potere superiore che i mortali chiamano Dio. Le religioni sono create dagli uomini per scopi specifici, implicando sempre il controllo o la guida di coloro a cui sono presentate. Tale controllo o guida può essere a beneficio, o per la schiavitù della popolazione destinata, a seconda del disegno dei creatori della religione, degli scopi dei suoi agenti e dei capricci delle circostanze storiche. Le principali religioni sono state tutte create dagli Adepti negli antichi “Misteri”, quindi incorporano strutture simili. Uno dei tanti esempi è il 12 + 1: Odino con 12 Fratelli o Zeus con 12 divinità minori in un dato momento, o Mithra o Giove, ecc. Nella religione aliena imposta al nostro popolo, Israele ha 12 tribù e Gesù ha 12 discepoli. In tutti i casi rappresenta per gli addetti ai lavori il sole e 12 segni dello Zodiaco. Naturalmente è anche per questo che il Natale è al Solstizio d’Inverno del sole, e la Pasqua è in un momento designato dopo l’Equinozio di Primavera del sole. Dietro le quinte c’è l’astrologia e l’adorazione solare alle potenze.

Gli Adepti chiamano Dio il “Gran Matematico dell’Universo”, in parte a causa delle forme in cui si manifesta la natura, come con gli esagoni dei fiocchi di neve e i nidi di vespe. Nella vita vegetale troviamo spesso poligoni. Taglia una mela a metà, attraverso il suo equatore, e vedrai la figura a 5 lati. Questa geometria è la saggezza reale o privilegiata degli Adepti. Credere letteralmente nei miti religiosi o nelle parabole è qualcosa per le masse dalla mentalità semplice, Eva e la mela nel Giardino dell’Eden sono un ottimo esempio. In una religione vera e non suicida, Dio, il Gran Matematico dell’universo, non è irrazionale o incerto. Nella religione aliena, la forza creativa dell’Universo, “Dio”, si trasforma in un uomo mortale al fine di farsi uccidere da uomini mortali, al fine di evitare di condannare gli uomini mortali alla tortura eterna in un luogo chiamato Inferno. Questo naturalmente è irrazionale, ma serve agli scopi dei tiranni che hanno creato la religione. Un celebre filosofo una volta disse: “Quelli che gli Dèi vogliono distruggere, prima li fanno impazzire.” I governanti del mondo si considerano dèi, o almeno “popolo eletto di Dio”. La religione imposta al nostro popolo, con loro come Popolo Eletto di Dio, ci ha certamente fatti impazzire.

Lo studio della mente del Gran Matematico dell’Universo è chiamato Cabalismo da Ebrei e Cristiani. La nostra gente chiama questi studiosi filosofi ermetici. È affascinante, ma non è nemmeno un argomento su cui mi soffermerò oggi, perché le civiltà hanno cicli. A volte le circostanze permettono che le attività spirituali siano predominanti in una società. Ma quando sono minacciati di genocidio e di estinzione, allora i maschi di una tribù di esseri umani devono affrontare la realtà fisica. Il fondamento di una religione razionale e non suicida è semplice, poiché i grandi principi si rivelano sempre nella brevità. La base è questa: “La Natura e le leggi della Natura sono opera del Creatore”. Perciò le leggi della natura sono le leggi di Dio. E la prima e più alta legge della natura è la conservazione della propria specie. Questo rende le 14 Parole un comando divino. Solleva anche la questione di cosa significhi “Creatore”.

Prima di tutto, in questo momento, la percezione di “Creatore” non è necessariamente uniforme. Anche un ateo professato può essere un Wotanista. Per essere un Wotanista ateo, il “Creatore” significa semplicemente i risultati del caso negli eoni di tempo. Tuttavia, il fatto è che la stragrande maggioranza della gente ora ha sempre creduto in una forza creativa e in un’intelligenza che chiamiamo Dio, o noi Wotanisti chiamiamo Wotan Padre di Tutto. È radicato nella nostra memoria genetica, nella nostra anima razziale, nell’inconscio collettivo e nel nostro patrimonio.

Sir Francis Bacon è stato chiamato la mente più grande inviata sul mondo in mille anni, dagli Adepti. Una volta disse: “Una piccola filosofia guida gli uomini verso l’ateismo, ma la profondità in filosofia porta un uomo verso la religione.” Prima di esplorare il suo ragionamento, lasciatemi aprire una parentesi a questo punto.

La nostra gente, specialmente i nostri giovani, non può essere biasimata per aver abbracciato l’ateismo oggi. Né dobbiamo biasimare i nostri fratelli per le azioni distruttive che potrebbero aver commesso prima di sentire le grandi verità del Wotanismo. Tuttavia, con la conoscenza arriva la responsabilità. A differenza dei Cristiani, che insegnano che non importa quanto cattivo possa essere un uomo, che può pentirsi sul letto di morte e andare alla beatitudine eterna, i Wotanisti sanno che per ogni azione c’è una reazione, e per ogni torto c’è una pena. La giustizia richiede una punizione per i torti.

Elaborando il motivo per cui non incolpiamo i nostri fratelli per le azioni distruttive prima di aver ascoltato grandi verità, dobbiamo considerare la natura delle nostre menti. La mente umana è molto simile a un computer biologico, S.E.S.E. (Spazzatura Entra, Spazzatura Esce). E il 99,9% di tutta l’esperienza sensoriale nella vita dei giovani della nostra gente è stata spazzatura anti-natura. Il “malvagio uomo bianco”, che opprime le donne e le minoranze (in realtà vaste maggioranze) è stato un tema dominante in America e in tutte le nazioni occidentali per generazioni. I nostri giovani si sono ribellati a un sistema che grattugia la loro stessa anima. Purtroppo questa ribellione è stata raramente costruttiva e ha portato molti in prigione. Poi, qui in prigione, la ribellione di solito continua in uno schema autodistruttivo.

Droga, ubriachezza, gioco d’azzardo su sport di Skraeling, bullismo e simili, non hanno alcun valore per l’individuo o il suo popolo. Troppo spesso i nostri giovani, quando vengono incarcerati, vengono rapidamente condotti a quello che io chiamo il “Codice del Detenuto”, o la mentalità del detenuto. Quante volte avete sentito la frase: “È un buon detenuto?” Ho visto più volte un giovane entrare in prigione con una breve pena, forse 5 anni. Spesso in quest’epoca vengono in prigione con false accuse, magari solo per aver promosso le 14 Parole. Ma non appena arrivano qui, qualche gruppo o banda inizia a fare pressione su di loro perché si uniscano. Quasi sempre ci sono alcuni membri del gruppo che hanno abitudini distruttive, e quando hanno uno scontro, come fanno sempre, la nuova recluta è tenuta a sostenere suo “fratello”. Quindi la condanna a 5 anni diventa di 10 anni o 20 anni, o a vita. Di “fratelli” come questi non abbiamo bisogno. Possa essere l’ultima cosa che faccio prima di morire nelle prigioni del mio nemico, sarà cambiare il “Codice del Detenuto” in “Codice del Rivoluzionario”.

Un altro famoso filosofo una volta disse: “Chi uccide un uomo è chiamato assassino, ma chi ne uccide milioni è adorato come presidente, re o imperatore.” Non che si debbano giustificare uccisioni ingiustificate e inutili, ma il punto è che i governi sono sempre i più grandi criminali, un milione di volte. Quindi non abbiamo bisogno di sostenere la nostra immagine di noi stessi denigrando altri individui. Il giudice che forza gli scuolabus misti che distrugge la vita e la sensibilità di decine di migliaia di bambini della nostra gente, è anche decine di migliaia di volte più vile di qualsiasi altro cosiddetto detenuto. Anche un Ted Bundy è un angelo rispetto a un giudice federale.

Fatemi fare un’altra divagazione. Dobbiamo capire il denaro. Il denaro ha due funzioni lecite: riserva di valore e mezzo di scambio. Tutti gli altri usi, come l’ingegneria sociale e soprattutto l’usura, sono vietati dalla legge naturale. L’usura, il che significa addebitare interessi sul denaro, in qualsiasi percentuale, è distruttiva per una società tanto quanto la guerra o gli omicidi di massa. Anche il cosiddetto libro sacro dei Cristiani chiede la pena di morte per l’usura, anche se come ipocriti ignorano le proprie leggi quando obbedire a esse è scomodo. In un altro momento, se gli Dèi lo vorranno, discuteremo le origini del denaro come metallo prezioso, il passaggio alla carta moneta, le banche centrali e lo strumento più potente che i tiranni hanno mai ideato chiamato banca a riserva frazionaria. Per ora basta essere consapevoli del fatto che, mentre l’addebito di interessi agli Skraeling o ai traditori è accettabile, non possiamo praticare l’usura verso altri Wotanisti.

Tornando al comportamento wotanista in prigione, nel cosiddetto libro sacro della religione imposto alla nostra gente con inganni, torture e omicidi, c’è questo proverbio: “Siate saggi come serpenti e innocui come colombe”. Come al solito è un inganno suicida. Dovrebbe dire: “Siate saggi come serpenti e sappiate sembrare innocui come colombe.”

C’è una piccola creatura simile a una lucertola, chiamata camaleonte, che cambia colore per adattarsi all’ambiente circostante in modo da essere invisibile ai predatori. Coloro che vivono in un paese occupato o in una prigione, devono soprattutto imparare a essere camaleonti. Una spia in un paese straniero non va all’ambasciata annunciando di essere un nemico del regime. Un soldato non sfida un intero esercito a combattere in un campo aperto. Un uomo saggio non si dipinge un bersaglio sul petto. Un saggio orientale scrisse un libro intitolato “L’Arte della Guerra”. In esso dimostrava che tutte le guerre sono vinte dall’inganno e dalla preparazione. Capisco la reazione emotiva dei giovani che per la prima volta si rendono conto del tradimento da parte dei loro anziani e dei piani dei Figli di Muspell. Dovete capire questo: “L’uomo emotivo sarà sempre conquistato e distrutto dall’uomo freddo, duro, astuto, calcolatore”. Quindi controlla le tue emozioni.

Tornando alla religione – tutte le religioni sono create per essere antropomorfe. Ciò significa che gli attributi umani sono dati al Dio, agli Dèi o alle Dèe, attributi come genere, amore, rabbia, vendetta, ecc. Ci sono buone ragioni per questo. Una ragione è che i creatori della religione possono mettere parole nella bocca di Dio. Il potere della religione si basa principalmente sulle parole “Dio ha detto”, solitamente inserite in presunti libri sacri.

A questo punto devo necessariamente fare un’altra deviazione. Una religione implica una divinità – un Dio, Dèi e/o Dèe. Quindi cosa implica questa parola Dio, nella comprensione dei nostri antenati come alla luce della nostra cosiddetta “Età della Ragione?” Per gli Adepti, Dio era una forza creativa e un’intelligenza nell’Universo. Come Wotanisti, potremmo simboleggiare questa forza come Padre di Tutto. Il rapporto di questa forza con una particolare razza o nazione era simboleggiato con un nome per il Dio. Così, il Padre di Tutto Wotan diventa il Dio del nostro Popolo.

Dio esiste? Capite questo: l’evoluzione è una sciocchezza dalle menti ingannevoli dei Figli di Muspell e dai loro servi sciocchi. Se l’evoluzione fosse vera, noi dei Popoli del Nord avremmo evoluto la pelliccia per proteggerci dal freddo. Abbiamo invece bisogno dei dispositivi artificiali di fuoco, vestiti e alloggi per proteggerci. Se l’evoluzione fosse vera, non avremmo il cancro della pelle per l’esposizione al sole. L’evoluzione non può spiegare maschio e femmina. L’evoluzione non può spiegare quale sia venuto prima, l’uovo o la gallina, ecc.

È vero che la storia biblica di una creazione in sei giorni solo seimila anni fa è una sciocchezza se presa alla lettera anziché come un mito con un significato nascosto. Ma questo non nega interferenze intelligenti in un processo evolutivo o una produzione genetica totale da parte dell’intelligenza o di esseri al di là della nostra comprensione. I nostri cinque sensi sono estremamente limitati per quanto riguarda le lunghezze d’onda e le vibrazioni che possiamo rilevare. La fisica teorica e la meccanica quantistica ora suggeriscono altre dimensioni, universi paralleli, viaggi nel tempo e altri concetti a cui i nostri sensi non hanno accesso, così come non possiamo rilevare le onde radio e TV che passano tutto intorno a noi in ogni momento. Tuttavia esistono.

Il modo migliore per spiegare gli insegnamenti dei nostri antenati riguardo a Dio, all’anima e alla reincarnazione, è alla luce della scienza moderna. Tutto ciò che esiste consiste nell’elettromagnetismo in modelli, vibrazioni e lunghezze d’onda. Gli atomi sono fatti di forza elettromagnetica; lo sono anche i sistemi solari dell’Universo; soprattutto per la nostra discussione, così come il pensiero o le idee. Quando pensiamo un pensiero, esso è un modello di energia elettromagnetica. L’energia elettromagnetica è eterna e indistruttibile ed esiste sia all’interno che all’esterno di forme di vita biologiche come gli esseri umani. Ciò che gli Adepti chiamano anima sono i modelli di energia che formano il pensiero o le idee. È tutto interconnesso con i modelli dell’intero Universo, chiamato anche mente cosmica. Reincarnazione significa il ritorno deliberato del nostro modello. Nel Wotanismo il ritorno quotidiano alla battaglia nel Valhalla simboleggia la reincarnazione.

