RIVISITARE IL RAGNAROK

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di Richard Scutari e Richard Miller

Circa 6000 anni fa, i nostri antenati indo-europei iniziarono a migrare dalle steppe russe in Europa. I Traci in Grecia, gli Italici e i Celti in Italia, i Celti in Gallia, Spagna, Isole Britanniche e Islanda e le tribù Germaniche in ogni parte d’Europa. I nostri antenati viaggiavano nella direzione di questa grande migrazione e conquistarono e assimilarono gli abitanti locali. Le guerre tra Asi e Vani dei miti nordici sono un perfetto esempio di questo fatto. Le loro lingue mantennero le stesse radici iniziali, ma ognuna si evolse separatamente, per via delle successive migrazioni di tribù e della separazione geografica tra di loro. Allo stesso modo, i loro dèi avevano tutti la stessa radice, ma si adattarono ai gusti locali come i loro nomi che riflettevano i vari linguaggi.

All’alba del nuovo millennio c’è un vibrare della terra, e gli antichi dèi si stanno risvegliando nell’inconscio collettivo del nostro Popolo. Non importa da che parte d’Europa vengano i propri antenati, i loro dèi erano gli stessi e tali rimangono nel nostro subconscio collettivo[1]. Questo risveglio, oggi, è espresso meglio dal Wotanismo/Odinismo, aggiornato per adattarsi ai tempi odierni. Molti nel nostro movimento preferiscono vestirsi di pelliccia ed elmi con le corna per ricreare l’Età Vichinga. Anche se gli abiti tradizionali possono essere appropriati per cerimonie e rituali, l’Età Vichinga e le relative credenze sono tutte cose superate da molto tempo e oggi viviamo nel mondo reale. Ma il Wotanismo non