Tornando alle parole “Dio ha detto”, come inserito nei “libri sacri” – è pericoloso ma necessario antropomorfizzare “Dio” in modo che le parole possano essere messe in bocca al Creatore. In passato era necessario perché dire alle masse ignoranti che “Dio” consisteva in modelli di attività elettromagnetica sarebbe stato accolto con sguardi privi di qualsiasi comprensione. In quest’epoca è necessario, a causa del potere del simbolismo, a causa del suo valore nel plasmare le personalità dei nostri figli, a causa dell’assoluta necessità di rituali e cerimonie per una società sana, e come forma di stenografia orale. Dopo tutto, è molto più facile dire “Wotan Padre di Tutto”, piuttosto che recitare, “La mente cosmica costituita da una compilazione delle forze elettromagnetiche e dei modelli dell’Universo.” Non è solo troppo lungo, ma è incomprensibile per i bambini. Non possiamo sottovalutare nemmeno la necessità della cerimonia e del rituale. Matrimoni, funerali ed eventi per onorare eroi e martiri sono assolutamente vitali per la salute di una società e la sopravvivenza di un popolo unico.

Antropomorfizzare Dio è, tuttavia, pericoloso perché ha un grande potere sia per il bene che per il male. Ci sono state due filosofie, completamente opposte, in guerra l’una con l’altra in questo mondo per migliaia di anni. Una crede nel mescolare e distruggere l’integrità delle tre razze radicali create da “Dio”. L’altra guarda alle leggi della natura, formate dal Creatore, la cui legge più alta è la conservazione della propria specie, e quindi resiste alla mescolanza e alla distruzione. Quasi 1700 anni fa il morente Impero Romano e i suoi governanti segreti di Muspell crearono una religione universale nel tentativo di unire le molte razze, nazioni e culture sotto il loro controllo. La parola cattolico significa universale. La nuova religione creata nel 325 d.C., per come ora si calcola il tempo, retrodatò gli eventi dei miti e li localizzò a più di mille miglia a est dell’Europa, in Palestina, in modo che nessuno potesse negare che fossero accaduti, e i veri governanti furono chiamati “Popolo Eletto di Dio”, per perpetuare il potere.

Quando i saggi europei resistettero alla nuova religione in favore della loro religione indigena del Wotanismo, furono torturati, uccisi e corrotti fino a quando non prevalse finalmente la Religione Universale. Gli Adepti del Wotanismo finsero di convertirsi, ma in realtà si infiltrarono nella chiesa e codificarono l’antica saggezza nella Bibbia, specialmente nella Bibbia di Re Giacomo. La Bibbia di Re Giacomo è in realtà una bomba a orologeria progettata per distruggere la religione aliena in un dato momento con codici matematici che dimostrano che il dogma è una bufala. Più recentemente, quando la religione aliena svanì a causa delle contraddizioni con la scienza, gli Universalisti iniziarono a promuovere il Movimento New Age. Anche questo è antropomorfo. L’attributo principale che i seguaci New Age attribuiscono a Dio è “Amore”. “Dio è Amore”, proclamano. È una bugia! Il Creatore ha fatto i leoni per mangiare gli agnelli, i lupi per mangiare i conigli, i falchi per mangiare i passeri e le razze degli uomini per combattere per le donne, il territorio, il potere e la vita. Non c’è love-love-love, c’è legge, legge, legge; dura, crudele, spietata ma perfetta, legge naturale. Un popolo può riconoscere quella legge, obbedirle, e vivrà, oppure può ignorarla, e morire.

Un altro grande pericolo degli Universalisti e del loro movimento New Age è il movimento femminista. Le società giovani e sane sono dominate dagli uomini. Le società decadenti e morenti sono femministe. Il desiderio sessuale dei maschi di una razza che vuole sopravvivere non deve essere sovvertito, calunniato, ostacolato o diminuito. Nelle nostre religioni indigene del passato, gli Dèi maschi erano spesso raffigurati con un enorme fallo eretto. Questo è ora ridicolizzato dai nemici del Dio della natura come adorazione del pene o prova di una religione di fertilità, che dimostra solo la loro ignoranza o la loro malizia. La fertilità è necessaria alla vita. Coloro che non sono al potere sollevano eserciti con promesse di saccheggio, vendetta e, soprattutto, il rapimento delle donne. Il livello di testosterone del maschio è 20 volte quello della femmina per un motivo, così come tutte le proporzioni della natura. Quel travolgente desiderio sessuale del maschio deve essere diretto verso le donne della propria gente.

Gli Stati Uniti sono stati creati dagli Adepti. Il piano è stato codificato nel romanzo “La Nuova Atlantide” di Sir Francis Bacon. Almeno 53 dei 56 firmatari della Dichiarazione d’Indipendenza, il 4-7 o il 4 luglio, erano adepti massonici. Ma quando i Figli di Muspell presero il controllo della nuova nazione, nel giro di pochi anni i veri Adepti tentarono un’altra tattica. Nei primi anni del 1800 formarono una nuova religione ora chiamata Mormonismo. La religione mormone originale per molti versi era conforme alla Legge Naturale, in particolare in quanto era limitata alla nostra gente, e insegnava la poligamia. Ma i Figli di Muspell non avrebbero permesso una religione che potesse preservare la nostra specie, e così prima vietarono la poligamia per legge, sapendo che il desiderio sessuale è la madre del desiderio di battaglia e il desiderio di battaglia è la madre delle nazioni. Successivamente hanno promosso il 19° emendamento alla Costituzione, dando il voto alle donne. Infine, un Figlio di Muspell di nome Kurtz, capo del Dipartimento del Tesoro del Governo degli Stati Uniti, disse ai Mormoni di integrarsi razzialmente o altrimenti la Finanza Federale avrebbe sequestrato le loro proprietà ecclesiastiche. Quindi, poiché i loro uomini sono stati castrati dalle leggi anti-poligamia e dalla “liberazione” delle donne, i Mormoni hanno ceduto. Solo un esempio del perché una religione di Popolo deve promuovere il desiderio sessuale maschile. Un uomo combatterà fino alla morte per mantenere l’harem che domina. Infine, dobbiamo riconoscere il potere del simbolismo nella nostra natura o nella religione indigena. Esso fa appello alla nostra anima guerriera, attraverso la memoria genetica come attraverso il suo carattere oscuro. I tre grandi movimenti degli ultimi 2500 anni sono stati tutti movimenti religiosi – Ebraismo, Cristianesimo e Islam. Il primo ha permesso ai Figli di Muspell di conquistare e governare il mondo e condannare la nostra gente all’estinzione. Non c’è potere più grande di una religione. Ora dobbiamo abbracciare una religione naturale, fedele alle leggi della natura e del Dio della natura, con la dedizione fanatica che è propria della disperazione. Quella religione è il Wotanismo!

IL “WOTAN” DI JUNG E IL RISVEGLIO

di Stephen McNallen

UN RAPIDO RIASSUNTO DELLE TEORIE DI JUNG

·  Gli Dèi come potenti forze psichiche nell’inconscio collettivo di un gruppo etnico/razziale/nazionale

·  Archetipi – immagini nell’inconscio collettivo… tra loro vi è Wotan

·  Usò la forza psichica/Dio Wotan per spiegare il risveglio del popolo tedesco nel corso della prima metà del XX secolo.

·  Differenza tra un Dio e un archetipo


UN’INTRODUZIONE A “WOTAN”

Il saggio seminale di Carl Gustav Jung, “Wotan”, descrive l’ascesa del Nazionalsocialismo, più comunemente chiamato Nazismo. Per il grande psicologo, questo movimento era un’espressione dell’antica divinità Wotan, che gli Scandinavi solevano chiamare Odino. A differenza di quelli di noi che seguono l’Asatrú, tuttavia, Jung vedeva gli antichi Dèi non come realtà autocoscienti e autonome, ma semplicemente come potenti forze psichiche nascoste nell’inconscio collettivo di uno specifico gruppo.

Sebbene il modo di Jung di guardare agli Dèi non sia il nostro, la sua analisi ha molto da dirci sul modo in cui i Poteri Sacri operano nel mondo – e su come possiamo cambiare il mondo portando la forza degli Dèi su Midgard. In breve, il saggio “Wotan” ci dice di come un Popolo possa essere risvegliato, portato in azione e reso potente. Egli ci mostra anche le insidie che dobbiamo evitare se vogliamo che la nostra impresa non si concluda in un disastro.

Dobbiamo perseguire il tema del “risveglio del Popolo attraverso il rituale”.

Vorrei soffermarmi brevemente su tre modi di esaminare questa tesi: come storia, come manuale d’azione e come monito.

“WOTAN” COME STORIA

L’ascesa del Nazismo ha colto di sorpresa il mondo. Se, tuttavia, qualcuno avesse guardato gli eventi all’inizio del secolo, avrebbe potuto prevedere la tempesta in arrivo. Le prime agitazioni sorsero dalle delusioni che accompagnarono l’unificazione tedesca nel 1871, e continuarono nei decenni successivi, alimentati dallo stress dell’urbanizzazione e dell’industrializzazione. Il movimento risultante incorporava nazionalismo, ideali da ritorno alla terra, occultismo e religione come fili comuni. Includeva il pensiero runico e le indagini storiche uniche di Guido von List, l’Ordine semi-cristiano e antisemita dei Nuovi Templari, e mistici di molte risme. Gran parte di questo materiale è stato, a mio parere, veramente ispirato e nato dal nostro inconscio collettivo o Anima di Popolo. Gran parte di esso, tuttavia, era una sciocchezza. Molte delle idee fondamentali di questo movimento, nel bene e nel male, furono incorporate in alcune parti del Nazionalsocialismo.

Jung osserva molte delle personalità e delle organizzazioni di questo risveglio germanico, ma soprattutto ci dà il contesto sociale e politico in cui si muovevano. Per questo motivo, il suo articolo è prezioso al fine di dare un senso a una particolare epoca storica.

“WOTAN” COME STRUMENTO DI ATTIVISMO

È come guida dell’attivismo, tuttavia, che “Wotan” ci interessa di più. Descrive il risveglio di una gente, di un Popolo, in risposta a crisi estreme. Da una nazione sconfitta e demoralizzata impantanata nella licenziosità e nel liberalismo della Repubblica di Weimar, la Germania rinasce come un paese prospero, potente e costruito non attorno al materialismo o all’edonismo, ma piuttosto attorno a un ideale. Qualunque fossero stati i suoi difetti, c’era anche un grande potenziale per il bene.

Poiché Jung attribuisce a Wotan, o più correttamente all'”archetipo di Wotan”, questa trasformazione, allora è naturale voler invocare lo stesso potere per il risveglio del nostro Popolo, oggi. Da un certo punto di vista, la rinascita tedesca è stata una reazione contro la perdita dell’ambiente rurale, la fine della cultura tradizionale, l’immigrazione e il multiculturalismo che deriva dal rapido cambiamento demografico. Conosciamo fin troppo bene questi stessi problemi un secolo dopo. Jung ci fa sperare di poter risvegliare non solo il popolo germanico, ma infine di scuotere dal sonno tutte le persone discendenti dall’Europa. Poiché il processo che descrive tratta della spiritualità e delle profondità della psiche più che dell’economia o della politica, è particolarmente adatto all’attenzione di quelli di noi che seguono il percorso religioso dei nostri antenati.

“WOTAN” COME AVVERTIMENTO

Infine, “Wotan” è un avvertimento. Il risveglio non ebbe successo. Dobbiamo evitare le insidie che hanno fatalmente condannato questo particolare tentativo. Già ora, sei decenni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, è difficile per uomini e donne razionali discutere di questo periodo senza ricorrere alla paura, alla rabbia, all’iperbole o alle risposte programmate. L’osservazione più casuale sull’argomento, tolta dal contesto e usata come prova di un pensiero politicamente scorretto, è sufficiente a uccidere una carriera.

Le ragioni del disastro del secolo scorso potrebbero essere discusse per tutto il giorno fino a notte, ma forse la più grande è questa: la rivoluzione tedesca era controllata dalla classe guerriera piuttosto che da coloro il cui dominio è essenzialmente religioso e spirituale. Nei termini dell’India ariana, gli Kshatriya, piuttosto che i Bramini, erano al comando. Nel contesto Asatrú, sarebbe come mettere da parte Odino e mettere Thor al comando. Con tutto il rispetto per il Portatore del Martello, questo non è il suo ruolo. La Forza deve essere diretta dalla Saggezza.

Il risultato era prevedibile. Il mondo vide la furia dei Teutoni sotto l’influenza della runa Thurisaz – un risveglio della volontà di agire e l’esercizio della forza marziale – ma non la saggezza, il risveglio spirituale o l’evoluzione a un livello superiore rappresentato da Ansuz.

Jung la mise in modo leggermente diverso, ma l’effetto è lo stesso: notò nell’ultimo paragrafo del suo saggio che, nel 1945, il mondo aveva visto solo il lato furioso, conflittuale e berserker di Wotan – e notò che questa non era l’intera storia, poiché la prossima volta la saggezza estatica del Dio sarebbe stato l’elemento da conoscere.

Una seconda ragione della catastrofe risiede nei difetti all’interno e tra le organizzazioni che lo fanno. Pur essendovi  molte verità autentiche negli insegnamenti di quel tempo, c’era anche molto che era fantastico e assurdo. Geni e folli stettero l’uno accanto all’altro per tutta la rinascita germanica – e a volte, sia genio che follia potevano essere trovati all’interno della stessa personalità.

Questa tendenza fu infine rispecchiata nel governo nazionalsocialista. Quando si tratta di antichità germaniche, l’accademia era spesso abbandonata in favore di strane visioni. Per esempio, Karl Marie Wiligut divenne il consigliere runico di Heinrich Himmler, capo delle SS. Wiligut sosteneva che era l’ultimo di un lignaggio segreto di sacerdoti che si estendeva a migliaia di anni fa. Secondo Wiligut, la Bibbia descrive gli eventi accaduti in Europa, e la vera religione dei Tedeschi era quella di un Dio chiamato Krist, il cui culto era osteggiato dai malvagi Wotanisti! Mentre a Wiligut fu dato un alto incarico nelle SS, maestri runici molto più modesti, non meno devoti al Popolo, furono imprigionati nei campi di concentramento.

I contributi di Wiligut non furono l’unica manifestazione del Cristianesimo in quello che si supponeva fosse un movimento germanico. L’Ordine dei Nuovi Templari sotto Lanz von Lebenfels predicava una dottrina chiamata “Ario-Cristianesimo” e fondò una serie di monasteri in tutta la Germania. Altri scrittori all’interno e all’esterno della Germania promossero l’idea che Gesù fosse un Ariano. Questa ambivalenza verso il Cristianesimo alla fine trovò la sua strada nel nuovo regime.

In breve, la presenza all’interno del movimento di elementi fantastici e varie forme di Cristianesimo si è infine riflessa nel Terzo Reich. Questo effettivamente uccise i semi piantati da uomini come von List, i maestri runici Kummer e Marby, e molti altri. O forse sarebbe più preciso dire che i semi sono germogliati, ma in forma mutata. E come ogni biologo potrà dirvi, la maggior parte delle mutazioni opera contro la sopravvivenza dell’organismo.

QUANDO SI RISVEGLIA L’ARCHETIPO?

Jung credeva che certe condizioni dovessero prevalere prima che archetipi come “Wotan” emergessero come fattori nella direzione della società. Ecco alcune delle cose specifiche che ebbe da dire:

“Viviamo in tempi di grande disgregazione: le passioni politiche infiammano, gli sconvolgimenti interni hanno portato le nazioni sull’orlo del caos e le fondamenta stesse della nostra Weltanschauung sono in frantumi.” Altrove scrisse che Wotan “apparve di nuovo quando il Dio cristiano si dimostrò troppo debole per salvare la Cristianità dal massacro fratricida” durante la Prima Guerra Mondiale. Più tardi nel suo manoscritto commentò che l’archetipo si fa conoscere quando c’è una “nuova situazione in cui è necessario un nuovo orientamento e adattamento. Se questa domanda non è chiaramente compresa e non viene data una risposta adeguata, l’archetipo, che esprime questa situazione, si fa avanti.”

In altre parole, l’archetipo si mostra quando un popolo si trova di fronte a una terribile crisi, quando regna il tumulto, e nessuna delle vecchie risposte funziona. L’eruzione di un archetipo può essere paragonata a un terremoto. La pressione si accumula lungo una linea di faglia per un lungo periodo di tempo e la tensione viene rilasciata in un evento cataclismico che spesso lascia il paesaggio mutato. Certamente questo tipo di stress sociale era vero per il periodo della rinascita germanica – lo stress della modernizzazione, dell’urbanizzazione e della perdita di identità etnica fu seguito dalla Prima Guerra Mondiale. Dopo la guerra arrivò il collasso della cultura tradizionale tedesca, la Rivoluzione in Russia e la formazione di governi socialisti in alcune parti della Germania stessa, e l’iperinflazione. Tutto ciò fu solo il preludio al più grande disastro di tutti, la Seconda Guerra Mondiale.

Per molti versi, noi ci troviamo di fronte a problemi comparabili. Lascio a voi leggere i vostri giornali del mattino e fare i parallelismi necessari.

Oltre alla crisi sociale, c’è un altro requisito che l’archetipo manifesta: ci deve essere un movimento di massa. Come dice Jung, “Gli eventi politici si spostano da un vicolo cieco all’altro, come un torrente catturato in calanchi, insenature e paludi. Tutto il controllo umano termina quando l’individuo viene catturato in un movimento di massa. Quindi, gli archetipi iniziano a operare, come accade, anche nella vita degli individui quando si trovano di fronte a situazioni che non possono essere affrontate in nessuno dei modi familiari.” In altre parole, un gran numero di persone deve essere coinvolto. L’effetto sinergico di molte persone che pensano in un certo modo e fanno certe cose crea una cascata di rinforzo reciproco che innesca l’aspetto dell’archetipo.

“WOTAN”: STRUMENTO PER I NOSTRI TEMPI

Noi che cerchiamo la rinascita della nostra fede e la rinascita del nostro popolo dobbiamo a noi stessi – ai nostri antenati e ai nostri discendenti – l’esplorare ogni possibilità. Le teorie di Jung sulla natura dell’inconscio collettivo, e in particolare le sue intuizioni sul funzionamento di Wotan, hanno molto da insegnarci. Anche se non dobbiamo accettare la sua opinione secondo cui gli Dèi non sarebbero altro che forze psichiche, la sua descrizione del risveglio germanico nel XX secolo può aiutarci mentre continuiamo la nostra missione di “risvegliare il popolo” attraverso rituali e altri mezzi.

CONCLUSIONE

Questa è la nostra missione… bilanciare ciò che era squilibrato, completare ciò che era incompleto e manifestare la spiritualità estatica, la gioiosa saggezza, di Odino nel mondo – per risvegliare il nostro Popolo, responsabilizzare il nostro Popolo e garantire che il nostro Popolo prosperi per sempre!

Nota: Da una presentazione di Stephen McNallen conferita vicino a Nevada City, California nel 2008 circa.

LA RUOTA DEL SOLE

di Else Christensen

La Ruota Solare è un simbolo considerato sacro (che include anche il significato dell’integrità o del tutto, che porta fortuna e salute), usato in epoca precristiana dai nostri antenati. Le sue quattro braccia ad angolo retto, diritte o oblique, danno l’aspetto del movimento, come di una ruota modellata a forma di sole.

In Europa sono stati fatti ritrovamenti della Ruota Solare risalenti già all’inizio dell’Età della Pietra. Nelle patrie delle tribù germaniche, tra le quali era particolarmente popolare, può essere fatta risalire all’Età del Bronzo, e sembra essere stata associata al simbolo del fuoco; in quest’area, potrebbe essere stata in un primo momento una stilizzazione del martello che rappresentava il tuono ed era accompagnata dal fuoco dal cielo. Poiché Thor era il produttore di tuoni e fulmini e il dio che dava sia il sole che la pioggia agli uomini, la Ruota Solare e il martello erano collegati a lui. Dal I secolo a.C. fino all’imposizione del Cristianesimo nel Nord, la Ruota solare fu spesso usata come ornamento, sia per essere indossata che per decorare armi o vasi.

Mentre altri simboli sacri gradualmente svanivano nell’insignificanza, la Ruota Solare mantenne il significato e importanza avuti durente le età migratorie della preistoria. La prova dell’esistenza della Ruota Solare sanscrita in Asia risale al terzo millennio prima della nostra cronologia. La Ruota Solare è stata trovata in India, Indonesia, Polinesia e Nord America. Era tuttavia sconosciuta alle razze semitiche e agli Aborigeni australiani.

Il modo in cui questo simbolo si è fatto strada verso le varie terre in cui è stato trovato, è una questione tanto contesa quanto l’origine delle razze. Senza dubbio il suo significato variava in qualche modo da ovest a est. E questo, possiamo supporre, deve essere stato il corso del suo viaggio, se consideriamo il fatto che non c’è razza sulla terra che sia stata così pervasa dal desiderio di attraversare le terre e gli oceani o il globo come lo erano i Vichinghi e i loro antenati.

Per i nostri antenati, la Ruota Solare era un simbolo delle fasi mutevoli del sole sia di giorno che di notte, e nelle quattro stagioni delle terre settentrionali.

Il cerchio indica il movimento eterno della vita, e le quattro braccia all’interno di questo cerchio la ricorrenza continua delle stagioni nella vita della Natura come nella vita degli uomini. E poiché il cambiamento delle stagioni avveniva con l’apparire e lo scomparire della luce, così la Ruota Solare divenne anche il simbolo dell’eterna lotta tra Luce e Oscurità, di una religione di Luce, modellata dal genio dell’Uomo Occidentale, in conflitto con quella delle tenebre, che cerca di realizzare la fine eterna dell’umanità superiore.

Due dei manufatti più significativi a livello simbolico, lasciati dall’Età del Bronzo del Nord Europa, sono il carro a ruote o carro del sole, che viaggia attraverso il cielo, e la nave del sole, indicando la convinzione che ogni notte, quando il sole scompariva sotto il mare occidentale, viaggiasse di nuovo durante la notte per sorgere la mattina successiva, caldo e luminoso, a Oriente.

Da nessuna parte oltre che al Nord la Ruota Solare avrebbe assunto questo significato, perché lì il sole era la fonte stessa della vita. Quando il sole è distante, o ‘dis’, allora anche la Natura è morta; quando ritornava, ritornava anche la vita. I cuori e le anime degli uomini, essendo intimamente intrecciati al mutare delle stagioni, rispondevano al loro andare e venire con profondi sentimenti religiosi, incorporando tali sentimenti nelle loro mitologie e nelle feste annuali. Fino ad oggi nulla, né il Cristianesimo, né la nostra cosiddetta “civiltà” moderna, ha sradicato l’antico significato di queste feste dal nostro cuore e dalle nostre anime.

All’Equinozio di Primavera, per esempio, celebriamo la festa della Pasqua (in commemorazione della Dea Eostre), una festa di gioia, che celebra la vita rinata nei campi e nei prati; il coniglio e le uova significano la fertilità, auspicata con ansia dagli antichi in una vita che è stata una lotta incessante tra luce e buio, tra vita e morte. È quindi opportuno che il Movimento Odinista del presente e del futuro riprenda come simbolo la stessa Ruota Solare che ha ispirato gli Odinisti del passato nelle loro battaglie per la sopravvivenza del loro popolo, la loro religione e la loro libertà.

LA DEGENERAZIONE È IMBASTARDIMENTO

di Clifton Emahiser

Appendice: “gene-. Anche gen-. Partorire, generare; con derivati riferiti ad aspetti e risultati della procreazione e a gruppi familiari e tribali.1. Formasuffissata base *gn-yo-  Germanico *kunjam, famiglia, razza, in: a. Inglese Antico cyn(n), razza, famiglia, clan: KIN; b.*kuningaz, re (< ‘figlio di stirpe reale’), in Inglese Antico cyning, re: re. 2. Formasuffissata base *gn-ti- in: a. Germanico *kundjaz, famiglia, razza, in Inglese Antico cynd, gecynd(e), origine, natali, razza, famiglia, tipo:kind1, (KINDRED); b. Germanico *kundiz, naturale, nativo, in Inglese Antico gecynde (ge-,  prefisso collettivo; vedi kom), naturale, nativo, adatto: kind2; c. variante Germanica *kinth- in Alto Tedesco Antico kind, figlio: kindergarten, Kriss Kringle [Santa Claus]; d. Latino gens (decl. gent-),razza, clan: gens, (gentile), gentile, (signorile); gendarme. 3. Forma suffissata completa *gen-es- in: a. Latino genus (decl. gener-),razza, tipo: genere, generale, generare, (generazione), generico, generoso, genere, genìa; congenere, (congeniale), degenerato, (generare), matrimonio misto [miscegenation]; b. Greco genos e genea,razza, famiglia: genealogia, genocidio, genotipo, eterogeneo; c. Suffisso greco -genes, ‘-nato’: -gen, -geny. 4. Formasuffissata completa *gen-yo- in: a. Latin genius,divinità procreatrice, spirito tutelare innato, qualità innata: genio, geniale1; b. Latin ingenium (in-, in-), carattere innato:ingegnoso, generatore. 5. Formasuffissata completa *gen-a- in Latino indigena (indu-,variante di in-,in-), nato in (un luogo), indigeno: indigeno, (indigeno). 6. Formasuffissata completa *gen-wo- in Latino ingenuus (in-,in-), nato in (un luogo), nativo, naturale, rinato: ingenuo. 7. Formasuffissata completa *gen-men- dissimilato in Latino germen, germoglio, bocciolo, embrione, germe: germe, Germano2, (attinente), (germinale), (germinare). 8. Formasuffissata completa *gene-ti- in Greco genesis, nascita, inizio: genesi, -genesis. 9. Forma replicata *gi-gn- in: a. Latino gignere (participio passato genitus), generare: genitale, genitivo, genitore, gente1, [gingerly] con cautela; congenito, primogenitura, progenitore, (progenie); b. Greco gignesthai, essere nato: epigene. 10. Forma suffissata base *-gn-o in Latino benignus (bene, bene; vedasi deu-2), bonario, gentilmente, e malignus (male, male;vedasi mel-5), malvagio, malevolo: benigno, maligno. 11. Forma estesa *gna- in Latin praegnas (prae-, prima, pre-), pregna: incinta1. 12. Formasuffissata base *gne-sko- divenire *gna-sko- in Latino gnasci, nasci (participio passato gnatus, natus), nascere: ingenuo, nascente, natale, nazione, nativo, natura, nata, Natale; agnato, (adnate), cognato, connato, imparentato [enate], innato, neonato, piccolo [puny], (puisne), rinascita. 13. Formasuffissata base *gon-o- in Greco gonos (forma combinata -gonos), figlio, procreazione, seme: gonade, (-gonium), gono-; archeogonio, epigono. 14. Forma completa*gen- in: a. Persiano zadan, essere nato: mirza; b. Persiano zata-, nato, in azad-, libero: azedarach. 15. Forma base *gn- in Sanscrito ja- in krmi-ja-, ‘prodotto dai vermi’ (see kwrmi-). (Pok. 1. gen-373.)”

NUOVO ORDINE MONDIALE

di David Wodensson Lane

All’inizio del XX secolo ci fu una rivoluzione in Russia, oggi denominata bolscevica e comunista. Il nuovo regime sterminò prontamente l’aristocrazia e l’intellighenzia del vecchio, principalmente l’elemento nordico. Stime conservative valutano il numero di omicidi in Russia, Ucraina ed Europa orientale a un minimo di 30 milioni di persone, mentre gli studiosi moderni suggeriscono 100 milioni. Questo non include le vittime delle guerre successive e correlate. Nel 1789 ci fu una rivoluzione in Francia. L’intellighenzia del paese è stata massacrata in quello che ora viene definito il “Regno del Terrore”.

Nel 1776 ci fu una rivoluzione in America. Nel Grande Sigillo degli Stati Uniti, disegnato dai padri fondatori oltre 200 anni fa, oggi visto sul retro di una banconota da un dollaro, si legge: “E Pluribus Unum” e “Novus Ordo Seclorum”, che si traduce in “Dai molti uno” e “Nuovo Ordine dei Secoli”. Come ora vediamo innegabilmente, se siamo uomini ragionevoli, ciò significava distruggere l’integrità di ogni razza, nazione e cultura sul globo per un “Nuovo Ordine Mondiale”. Così l’America ha viaggiato da Dixie a Cuba, in Messico, a Panama, nelle Filippine, in Libia, in Italia e in Germania due volte, in Giappone, Corea e Vietnam, in Iraq, a Waco (Texas), a Ruby Ridge e in un centinaio di altre guerre, occupazioni e omicidi. Nel processo la macchina da stragi di massa itinerante rossa, bianca e blu ha mutilato o ucciso 200 milioni di persone. Sopra l’aquila sul Grande Sigillo ci sono 13 stelle pentagonali che formano la Stella di Davide, il cui chiaro simbolismo è che gli Stati Uniti avrebbero finalizzato l’Impero Mondiale di Sion. Quindi capiamo che il Pentagono è in realtà la sede del dipartimento di polizia per un governo mondiale di Sion da parte di coloro che usano la stella a sei punte.

Nella Bibbia leggiamo nel Libro di Ester di come la tribù biologica e religiosa che usa la Stella di Davide conquistò la Persia con l’inganno e il tradimento. Immediatamente sterminarono l’intellighenzia al ritmo di oltre 75.000 corpi, un evento che celebrano ancora oggi alla festa del Purim.

È un piano? Isaia 60:12 nella Bibbia afferma: “Perché la Nazione e il Regno che non ti serviranno periranno, sì, quelle nazioni saranno completamente distrutte“.

Nella maggior parte dei due millenni passati una nuova religione fu imposta all’Europa occidentale e settentrionale, la cui religione più comune fino ad allora era il Wotanismo (chiamato anche Odinismo o Wodenismo). La Chiesa iniziò uccidendo o cacciando dall’Europa ogni scienziato, filosofo o voce della ragione, portando al Medioevo della superstizione, della tortura, della servitù della gleba, del feudalesimo, delle inquisizioni, dell’omicidio, dell’ignoranza, delle malattie, delle crociate e dell’oppressione. Coloro che incolpano la Chiesa Cattolica affinché si scusi a nome del Cristianesimo, dimenticano che se la nuova religione non fosse stata imposta all’Europa col terrore, l’inganno e la corruzione, seguiremmo comunque la nostra religione nativa e organica di Wotan. Le sette protestanti sono solo figlie della bestia. Più Bianchi ariani sono stati assassinati e torturati in nome del Dio cristiano che per qualsiasi sistema nella storia, con la possibile eccezione dell’America.

Gli “storici” attaccheranno le mie parole, ripetendo le menzogne, le tergiversazioni e la documentazione accumulata nel corso di secoli di oppressione. Le loro obiezioni sono banalità. Ogni sistema di potere a ogni generazione riscrive la storia per interesse. Gli unici indicatori affidabili dell’intento degli uomini o delle loro organizzazioni sono i “risultati” e “chi ne beneficia”. Il Giudeo-Cristianesimo fu formato per manipolare e conquistare la razza Bianca ariana. Giudamerica si formò per sfruttare ulteriormente e poi sterminare la razza Bianca ariana. Questo obiettivo è quasi raggiunto in conformità con il piano ben orchestrato per il controllo del mondo.

L’Antico Testamento iniziò il piano. La sua filosofia è prendere il potere, i beni, le donne, saccheggiare, sterminare le razze e vivere nella realtà di questa vita. Il Nuovo Testamento è invece una dottrina suicida di negazione della realtà, imposta all’Europa dai Pastori. Nell’allegoria del Pastore e delle pecore, potremmo chiamare l’Antico Testamento il libro del Pastore e il Nuovo Testamento il libro per le pecore. I Pastori sanno di essere i veri predatori. Proteggono le pecore solo fino a quando non sono pronte per essere sgozzate e portate al macello. Nel mondo reale i Pastori sono banchieri, politici, avvocati, re, papi, sacerdoti e simili. I re pastori, ovviamente, sono i Giudei sionisti.

Naturalmente, i Pastori avevano progetti malvagi. La chiamano “sublimazione”. Le energie normalmente incanalate verso l’unione sessuale furono dirottate verso la guerra, le crociate, il lavoro missionario e l’applicazione degli obiettivi dei Pastori. La moderna donna bianca di oggi vive in un lusso non immaginabile dalla Regina d’Inghilterra solo due secoli fa, il tutto a causa delle invenzioni e delle fatiche degli uomini bianchi. Gli sciacquoni del water, le lavatrici, il riscaldamento centralizzato, l’aria condizionata, i telefoni, le automobili, l’anestesia, il controllo delle nascite e così via. In confronto, i maschi negri e orientali trattano le loro donne in modi che fanno inorridire i maschi ariani (ad esempio la circoncisione femminile senza anestesia e strumenti sterilizzati). Quindi, come pensano le moderne donne bianche di premiare quelli di noi che combattono per preservare la loro immagine? Ripetono le fantasie delle arpie giudee e femministe, che criticano il malvagio maschio bianco. Ripetono le parole d’ordine “sessista” e “razzista”. Chiamano il parto e la cura del bambino “essere una fattrice”. Si accoppiano con le razze scure e distruggono la loro stessa specie. Padroneggiano le loro posizioni e il denaro ottenuti con la discriminazione positiva sui veri maschi bianchi. Prendono in giro e deridono coloro che lottano da soli contro lo sterminio della propria razza. Sono rivaleggiate solo dal maschio bianco nella loro capacità di autodistruzione.

Quindi, mentre le donne bianche danno alla luce bambini di colore e i maschi bianchi si uccidono a vicenda in guerre fratricide, io scelgo di combattere, perché la sconfitta non è contemplabile. La razza di Bruno, Shakespeare, Bacone, Galileo, Edison, Wagner, Leonida, Arminio e Bob Mathews, non deve morire!

Infine, siamo tutti soggetti alle Leggi della Natura. Un popolo può scegliere di seguire la rotta verso l’alto, onorando e seguendo i più intelligenti, i più coraggiosi e i più belli. Se è così, sopravvivrà e conserverà i propri tratti migliori. Oppure può amare i deboli, i brutti, i disadattati e gli errori della natura. Questa è la strada verso l’estinzione. “Uguaglianza” è la ricerca del minimo comune denominatore, e la sua attuazione è la distruzione dell’eccellenza. Dobbiamo essere un popolo con una visione, che ci veda come un unico popolo, piuttosto che individui che subiscono una fine lenta e umiliante. Scegliete la vita e la lotta, o accettate la morte ignobile.

LO SPIRITO DEL BERSERKER AI GIORNI NOSTRI

di Reid Danell

Non si sa molto sui Berserker dei tempi antichi. Abbiamo solo frammenti, scorci se vogliamo, dalle saghe e dalle Edda. Sappiamo che si trattava di un culto guerriero dedicato al Padre di Tutto Odino, si credeva che fossero in grado di cambiare forma (un aspetto strettamente legato al Padre di Tutto Odino) e indossavano pelli di animali ed esercitavano i poteri di animali, come orsi e lupi, quando impegnati in battaglia. Gli Jarl e altri capi di guerra spesso li arruolavano nelle file dei loro eserciti come una sorta di “forze speciali”, assicurandosi così un prezioso vantaggio sui loro avversari.

Anche con le poche informazioni che abbiamo, possono essere fatte molte deduzioni. Questi guerrieri devono essere stati forti nella mente, nel corpo e nello spirito. Dovevano essere ultradisciplinati e assolutamente dedicati a una vita di lotta e di guerra. Il fatto che alcuni indossassero anelli di ferro intorno al collo, e che non avrebbero potuto rimuoverli fino a quando non avessero ucciso il loro nemico, mostra un estremo senso del dovere. Il fatto che si sarebbero lanciati nel bel mezzo della battaglia senza alcuna armatura mostra uno spirito di sacrificio e coraggio.

Indipendentemente dal fatto che gli storici dell’età cristiana li ritraggano come bulli e disturbatori, possiamo essere certi che, per le virtù di cui sopra che il Berserker manifestava, fossero tenuti in grande considerazione tra la nostra gente nell’era pagana.

Altri due aspetti importanti che vediamo nel Berserker sono quello della “furia” e della “ispirazione”. È stata indicata anche come una sorta di “estasi divina” ed è usata per descrivere lo stato del Berserker mentre è in battaglia. Come è stato detto sopra, i Berserker erano dedicati al Padre di Tutto Odino – il cui sacro nome stesso significa “furia” o “ispirazione”. Per vedere questa potente forza di Odino all’opera nel Berserker, basta semplicemente leggere le parole di Snorri Sturluson:

“Avanzavano senza cotta di maglia, ed erano frenetici come cani o lupi; mordevano gli scudi; erano forti come orsi o cinghiali; loro colpivano gli uomini, ma né il fuoco né l’acciaio avrebbero potuto ferirli.”

Che dimostrazione di ferocia e potere! Le parole sembrano saltare dalla pagina e animarsi in una figura di energia grezza e vigore. Certamente non c’erano tiepidi temporeggiatori tra i loro ranghi! Mettevano tutto ciò che avevano nella lotta con un solo scopo, una forte concentrazione di energia e un coraggioso spirito di sacrificio di sé. Che esempio ispiratore ci hanno dato!

È difficile per la maggior parte delle persone oggi anche immaginare un tale spettacolo, per non parlare dell’essere in grado di relazionarsi con una tale esperienza o sentimento. Molti lo equiparano erroneamente alla nostra definizione moderna di “furia berserk”, implicando una sorta di rabbia incontrollata e distruttiva che non ha alcuno scopo di direzione. È importante tenere a mente, però, che il Berserker era dedicato al Padre di Tutto, un Dio di suprema disciplina e autocontrollo. Questo è appropriato, e ha perfettamente senso. Perché quando si attinge ai pozzi di potere che inducono a Odino bisogna avere il completo controllo di sé stessi, altrimenti si corre il rischio che l’energia si trasformi in una forza caotica, e spesso autodistruttiva. Quindi è facile dedurre da questo, che il Berserker non fosse un pazzo indisciplinato, come la parola “Berserk” è arrivata a significare oggi, ma piuttosto un guerriero disciplinato.

Per illustrarlo in modo più semplice: il Berserker sapeva come e dove dirigere e concentrare la sua energia. Non attaccava ciecamente per distruggere tutti e tutto ciò che lo circondava. Non si aggredivano l’un l’altro per mandare in rotta i loro ranghi. Inoltre si può dedurre che sapessero come scegliere le loro battaglie con saggezza. Perché i Berserker erano veterani di guerra disciplinati e induriti dedicati al Padre di Tutto le cui caratteristiche principali includevano la ricerca della conoscenza e della saggezza. I Berserker non erano sciocchi assetati di sangue senza autocontrollo che combattevano e uccidevano in ogni occasione, solo per l’emozione di farlo. No, e ancora no! Perché tale comportamento non sarebbe stato solo autodistruttivo, ma anche un grave spreco e uso improprio dei doni di Odino[1].

Ora, potreste dire: “Tutto questo è grandioso. Grazie per la lezione di storia, ma cosa c’entra tutto questo con me in questi giorni e in questa epoca? Mica mi travestirò con pelli di animali per andare in strada con ascia e scudo!”

Seppure è vero che la guerra epica ed eroica come i nostri antenati la conoscevano è il passato e ormai un lontano ricordo, è altrettanto vero che siamo impegnati in una nuova forma di guerra, qui e ora – proprio oggi. Ci siamo dentro da un millennio, e si è intensificata mille volte nel secolo scorso. È un tipo diverso di guerra: una guerra della mente e del cuore. Una battaglia dello spirito e della volontà: è la guerra spirituale.

Da tutte le parti siamo circondati da marciume morale e decadimento spirituale: tossicodipendenza, omosessualità, meticciato, materialismo e avidità, accoltellamento bugiardo e alle spalle, codardia, e tutti gli altri tipi di decadenza e degenerazione. Giorno dopo giorno siamo bombardati da questa spazzatura mentre la nostra società arretrata la approva, la abbraccia e la promuove attivamente. Allo stesso tempo, attacca e denuncia tutto ciò che sappiamo essere nobile e Trú. È letteralmente disgustoso dopo tanto tempo essere stati sommersi in questo sporco pozzo nero, i nostri cuori, le nostre menti, le nostre anime e persino i nostri corpi sono malati e decadenti. Le nostre volontà come individui, e quindi la nostra volontà collettiva come popolo, sono deboli.

La situazione è terribile. Non è esagerato dire che stiamo morendo fisicamente come spiritualmente, perché i due campi sono interconnessi. Nessun traccheggio o mezza misura ci salverà. Tempi e circostanze drastici richiedono misure drastiche. Proprio come fecero gli Jarl e i capi di guerra di un tempo, quando affrontarono una battaglia talmente cruciale e vitale che la vittoria era l’unica opzione, dobbiamo evocare i berserker tra di noi da portare alla carica! Dobbiamo chiedere a coloro, tra i nostri ranghi, che ascoltano e sentono la chiamata di Odino, e che siano abbastanza forti e coraggiosi da ascoltarla! Abbiamo bisogno di coloro che sono disposti a gettarsi nel vivo della battaglia, non trattenendo nulla e dimostrando il vero spirito di sacrificio mentre dedicano la loro vita e tutto il loro essere al servizio e alla difesa della Fede e del Popolo! Abbiamo bisogno della dedizione fanatica… Non dei moderati o dei cuori deboli!

Sei uno che sente la chiamata di Odino? Allora rispondi! Non dobbiamo essere vigliacchi[2]. Dobbiamo rispondere a questa chiamata e marciare coraggiosamente sul campo di battaglia! La battaglia nel nostro cuore, mente e anima! Perché questa è la prima e più importante battaglia che combatteremo mai. Perché come dice il proverbio: “Prima che il guerriero possa affrontare il nemico, deve affrontare se stesso”.

Possiamo stare certi che fosse più o meno lo stesso per il Berserker dei tempi antichi. Loro non si sono limitati a prendere un’ascia per diventare automaticamente Berserker. Non c’è dubbio che abbiano trascorso anni di rigorosa autodisciplina e formazione prima di essere iniziati al Culto Guerriero di Odino e, come è già stato detto, ci vuole una volontà di potenza ferrea e supremo autocontrollo per incanalare in modo sicuro ed efficacemente, utilizzare e dirigere i doni di Odino di furia e ispirazione. Non è qualcosa che accade in una notte o accidentalmente. No, dobbiamo lavorare per questo! Dobbiamo lottare per questo!

E davvero, simili, non c’è battaglia più epica ed eroica di questa da combattere, nemmeno ai tempi dei nostri antenati. Dobbiamo attaccare tutto ciò che è debole in noi stessi e renderci forti! Dobbiamo aggredire spietatamente tutto ciò che è indegno e degenere in noi stessi e sostituirlo con ciò che è nobile e Trú! Dobbiamo combattere questa battaglia con la furia fanatica di un Berserker! Non accettate compromessi! Non date a questi nemici nessuna tregua né pace!

Rafforzate il corpo perché diventi duro come un’armatura d’acciaio, un vascello degno di trasportare i doni di Odino. Affinate la mente affinché sia affilata come una spada, in grado di tagliare le bugie e l’illusione per discernere la verità. Indurite il cuore finché non sarà come uno scudo in grado di scongiurare i possenti colpi di paura e codardia. Nella fornace ardente dell’autodisciplina, forgiate la vostra volontà in un’ascia che incida tutto ciò che è morbido e debole. Bruciate la ferraglia della vostra anima e affinatela finché non risplenda sgargiante e nobile, come l’oro più puro, la decorazione per la vostra armatura e le vostre armi, e lo stupore e il terrore che colpiscono i vostri nemici mentre brilla più luminosa di diecimila soli!

Solo quando avremo raggiunto questo livello, e ci saremo armati di armi così potenti e indistruttibili, saremo in grado di condurre una guerra santa contro la decadenza spirituale che ci circonda. Perché si deve padroneggiare sé stessi prima di sperare di padroneggiare ciò che ci circonda. Svegliatevi e rispondete alla chiamata, Berserker!


[1] Per non sbagliare su ciò che si intende qui per doni, non viene utilizzato nel senso di “dare liberamente”, ma nel senso di “scambio” – che spesso comporta un sacrificio. Questo può essere meglio rappresentato dagli aspetti della runa Gebo (G). E tenete a mente anche le parole dell’Havamal: che un dono richiede un dono in cambio.

[2] Si odano le parole dell’Altissimo:

Il codardo crede che vivrà per sempre,
se solo lui si guarda dal combattere.
Ma la vecchiaia non gli offrirà tregua
anche se lo fanno le armi.”
-HAVAMAL

L’ARMANISMO E IL PENSIERO LISTIANO

di J.H.M. Walvater

Nessun altro movimento occulto tedesco tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo è stato più falsificato di quello di Guido Von List e la sua ideologia dell’Armanismo. Questo articolo, si spera, contribuirà a conoscere l’esatta natura e la portata delle idee Listiane.

Chi era? Questo uomo misterioso ha fornito la miscela di idee che confluirono attraverso “La Società di Thule” in Nazismo, vegetarianismo, ecologia, apprezzamento anti-industrialista dei monumenti preistorici e dei cicli naturali. Sebbene List avesse un interesse nel controllo e nella manipolazione delle informazioni riguardanti la sua persona in pubblico, esistono ancora alcuni rari documenti e biografie in cui l’intero movimento armanista viene introdotto e svelato. Alcuni più dubbiosi di altri.

Guido Karl Anton List nacque a Vienna il 5 ottobre 1848. La famiglia List era cattolica e si può anche presumere che Guido sia cresciuto nel sacramento cattolico. Ci sono alcune prove dal tempo dell’adolescenza che dimostrano come fosse affascinato dalla sua nativa Austria e la sua città di Vienna. Questo suo interesse principale lo condusse più tardi a lavorare al suo primo libro, Carnuntum, un romanzo storico basato sulla sua visione di Kulturkampf tra il mondo germanico e quello romano nella città romana di Carnuntum, anno 375 d.C. Le influenze più importanti sullo sviluppo di List in questo momento erano fornite dai gruppi culturali e politici nazionalisti e pan-germanisti la cui attenzione era stata attirata su di lui dalla pubblicazione di Carnuntum.

Queste associazioni di discendenza e lingua tedesca nell’impero multirazziale austriaco, avevano obiettivi che comprendevano la promozione della cultura e della lingua germanica e l’eventuale unione politica dei Tedeschi austriaci al grande Impero tedesco. La combinazione di dottrine razziali e nazionalismo occulto ha chiaramente anticipato l’Ariosofia, poiché in effetti List credeva che in una futura Germania tutte le posizioni di status e professioni avrebbero potuto essere praticate solo dai Tedeschi del più puro sangue ariano; ogni famiglia avrebbe dovuto mantenere un registro genealogico ad attestare la sua purezza; il patriarcalismo e l’eredità in linea maschile erano rigorosamente perseguiti; gli Ario-germani dovevano essere esentati da tutti i lavori a guadagno salariale; severe leggi razziali e marziali dovevano essere osservate; dovevano essere sviluppati un nuovo feudalesimo e la religione pagana.

Le teorie razziali di List furono per lo più adottate da Helena P. Blavatsky e dalla Teosofia. Si aggiungevano altri nazionalisti pan-germanisti intorno a lui e al più giovane collega Lanz von Liebenfels. List divenne un autore e artista noto e rispettato tra i nazionalisti tedeschi austriaci, e rimase parte dell’establishment culturale e razzialista tradizionale per tutta la sua vita.

Nell’ultima parte della sua vita, List dovette subire un’operazione estrema per la cataratta. Per undici mesi i suoi occhi furono fasciati, e in questo stato di virtuale cecità e oscurità totale List disse di essere stato illuminato per quanto riguarda le sue stesse parole. In quel momento, la visione occulta di List sembra essere soggetta a una sintesi importante. Poco dopo aver riacquistato la vista, le sue idee ebbero la loro sintesi finale. A questo punto Das Gehimnis der Runen (Il segreto delle Rune) fu pubblicato e fu fondata la Guido-von-List-Gesellschaft (Società-Gudio-von-List). Le sue idee furono seminali anche sotto un altro aspetto: egli considerava che la forzata conversione dei Germani al Cristianesimo aveva portato alla creazione da parte dei re-sacerdoti di società segrete per mantenere il loro patrimonio arcano. Quanti si dedicavano all’occulto consideravano che questa restaurazione armanista avrebbe avuto luogo alla fine dell’epoca cristiana, in cui il Papato sarebbe stato estinto e l’Impero germanico si sarebbe esteso sulla Terra. Il Millennio Armanista era alle porte. Fu questa eredità mistica che la Società di Thule e più tardi la comunità d’elite delle SS di Wewelsburg rivendicarono e promulgarono. Durante gli anni della Prima Guerra Mondiale, la sua fama divenne più forte. Ma la guerra fece una sua vittima dell’anziano Guido. Pochi mesi dopo la fine della guerra, List morì a Berlino, il 17 maggio 1919. Il suo corpo fu cremato e posto in un’urna nella sua nativa Vienna, nella Bassa Austria.

Armanismo

L’ideologia armanista deriva da tre principi cosmici. List considerava questi processi cosmici eterni e incuranti dell’esistenza dell’umanità. Tutti i suoi altri principi, conclusioni e interpretazioni mistiche, potrebbero anche essere dedotti da questi tre:

I. zweieinig-zweispältige Zweiheit (la Diade bifidica-bina)

II. dreieinig-dreispältige Dreiheit (la Triade trifidica-trina)

III. vieleinig-vielsipältige Vielheit (la Molteplicità multifidica-multiuna)

L’Armanismo si basa su paradossi, apparenti contraddizioni. Soprattutto nella formula che sembra ricordare la teologia dei primi cristiani sulla natura della Trinità. Ma List va in altre direzioni con quei paradossi. Un principio derivato di zweieinig-zweispältige è l’idea che la “materia” sia in realtà “spirito” condensato. Ne consegue che non vi è alcuna differenza essenziale tra “spirito” e “materia”; l’unica differenza sta nelle circostanze o nelle condizioni in cui si trova questa singolare essenza. Tuttavia List fa i conti con questo paradosso sostenendo che questa condizione comprende anche la realtà e non può essere ignorata. Quindi l’Armanista deve fare i conti con entrambi gli estremi, cercando un equilibrio tra di loro.

Il paradigma armanico è altrettanto insistente sulla necessità di ancore materiali – il corpo, la razza, la natura e così via – al fine di mantenere questa spiritualità nella realtà. Il fattore di bilanciamento si trova anche nel processo stesso della dreieinig-dreispältige Dreiheit. Mentre il principio precedente era piuttosto statico nella struttura, il triplice processo è ciclico e dinamico. Per questo i tre bilanciano i due. Il corollario più importante della Triade trifidica-trina si trova nella formula distintiva di List: Enstehen-Sein-Verghen zum neun Entstehen (Manifestazione-Essere-Passaggio a una nuova Manifestazione). Indicava l’evoluzione eterna e il ritorno in un modello ciclico, con ogni ciclo costruito organicamente sul precedente. In altre parole, si vede la nascita-vita-morte-rinascita ripetuta in un modello organico del cosmos nell’eternità.

Vieleinig-vielsipältige Vielheit, è un concetto per sintetizzare le valenze virtuali della manifestazione nel mondo naturale/organico in un insieme coerente. Nell’attuale pensiero olistico, la molteplicità è riconciliata in modo simile, non con “unità”, ma piuttosto in un modello di “interezza”. Questo permette una genuina multivalenza in manifestazione senza necessariamente dover giudicare una forma come superiore o al di sopra di un’altra.

L’Armanismo si occupa anche dei cosiddetti “misteri sociologici” – ovvero gli aspetti occulti delle origini dell’ordine sociale e razziale – e dei modi magici in cui rinnovare la “conoscenza perduta”.

Questo vale anche per la rinascita di religioni arcaiche come la Wicca, il Druidismo o l’Odinismo. Era opinione generale di List che le pratiche e le credenze degli Armanen non fossero state spazzate via dal sudiciume cristiano, ma piuttosto incorporate nella tradizione cristiana – così da sopravvivere. Il risultato è un ambiente tradizionale in cui tutti i segreti profondi degli antichi Armanen possono essere riscontrati in diverse cerimonie cristiane e nell’architettura. A mio parere, c’è un piccolo dubbio che tutte queste aree contengano una tradizione pre-cristiana indigena. Tuttavia, le nostre tradizioni natalizie e pasquali sulla base di usanze e costumi pagani sono state adottate come metodo per scoprire questi aspetti occulti.

Una teologia all’interno delle dottrine degli Armanen era anche la tripartizione con varie triadi, come Wuotan-Wili-We: Wuotan-Donar-Loki: o Freya-Frouwa-Helia, effettivamente interpretate come figure che rappresentano il processo di nascita-vita-morte. Il desiderio di Guido era quello di stabilire una società basata su principi agrari governati da una gerarchia e un ordine illuminato di Armanen. Il suo concetto di religione del Wuotanismo includeva una stretta identità con la propria gente e la propria razza come conseguenza logica della vicinanza alla natura e nel tentativo di vivere in accordo con essa.

L’importanza delle rune era essenziale per List. Per mezzo della sua conoscenza runica poteva leggere virtualmente tutti i simboli “soppressi” e segni del passato. Il suo particolare sistema runico, che sembra avere almeno in parte innovato egli stesso, gli ha permesso di interpretare in senso runico ogni glifo, grafico, nome, simbolo, icona o immagine gli fosse posta davanti. Questo equivaleva a un sistema mistico in cui i simboli sonori erano correlati a forme geometriche. Al di là del corrispondenze di base tra suoni e forme runiche, List ha aggiunto la raffinatezza di un sistema che indicava come kala. La poesia in cui uno e lo stesso testo potrebbe nascondere due messaggi completamente diversi, il cui senso di obbedienza (compreso da tutti) sarebbe stato in realtà secondario, mentre il senso nascosto (kala) avrebbe contenuto l’unico vero messaggio segreto per gli uomini di conoscenza. Utilizzava un metodo di calcolo, le sedici permutazioni della luna, e il determinare il valore esoterico delle unità sillabiche del suono come passano attraverso simili permutazioni cicliche. In questo sistema, ogni suono runico è posto attraverso una triplice permutazione al fine di produrre il suo significato nascosto su tre livelli distinti – i livelli di manifestazione, essere e fine in un nuovo inizio. Questi sono stati interpretati anche da List come l’essoterico, l’esoterico, e i livelli di comprensione armanici. Queste cose non solo avevano un “significato nascosto”, ma era uno degli elementi principali del misticismo Listiano che il significato nascosto fosse ovunque triplicato.

Secondo List, l’Ego (das Ich) è un principio cosmico (l’Ego nel Tutto come il Tutto Stesso). Questo ego ha una certa qualità divina, come una “parte di Dio”. Pertanto, l’ego individuale è immortale.

Tuttavia poiché, come per tutto il resto, è “vincolata” dai tre principi cosmici principali, la nozione di reincarnazione o rinascita è resa una necessità teorica. L’ego, o l’individualità separata, è immortale e non cerca di fondersi con il “cosmo indifferenziato” (dato che quest’ultimo in realtà non “esiste”). L’uomo è visto come un essere separato, necessario per completare o perfezionare “opera di Dio”.

Un certo paradosso si verifica nelle idee di List. Per esempio, che l’individualità sia un’entità libera e l’idea al contempo mantenuta secondo cui la “volontà” di questa individualità o ego debba essere la stessa volontà della “volontà di Dio” – vale a dire che il riconoscimento della volontà di Dio è dovere dell’individuo pagano! Io ne dubito…

Le opere di List indicano che non era così solidamente coinvolto nella “Arianizzazione” dei miti cristiani come Lanz von Liebenfels. Anche se occasionalmente usava citazioni bibliche per illustrare un punto, non fa mai molto per dimostrare un’unità originale tra l’Armanismo e il dogma del Cristianesimo.

Perché questo collegamento sarebbe avvenuto in epoche storiche in cui ciascuno era impegnato nella terribile “corruzione” dell’altro.

Nelle dottrine armaniche si rivelano i segreti esoterici di Walhalla. List sosteneva che tutti coloro che erano stati uccisi in battaglia – o che morivano “per i loro ideali” – sarebbero tornati alla vita terrena per continuare la lotta fino alla vittoria finale e splendente. Fu questa nuova élite guerriera che incoraggiò il popolo ario-germanico, fondata sulla credenza germanica della Sala d’Oro di Walhalla. Un paradiso eroico con gioia eterna per coloro che sono caduti in battaglia. Essi diventavano Einherjar – che escludeva la rinnovata esistenza come esseri umani – e questo avrebbe unito il guerriero in modo permanente con la divinità (Wuotan). Il nuovo interesse evocato per l’Armanismo di List mostra ancora una volta la sua gloriosa importanza negli aspetti della magia runica essoterica ed esoterica, del Wuotanismo/Odinismo, del Pan-germanismo e dell’Ariosofia.

LO STRANO INCONTRO DI RE OLAF

di Will Vesper

UN GIORNO Re Olaf Tryggvasson e i suoi uomini navigavano a sud lungo la costa della Norvegia sulla nave Serpente Lungo. Quando arrivarono al fiordo di Nidaros, gli uomini dovettero prendere i remi, perché il vento era troppo debole per riempire le vele. Ma il re non aveva fretta. Era di buon umore e si diede a tutti i tipi di lazzi per i suoi uomini. Combatté un finto duello con il portabandiera, Ulf il Rosso. In un primo momento combatterono al solito modo, con la spada nella mano destra; poi con la spada nella mano sinistra; e infine con spade in entrambe le mani. Ogni volta, il re avanzava fino a babordo. Quelli erano giochi degni di nota. Dopo di che, Re Olaf salì sulla ringhiera della nave, camminando e al contempo giocando con tre pugnali sfoderati. Nessuno vide mai il re perdere o un pugnale cadere in mare. Gli uomini remavano con più entusiasmo e ridevano.

Re Olaf si sedette tra i suoi uomini sul ponte di poppa e parlò di questo e quello. Lì sedeva Kolbjorn il Maresciallo e Thorstein Piede di bue; An il Tiratore di Jàmtland e Bersi il Forte; Einar e Finn da Hardanger; Ketil l’Alto e i suoi fratelli; uomini provenienti da tutta la Norvegia; dall’Islanda e dalle isole a ovest; una squadra d’elite, bei compagni pieni di forza e audacia. Lo si poteva vedere. Nessuno aveva più di 60 anni, tranne il vescovo Sigurd, e nessuno aveva meno di 20 anni, tranne Einar Tambaskelfer, che aveva solo 18 anni ma era il miglior tiratore in tutto il paese.

“Ora tengo la Norvegia in mano”, disse il re, e arrivò con la mano destra verso il cielo, come se afferrasse qualcosa che gli altri non potevano vedere.

“Perché l’avete ricevuto dalla mano di Dio”, commentò solenne il vescovo Sigurd.

“Sì”, acconsentì il re, “dalla mano di Dio e non dalla tua, Vescovo. Costringo tutti a inchinarsi a Cristo, popoli di tutte le province: Stavanger e Hardanger, Vik e Sogne, More e Ramsdalen, le province sul mare e in montagna, e ora anche Halogaland e le Oppland. Quelli sono stati i più difficili da piegare”.

“Ma tu hai i denti più affilati per questo”, intervenne Hallfred lo Scaldo, l’Islandese. “In molti li hanno sentiti”.

“Può essere vero”, rispose Olaf, “ma ora la Norvegia è un Regno, e le campane della chiesa risuonano su tutto il nostro regno”.

“Lo ammetto”, concordò Hallfred. Egli rise leggermente e aggiunse: “Ma aggiungo che è difficile per me abituarmi a quelle campane. E molti altri si sentono allo stesso modo, anche se non lo dicono”.

“Hai orecchie sensibili, giacché sei uno scaldo”, rispose Re Olaf.

Ma Hallfred indicò il suo cuore e disse: “Qui, Re Olaf, siede uno che non vuole sentirlo. Cristo si è preso troppo tempo per venire da noi. Tutti noi abbiamo appreso in modo diverso dalle nostre madri”.

Re Olaf lo guardò a lungo. Poi disse: “Dove suonano le campane… là è il Regno e il dominio del Re”.

“Che hai ricevuto da Dio”, intervenne di nuovo il vescovo. “Solo Uno è padrone. Quello in cielo”.

“E uno è il re in Norvegia, Vescovo”, rispose Olaf.

“Uno deve essere padrone e uno deve essere re, a meno che la terra non diventi il bottino dei re stranieri. Ricordate sempre questo”.

“Ci dovrebbe essere solo un re in Norvegia e nelle isole”, disse Hallfred. “E solo uno dovrebbe essere padrone in cielo. Ma mi dispiace ancora per coloro che hanno dovuto lasciare tutto”, e lentamente fece un gesto con la mano verso le montagne, poi attraverso il cielo e infine verso il mare. Tutti sapevano cosa voleva dire.

Il vescovo Sigurd lo guardò con rabbia: “Quei denti devono ancora mordere spesso e mordere molti”, commentò, “prima che questi idoli e maghi siano costretti a lasciare tutta la Norvegia”.

Tutti guardarono verso Olaf per vedere la sua reazione alle audaci parole di Hallfred. Ma il suo cuore era leggero e bonario oggi, il tipo di umore che affascina tutti. Ridendo, mostrò i denti e gridò: “Norvegia, patria! Ave a Lui, che l’ha data a noi da governare. La teniamo stretta con i denti. Nessuno la strapperà via da noi per tutto il tempo che viviamo!”

“Ave Re Olaf!” E Hallfred iniziò una poesia su quell’ora:

“L’aria che profuma di battaglia,
verso sud viaggiava il re…”

La nave scivolò vicino alla costa nel fiordo e si imbatté in una scogliera rocciosa, che sporgeva lontano dall’acqua. Gli uccelli sulla riva presero il volo. Una nuvola d’argento di ali battenti si alzò come polvere nel cielo. Un migliaio di uccelli gridarono.

I pini, che si ergevano uno dopo l’altro lungo sul fianco della montagna, riflettevano la luce del sole mentre ondeggiavano. La luce rimbalzava su tutti i rami. Si udivano le insenature balbettare rumorosamente lungo le gole, e il respiro leggero del mare.

Improvvisamente, tutti sentirono il grido di una voce chiara e acuta. Un uomo era in piedi sulla sporgenza rocciosa vicino alla nave. Gli uomini alzarono i remi e li diressero verso terra. Ma prima che la nave fosse arrivata in fondo, videro lo straniero in piedi a prua, vicino alla testa del drago d’oro. Lui annuì verso il re, che sedeva in alto sul ponte di poppa. Sembrava che stesse solo ondeggiando un po’ per il suo salto, e stava ancora cercando di riprendere equilibrio. Poi si avvicinò tra gli uomini della parte anteriore: sembrava un contadino della zona, che probabilmente voleva solo viaggiare con loro per un po’, fino a quando avrebbero tollerato la sua compagnia sulla nave. Non era un mercante come avevano pensato prima.

Era un uomo molto robusto, vestito all’antica, con panno di lana verde grossolana. Probabilmente un uomo dalle profondità delle montagne. Intorno all’anca aveva un’ampia cintura di pelle con una bella fibbia di rame. In uno degli anelli della cintura indossava un martello a due lati, la vecchia arma contadina: un pezzo di utensileria ben fatto. Ma la cosa più evidente dell’uomo era la sua barba rossa, che era così spessa e lunga che la divideva in due e la infilava nella cintura, a sinistra e a destra.

Si sedette su una bobina di corda e guardò gli uomini che erano seduti o in piedi intorno a lui, uno dopo l’altro, senza alcuna timidezza. Ognuno di loro era un po’ innervosito dal fuoco blu del suo sguardo. Era come se li stesse guardando – e avesse trovato qualche piccolo difetto in ciascuno.

“Non è stato un salto da poco, quello che hai fatto sulla nave”, riconosceva Vakr Ramnisson di Gàtàlf.

“Non è stato più lungo”, rispose lo straniero, “di quello che hai fatto tu, Vakr, nel trasformare un amico di Thor in un cristiano. Tutti voi siete buoni saltatori in questo senso”.

Quello che l’uomo aveva detto non era confortante.

“Non sai con chi stai viaggiando, contadino? Stai attento! E dove abbiamo fatto conoscenza, visto che pensi di sapere qualcosa su di noi?”

“Un vecchio amico mi ha riferito”, rispose, “dai tempi dei tuoi padri. Ma non ci pensare. Ora vorrei viaggiare con voi per un tratto”.

“Dove vuoi andare?”

“All’estero”, rispose tristemente l’uomo.

“Sembri capace di una spedizione militare.”

“Ho molti di loro dietro di me, ma ora voglio riposare.”

“Non sembra così”, osservò Bersi il Forte. Secondo la sua consuetudine – come se non valesse la pena parlare con un uomo prima di aver provato la sua forza – raggiunse la mano dello straniero e cercò di strapparlo dal suo posto. Fu una lotta breve e fugace, ma infine Bersi era sdraiato a terra. Era perfettamente chiaro chi fosse più forte. Bersi non lo aveva sperimentato sin dalla sua giovinezza. Ciò aveva colpito tutti come il fuoco e l’ubriachezza: ognuno volle testare lo straniero in una gara. Ma nessuno poteva eguagliarlo. L’intera nave fissava il diabolico compagno di viaggio. Anche le sue parole volarono, taglienti e impavide, e andarono a segno fulgide come i suoi movimenti. Ognuno ebbe il suo! Infine, camminava lungo la ringhiera sopra i remi, che non smise mai di remare, e si destreggiava non solo con tre pugnali (come aveva fatto Re Olaf), ma quattro, con due in aria e uno per mano in ogni momento. Era  un gioco veloce, con i pugnali che danzavano sopra la sua testa come fiamme. L’equipaggio fissò questo contadino, che giocava così. Certamente sapeva il fatto suo in molte altre cose che semplici buoi.

Infine Re Olaf lo chiamò, e salì sul ponte della nave, si tolse il berretto e si fermò di fronte al re. Si notò che anche i capelli sulla sua testa erano rossi, e gli fluttuavano in testa come fiamme.

“Se uno sconosciuto e contadino come te viene davanti al re norvegese, si inchina”, disse Thorgrim Thorsteinsson ad alta voce.

Il contadino si rivolse a lui e disse: “Anche tu discendi da uomini, Thorgrim, che non erano abituati a piegare la schiena davanti ad altri uomini – a parte forse dinanzi a colui dal quale – come te – traevano il nome”.

“Sei un uomo che parla bene e talentuoso”, disse Re Olaf mentre fece un gesto agli altri di tacere. “Sei di questa zona?”

Il Barba Rossa guardò Re Olaf per molto tempo. Rideva leggermente, come uno che ha preoccupazione nel suo cuore. “Sì”, rispose, “si potrebbe dire che sono della zona”.

“Da quale provincia?” chiese il re.

Poi fece lo stesso gesto che aveva fatto Hallfred lo Scaldo, quando parlò dei vecchi dèi. Indicò con la mano verso la montagna, poi attraverso il cielo e infine verso il mare. In un istante, tutti seppero chi era. Un vento cominciò a scendere dalla montagna e attraverso il sole come un velo, e l’acqua cominciò a salire. Ma nessuno era in grado di pensare alla nave, che improvvisamente cominciò a ballare vicino alle scogliere rocciose. Tutti fissarono il Barba Rossa, che ora si trovava davanti al loro re grande e potente, e videro il martello sacro in mano. Un rombo sordo di tuono venne dal cielo, e tutti stavano come ombre sull’orlo della luce. E poi udirono la voce pesante dell’uomo.

“Sì, Re Olaf”, parlò, “io sono di questa provincia, da Halogaland e da Trondheim, da Havanger e Stavanger, da tutta la Norvegia e dalle isole, dalle montagne e dalle valli, dalle nuvole e dal mare. Ed è opera mia se c’è una terra che ti dà gioia e di cui puoi essere re. Quando sono venuto qui per la prima volta, era una terra di ghiaccio sotto i piedi dei giganti. Ma ho sconfitto i giganti, che sedevano sulle montagne. Gli alberi crescevano e le insenature scorrevano lì. Ho strangolato i troll, che sono nemici sia degli dèi che degli uomini. Fiori sono cresciuti nei prati e capre scalavano i sentieri di montagna. E la gente veniva e costruiva capanne e arava i campi. Ho benedetto i loro raccolti. Avevano il pane. Ho benedetto il mare per loro. Avevano pesce. Ho benedetto il loro tavolo. I loro figli sono cresciuti. Io e la mia specie, Re Olaf, abbiamo reso questa terra abitabile per i figli degli uomini. Ecco perché hanno onorato me, uomini e donne. E questa è stata la mia gente, per molto tempo”.

Allora il vescovo Sigurd si prese d’animo e mostrò coraggio. Alzò la croce dal petto e la tenne verso Barba Rossa. “Cedi il passo, idolo!”, chiese.

L’uomo rise, piano e amaramente. Era come un pianto nel vento.

“Sì”, disse, “e ora ne arriva un altro. La mia ora è passata, secondo la volontà di Colui che Governa Tutti. È difficile per coloro che mi sono amici. E tu, Olaf, li persegui e li uccidi, e compi il destino. Alla fine accade a tutti noi. Ma mi aspettavo che fosse diverso: il Lupo che ci divora, il Serpente che ci strangola. Invece arriva il Gentile e supera il Potente. Ma nessuno sfugge al destino, e nessuno lo conosce in anticipo. Verrà l’ora anche per l’uomo sulla croce”.

“Cedi il passo, idolo!” comandava di nuovo il vescovo mentre teneva la sua croce vicino agli occhi del Barba Rossa.

Poi alzò il martello, e un fulmine colpì lungo l’albero come un serpente d’oro. Ma fu come se lo avesse afferrato con la mano prima che potesse fare del male. Per la terza volta, si udirono le amare risate. Non lo dimenticarono mai fino alla morte.

E videro come l’uomo si gettò in mare con un possente salto e, tenendo il martello sopra la testa, affondò in mare e scomparve.

In quel momento tutto cambiò. Un vento leggero soffiò da sud, riempì le vele e spinse la nave sotto il sole lungo le onde che spingevano dolcemente più in profondità nella baia. Sembrava che si fossero svegliati da un sogno o da un torpore. Re Olaf si strofinò entrambe le mani sul viso. Mentre il vescovo Sigurd si schiariva la gola come per parlare, il re fece cenno al suo silenzio.

Di fronte a loro si vedevano le case di Nidaros, le navi a riva, il possente tetto della casa del re e la nuova cattedrale con la sua sommità appuntita e la sua ampia torre. La sera era arrivata. Il sole affondò in mare. Le campane risuonavano dolcemente attraverso l’acqua. Tutti stavano come il re e si grattavano le teste.

“Preghiamo per tutti coloro che sanno morire come uomini”, disse il re.

WYRD E CAUSALITÀ CONTRO PROVVIDENZA

di Roger Pearson

L’arrivo del monoteismo mediorientale in Europa sostituì una precedente credenza proto-scientifica nella causalità con il concetto teleologico della Divina Provvidenza, o Volontà di Dio. L’antica filosofia greca fu soppiantata dalla richiesta che gli uomini smettessero di cercare di comprendere la natura delle forze causali all’opera intorno a loro, e accettassero questa semplicemente come l’opera di un dio monoteistico onnipotente. Una nuova classe sacerdotale organizzata chiedeva che gli uomini accettassero senza dubbio la parola “rivelata” del loro dio. L’accademia fondata da Platone fu ordinata chiusa e, come Bertha Phillpotts ci mostrò per la prima volta, anche tra le nazioni germaniche il concetto di Wyrd, che postulava una forza causale onnipervasiva, fu sostituito dal concetto di intervento divino o Provvidenza. L’Europa entrò nel Medioevo, e vi rimase fino a quando la riscoperta degli scritti degli studiosi pagani classici rese possibile il Rinascimento e l’ascesa della scienza moderna.

Michael Horowitz, il monoteismo orientale e i sacerdoti organizzati

Michael Horowitz[1] ha posto in contrasto il successo dei Greci nel gettare le basi di una comprensione scientifica del mondo con il fallimento dei Mesopotamici, che avevano effettivamente creato una civiltà avanzata ma non avevano mai sviluppato una scienza oggettiva. Egli attribuì questo alla loro fede nella forza dominante dei loro dèi e dei sacerdoti che servivano questi dèi. Horowitz sosteneva che le prime culture mesopotamiche e successive semitiche tendevano a credere che l’umanità fosse stata creata per “alleviare agli dèi la fatica” e che le persone rette dovevano servirli e obbedire a loro. Questa credenza era rigidamente sostenuta da una grande e ben organizzata classe sacerdotale che esercitava il potere supremo sul popolo, ma anche questi sacerdoti erano troppo timorosi dei loro dèi per osare mettere in discussione il funzionamento del mondo, che attribuivano del tutto alla volontà degli esseri divini: un inno al dio della tempesta Enlil annichilisce davanti agli “occhi selvaggi e abbaglianti” della divinità. “Che cosa ha pianificato? Che cosa è nella mente santa di Enlil?” “Che cosa ha pianificato contro di me nella sua mente santa?” Apparentemente, Enlil può colpire senza motivo –  semplicemente essere umano è una provocazione sufficiente (Jacobsen 1976).

La natura era considerata sacra e potenzialmente ostile. I Sumeri avevano avvertito che le leggi della natura sono come le “leggi dell’abisso – nessuno può guardarle” (Kramer 1981). Dal secondo millennio a.C., gli scribi babilonesi sono sicuramente più avventurosi. Ma anche loro credono che lo studio della natura sia un’impresa sacra, e che la verità non deve essere strappata agli dèi: i fatti sarebbero gradualmente “rivelati” secondo il piacere divino (Contenau 1966). Tentando di razionalizzare l’universo, [un uomo] starebbe corteggiando l’eresia; avrebbe quindi minacciato il dominio delle divinità. Questa trasgressione sarebbe stata quasi certamente rimproverata dai superiori sacerdotali.

Horowitz vedeva la società greca, al contrario, come illuminata da un’aristocrazia che era essenzialmente libera dal dominio dei sacerdoti. Infatti, i sacerdoti greci servivano solo dèi individuali, i cui poteri soprannaturali erano limitati a funzioni specifiche e non erano considerati esseri onnipotenti. Di conseguenza, l’apprendimento non era limitato al sacerdozio, che non era organizzato in nessuna gerarchia dominante. Di conseguenza, gli aristocratici greci sono stati in grado di consentire alla loro curiosità di indagare sui segreti del mondo che li circondava. Horowitz scrive: “Un’aristocrazia energica e creativa ha fornito un talento diffuso e la ricchezza e il tempo libero per dispiegarlo. Una teologia anarchica ha liberato l’immaginazione teorica greca sul mondo naturale.”

Infatti, anche se Horowitz non ne parla, il capo di ogni unità di parentela greca conduceva i rituali socio-religiosi del gruppo affine. Tutti gli importanti compiti rituali e sacerdotali relativi all’organizzazione della società erano condotti dai capifamiglia e dai fratries, e da re che generalmente derivavano la loro autorità in virtù della loro discendenza, reale o immaginaria, dal fondatore della nazione. Liberi dalla subordinazione a uno o più dèi onnipotenti, e superiori ai sacerdoti che servivano i singoli dèi della natura, gli aristocratici della società greca erano liberi di speculare sulla natura dell’universo e cercare spiegazioni di ciò che accade in essa. Come dice Horowitz:

La cultura greca offre ai suoi filosofi pionieri un ambiente sociale, politico, teologico e linguistico incoraggiante per lo sviluppo della dialettica scientifica. Socialmente: vanta una classe attiva, sicura di sé ed egemonica di aristocratici, con una tradizione di pensiero unica e un comportamento individuale. Questa aristocrazia non era mai stata intimidita nella sua memoria culturale dal dogma religioso. Infatti, è da questa classe di aristocratici che scaturiscono i primi filosofi della Grecia.

Fustel de Coulanges, Paganesimo Europeo, e Causalità

In assenza della tendenza orientale a ritrarre gli Esseri Divini come tutti i potenti despoti, gli Europei pagani in generale sembrano presto aver concluso che l’universo era governato da una rete di causalità. Essi riconobbero gli dèi che erano dotati di poteri soprannaturali, e avevano sacerdoti che servivano questi dèi – ma questi dèi non crearono l’universo, e non ne erano che una parte essi stessi. Lo studioso francese del XIX secolo Numa Denis Fustel de Coulanges ha dimostrato presto che la vera religiosità dell’antica Grecia, Roma e delle nazioni celtiche e germaniche era incentrata sulla religione della famiglia, del clan, dei phratri, della gens e della tribù[2]. I legami morali e i rituali che legavano veramente insieme le comunità europee pre-cristiane erano basati sulla parentela. Un uomo deteneva il suo dovere principale nei confronti della sua gente affine, e non solo ai suoi parenti viventi, ma anche a coloro che lo avevano preceduto e avevano dato vita a lui e ai suoi discendenti che sarebbero venuti dopo di lui. Gli uomini erano impotenti davanti alle forze causali che determinavano gli eventi che si svolgevano intorno a loro e quindi plasmavano il loro destino, ma un uomo orgoglioso e coraggioso avrebbe potuto guadagnare fama per se stesso e onorare i suoi discendenti sforzandosi coraggiosamente contro le stringhe e le frecce della sfortuna. Un uomo non poteva evitare il suo destino, perché era intrappolato nel vasto nesso di causalità che permeava l’Universo, una forza che si muoveva irresistibilmente dal passato, attraverso il presente e in avanti nel futuro.

Causalità sotto forma dei Tre Destini

Il concetto fondamentale di causalità, come forza onnipotente che modella il funzionamento dell’Universo, era profondamente radicato nella cultura dell’antica Grecia e di Roma. Si credeva che fossero i tre Destini o Moirae dei Greci a tessere la rete di causalità: Clotho, con il fuso, filava dei fili causali che davano vitalità al mondo e tutto ciò che era in esso: Lachesi, che puntava con il suo bastone verso un globo; e Atropos, con la sua meridiana, e le forbici, pronta a tagliare il filo causale della vita di ogni uomo. I Romani conoscevano questi stessi destini nelle Parcae. E allo stesso modo, il popolo germanico riconobbe queste tre sorelle che controllavano la causalità come le Norne, chiamandole Urthr, Verdandi e Skuld, che tra di loro erano responsabili di ciò che era, cosa è e cosa sarà.

Fino ai tempi di Shakespeare, gli Inglesi ricordavano ancora tre strane sorelle, anche se in una foschia un po’ cristiana, come anziane streghe immortali, che conoscevano i segreti del destino e potevano predire il futuro.

In breve, il paganesimo europeo in una misura maggiore o minore intuì la causalità come forza motrice dietro tutti i fenomeni naturali. I loro dèi erano immortali e possedevano poteri sovrumani, ma non crearono l’Universo e ne rappresentavano solo un aspetto. Al di là dei legami che univano la società vi era un aspetto metafisico alla religiosità dell’Europa pre-cristiana che rifletteva un apprezzamento della Natura e del ritmo dell’Universo, senza paura di un dio monoteistico onnipotente. I meno sofisticati hanno fatto tentativi prescientifici di manipolare la causalità con i mezzi pre-scientifici che chiamiamo magia, ma i più sofisticati applicarono la logica aristotelica al compito di scoprire le forze causali che animavano la natura, e così facendo hanno gettato le basi per la scienza moderna. Mentre il sacerdozio babilonese, assiro ed egizio serviva pedissequamente i loro dèi, temendo di mettere in discussione le loro motivazioni e desiderando solo placare la loro rabbia e realizzare i loro desideri, i miti dell’antico paganesimo europeo raccontano di eroi che sfidano gli dèi a rivelare qualsiasi informazione avessero sui segreti dell’universo, di cercare la mela d’oro della saggezza, e anche i più primitivi miti germanici raccontano di Odin che diede un occhio nella sua ricerca della conoscenza.

Martha Phillpotts e il Wyrd

Una lettura delle opere di Dame Martha Phillpotts, un’autorità pioniera sulla cultura anglosassone e antica germanica, fornisce una visione del concetto pagano europeo di causalità impersonale, e sostiene la spiegazione di Horowitz del perché la vera scienza è emersa in Europa piuttosto che nelle precedenti civiltà del Medio Oriente. Anche i popoli di lingua germanica che popolavano fino al picco del Nord Europa, al pari dei Greci e dei Romani, vivevano liberi da ogni paura di un singolo dio onnipotente, e Phillpotts ci mostra come i popoli germanici condividessero intuitivamente lo stesso apprezzamento protoscientifico della causalità che troviamo in forma più sviluppata tra l’intellighenzia greca e romana. Nell’Europa settentrionale questa forza causale è stata identificata come Wyrd, e come tale ha svolto un ruolo importante nella cultura germanica. Wyrd come parola è la forma astratta del verbo germanico weorthan, “per arrivare ad essere” quindi significa “ciò che accade”.[3]

Nel dichiarare che nel paganesimo anglosassone c’è[4] più che il culto di Woden e Thunor, e i giuramenti di lealtà a un capo: il riconoscimento del Wyrd come una forza impersonale e inavvicinabile… se riusciamo a descrivere il profilo oscuro di questa filosofia precedente, non formulata, deve essere attraverso il mezzo delle storie e dei ricordi dell’Età Eroica. Gli Anglosassoni avevano parte in quel periodo epico liberamente come qualsiasi altro popolo nordico, e sembra sicuro supporre che le idee che si celano dietro di esso fossero anche proprietà comuni.

Il Trionfo del Monoteismo Cristiano

Phillpotts conferma anche la teoria di Horrowitz su come i sacerdoti orientali attribuissero gli eventi alla volontà di una o più potenti divinità notando come il Cristianesimo, radicato nel monoteismo orientale, sopprimesse le radici del pensiero scientifico in Europa attribuendo gli eventi alla “volontà di Dio” piuttosto che al più logico concetto pagano europeo di causalità impersonale.

La credenza orientale che tutti gli eventi potessero essere spiegati come la volontà di una o più divinità doveva alla fine evolversi nelle dottrine monoteistiche dell’Ebraismo, del Cristianesimo e dell’Islam. Queste tre religioni non accettarono nessun’altra spiegazione per gli eventi naturali oltre la volontà di un Creatore divino – tranne che in occasioni in cui ritrovarono conveniente ipoteticare un anti-Dio o un Diavolo per spiegare eventi spiacevoli che i sacerdoti scelsero di non attribuire al loro dio.

Come religione missionaria che cercava di convertire tutti i popoli a riconoscere l’unico vero Dio, il Cristianesimo sviluppò tecniche subdole per promuovere la conversione, e i concetti cristiani, generalmente antitetici al paganesimo europeo, alla fine sostituirono anche i concetti pagani più profondamente radicati. Le chiese cristiane erano comunemente erette sul sito di luoghi sacri dal mito e dalla tradizione pagani. Il matrimonio, che nell’Europa pagana era una funzione della parentela, agli occhi del Cristianesimo non era solo un patto tra due persone e i loro parenti, ma coinvolgeva un terzo, il Dio cristiano, permettendo così al Cristianesimo di sfondare le mura dei parenti, che si trovavano al centro del paganesimo. I convertiti cristiani non dovevano mettere in discussione la parola di Dio rivelata dai Suoi profeti, perché cercare qualsiasi spiegazione del funzionamento dell’universo diverso da quello contenuto nella Sua Parola rivelata voleva dire fare l’opera del diavolo. Il Dio cristiano era un Dio geloso, le cui vie erano a volte inspiegabili e “meravigliose”. Il Cristianesimo non aveva spazio per coloro che facevano domande quando gli eventi naturali li disorientavano, poiché Dio era onnipotente, che poteva tutto e tutto ciò che avveniva era per Divina Provvidenza.

Il Cristianesimo, alcune delle cui radici attraverso Giovanni Battista forse affioravano nel comunismo egualitario degli Esseni, sorse come un’eresia tra gli Ebrei in un momento in cui vivevano sotto il dominio di Roma, le cui legioni avevano preso d’assalto Masada e distrutto il Tempio di Gerusalemme. Offriva conforto a coloro che soffrivano sostenendo che la loro sofferenza e l’umiltà forzata avrebbero portato loro benefici nell’aldilà, mentre l’orgoglio dei clan dirigenti romani conosciuti come gens (da cui deriva il termine “Gentili”) avrebbe portato con sé solo dolore dopo la morte.

La Provvidenza Sostituisce il Wyrd

Il Cristianesimo, con la sua enfasi sulla fede e l’accettazione incondizionata dei miracoli come atti di Dio, alla fine soppresse lo spirito proto-scientifico dell’indagine tra i filosofi greci pagani e ha gravemente arretrato l’ascesa della scienza fino all’avvento del Rinascimento. Così ha anche soppresso ogni ulteriore apprezzamento proto-scientifico della causalità tra i popoli germanici che alla fine sarebbero emersi come i primi pionieri della scienza moderna.

Come gli Stoici pagani romani, i pagani germanici cercarono di affrontare la sfortuna con coraggio, sapendo che le forze causali che determinavano il loro destino si muovevano con grandezza irresistibile. Il Cristianesimo, al contrario, rappresentava il destino non come causalità meccanica, ma come Provvidenza, come volontà di un Dio Creatore monoteista. Il Cristianesimo non aveva spazio per il Wyrd, poiché Dio preferiva fare miracoli, ma il Wyrd mantenne tale potere nella mente germanica per generazioni dopo l’avvento del Cristianesimo, che i sacerdoti e i monaci cristiani inizialmente cercarono di equiparare il Wyrd al concetto cristiano di Divina Volontà o Provvidenza. Alla fine si assicurarono che si tramutasse in “strano” (Inlg. weird ndt), con tutte le connotazioni paurose ed empie che sono associate a “strano” ancora oggi.

Per rendersi conto al meglio, mentre alcuni pagani europei avevano visto la morte come la fine della vita, rappresentando Hel, il regno dei morti, come un vuoto nulla, il Cristianesimo offriva la Giustizia di Dio. Il Paradiso era la ricompensa di coloro che si sottomettevano ai desideri della Chiesa, ma per coloro che rifiutavano il governo della Chiesa era ordinato un destino alternativo, l’ammissione a un Hel[l] (inferno ndt). Questo era ora descritto come un luogo di tormento eterno.

Poiché le ricompense e le punizioni dovevano essere realizzate solo dopo la morte, nessuno poteva scoprire fino a dopo la morte se le ricompense e le punizioni promesse fossero reali, e un uomo sul suo letto di morte era facilmente tentato di offrire parte o tutta la sua ricchezza, (che altrimenti sarebbe andata ai suoi discendenti) al clero cristiano come incentivo per loro di pregare che egli andasse in paradiso piuttosto che torturato eternamente nella versione cristiana di Hel[l].

Scrive Phillpotts:

Queste idee del Paradiso, dell’Inferno e della giustizia di Dio, sono le tre idee connesse alla nuova fede che troviamo chiaramente indicate nel Beowulf, ed erano senza dubbio particolarmente caratteristiche delle prime generazioni dopo la conversione. Chiaramente la semplice disgrazia, la semplice sconfitta, era più facile da sopportare alla luce della nuova conoscenza. La vittima avrebbe potuto essere risarcita nella prossima vita per le sue sofferenze in questa, anche se quella resistenza oltre i limiti, quella sfida del destino, tanto ammirata ai tempi pagani, era ormai molto suscettibile di diventare semplice empietà.

Il Cristianesimo ha fatto arretrare la scienza in Europa sopprimendo la nozione iniziale di causalità impersonale e sopprimendo la libertà degli uomini di speculare sulla natura dell’Universo. Esso distolse l’attenzione da qualsiasi idea di indagine scientifica sostituendo il concetto di Wyrd come forza causale meccanica con le idee del Destino come Divina Provvidenza – come l’inspiegabile Volontà di Dio, che non dovrebbe mai essere messa in discussione, ma solo umilmente accettata con piena fede nella Sua bontà.

L’accademia di Platone, che era sopravvissuta per secoli dopo la sua morte, fu infine chiusa per ordine dell’imperatore cristiano di Bisanzio perché nel tentativo di comprendere gli eventi causali sfidava la dottrina della divina Provvidenza. Allo stesso modo, nel mondo germanico, il Wyrd venne ritratto come “strano”, e coloro che cercavano di esplorare i segreti della causalità furono ritratti come allineati con le forze del male.

Si può quindi sostenere che non sia stato il paganesimo europeo a portare il vero Medioevo in Europa: fu il Cristianesimo, con la sua origine nel monoteismo orientale, a sopprimere le radici del pensiero scientifico in tutta Europa; al contrario, fu il Cristianesimo, con le sue radici nel monoteismo orientale, a sopprimere l’evoluzione della scienza moderna dalla precedente credenza europea pagana protoscientifica in una sorta di forze causali inanimate. Questa fede nelle forze naturali, anche se inizialmente solo mal percepita, fu il terreno da cui l’indagine scientifica sui misteri della Vita e dell’Universo alla fine si evolse, non la Provvidenza e la “Parola rivelata di Dio”.

Appendice: Wyrd, il Destino e il Valore della Fama

Quella che conosciamo come l’Età Eroica nell’antica cultura greca, germanica, celtica, slava e persino iraniana e indo-ariana era un’espressione della dignità degli uomini che incontravano il loro destino – come determinato dal Wyrd, le irresistibili forze causali che plasmavano tutti gli eventi – coraggiosamente e senza esitazione. Essi percepivano di non poter resistere alle forze causali che determinavano tutti i movimenti nell’universo, ma si resero anche intuitivamente conto che il prestigio e lo status sociale dei loro parenti e discendenti sarebbero stati rafforzati dalla fama che avrebbero guadagnato con la loro condotta. Come Bertha Phillpotts esprime:

A proposito dei riferimenti alla Fama nella poesia anglosassone e scandinava c’è un calore e una passione che dovrebbe metterci in guardia rispetto al considerarla come il compenso della semplice abilità fisica. È un’affermazione che c’è qualcosa di più grande del destino: la forza di volontà e il coraggio degli esseri umani, la memoria che potrebbe preservare le loro azioni. Fama e carattere umano: queste erano le due cose contro le quali il destino non poteva prevalere. “La ricchezza perisce, i parenti periscono, loro stessi periscano”, dice l’Havamal dal Nord, “ma la fama non muore mai per colui che la ottiene degnamente”.

Solo i discendenti dell’eroe germanico beneficiano del coraggio con cui incontra la sua fatidica fine. Come Byrthwold dichiara nella battaglia di Maldon:

L’Anima sarà più coraggiosa, più alto il cuore, più grande il coraggio, quanto più la nostra potenza diminuisce.

Nessun pensiero di ritirata o vergognosa fuga qui, solo l’orgoglio, la dignità e il coraggio con cui gli uomini di ferro vanno alla loro morte, e quindi aumentano il prestigio dei loro discendenti e dei loro simili. Mentre la fede cristiana nella Provvidenza, nella Volontà di Dio, incoraggiava l’umiltà, la passività e la sottomissione, il pagano doveva affrontare il Wyrd con una dignità inflessibile.

Per l’europeo pagano, la vita era breve. Bertha Phillpotts indica la leggendaria similitudine del passero, per cui la vita dell’uomo è paragonata a quella di un uccello che vola nella sala del sire dove gli uomini stanno banchettando, ma rapidamente vola di nuovo fuori attraverso un’altra apertura nel tetto. In contrasto con la filosofia pagana che vedeva la vita dell’uomo come breve e volatile, il Cristianesimo prometteva qualcosa di molto innaturale: niente di più né meno di quella che in gergo popolare è stata chiamato “la torta nel cielo”, una vita eterna dopo l’altra in un cielo perfetto. È vero che, nella tradizione odinica, ai guerrieri germanici è stata offerta anche una forma più militante di “torta nel cielo” – combattimento eterno e festa come membri degli Einherjar di Odino o della banda da guerra in Valhalla – ma questo era aperto solo alla classe guerriera, e non è tipico. Ancora una volta, Bertha Phillpotts scrive:

Per i popoli del Nord non c’era ricompensa in una vita futura, poiché la dottrina del Valhalla non sembra mai aver fatto molti progressi contro le credenze molto più antiche secondo cui l’uomo morto viveva nel suo tumulo o conduceva un’esistenza oscura all’inferno. Così, come dice il versetto gnomico anglosassone: Dom bio selast “La fama è la cosa migliore”. Questo atteggiamento verso la vita merita, credo, il nome di una filosofia ed è una filosofia coerente anche se non formulata. Dipende ugualmente dalla concezione del destino e dalla concezione della fama. Nessuna delle due può essere portata via senza distruggere la rete di pensiero. Per il pagano nordico, la Fama, ottenuta affrontando il Destino con orgoglio e coraggio, aveva valore in quanto arricchiva lo status dei suoi discendenti; ma il Cristianesimo non amava l’orgoglio e indirettamente anche la fama, vedendovi qualità che sminuivano l’umiltà che gli uomini dovevano mostrare verso il loro “amorevole”, ma anche “geloso”, Dio, e forse non meno alla Sua chiesa.


[1] Questo saggio è stato in gran parte ispirato da riflessioni su uno studio di Michael Horowitz (vedi nota 2) e la ricerca più ampia della compianta Bertha Phillpotts (vedi nota a piè di pagina 4). Tuttavia, nessuno dei due ha integrato le due nozioni, che è quello che ho fatto qui. Non sono pertanto responsabili di eventuali difetti che possono essersi insinuati in questo documento.

[2] Vedasi Numa Denis Fustel de Coulanges e J. Jamieson, Famiglia, Gens e Città-Stato, Scott-Townsend Publishers, Washington D.C. per una piena esposizione della natura familiare della religione greca e romana, che era incentrata sul concetto di parentela, con gli dèi quasi incidentali al legame religioso che teneva insieme la famiglia, la tribù e lo Stato.

[3] Si può anche poter suggerire che nel mito germanico anche gli dèi fossero soggetti alla forza opprimente del Wyrd.

[4] Questo e le successive citazioni di Bertha Phillpotts sono prese dal suo saggio “Wyrd and Providence in Anglo-Saxon Thought,” in Essays and Studies by Members of the English Association, XII, (1928 per il 1927).

ASATRU E CULTURA

di Geza von Nemenyi

Molte persone della nostra epoca sono spiritualmente/culturalmente prive di radici. Non sanno più da dove vengono o dove stanno andando. Non sanno quale posto dovrebbero prendere nella vita e neanche perché vivono. Questa mancanza di radici porta all’incertezza e alla paura di membri di altre culture che invece non hanno ancora perso il contatto con le loro radici. Alla fine arriva l’intolleranza e l’aggressione contro tutti gli stranieri e tutti coloro che sono diversi.

Questa crisi di valori è colpa delle religioni monoteistiche, che promuovono la loro falsa dottrina come unica verità religiosa e, essendo ognuna di esse religione universale del mondo, non possono dare all’individuo alcuna sicurezza della propria cultura. Attraverso le loro pratiche missionarie le religioni universali agiscono come distruttori delle singole culture.

Tra i popoli germanici e celtici si era sempre consapevoli di appartenere ad un’antica cultura e tradizione che riconduce agli Dèi del periodo più antico. Questa tradizione dava agli individui il sostegno e la fiducia in se stessi. La tradizione era anche qualcosa che si sarebbe sviluppata con attenzione, da trasmettere alla propria prole. Per questo motivo un gran numero di antiche usanze popolari sono sopravvissute fino a oggi, anche se la maggior parte delle persone non conosce più le origini dei costumi.

Non ha senso rimuovere una religione dal contesto culturale della sua origine e considerarla isolatamente.

Nella comunità di Popolo germanica, le tradizioni culturali che sono minacciate di estinzione sono coltivate e insegnate. Apprendere le antiche tradizioni culturali e creare manufatti culturali è un’attività che porta gioia e arricchimento. Così, per esempio, cuciamo per i nostri festival abbigliamento di materiali naturali, simile a quello indossato dai pagani nel periodo pre-cristiano, cantiamo canzoni del periodo medievale, suoniamo ricostruzioni di strumenti musicali storici, antiche danze rituali, o usiamo la scrittura gotica. La persona che coltiva la propria cultura avrà la necessaria fiducia in se stessa che gli permetterà di comprendere e accettare la cultura di altri gruppi etnici. Solo in questo modo si può promuovere la tolleranza etena, e le persone saranno motivate all’azione creativa. La cultura non è stata data dal Cristianesimo ai “barbari” eteni. Al contrario, il Cristianesimo ha distrutto preziosi manufatti culturali degli Eteni. Luigi il Pio, per esempio, distrusse vagonate di manoscritti con contenuti eteni che il suo predecessore aveva accuratamente raccolto. Altri elementi culturali furono cambiati nel significato e usurpati dal Cristianesimo.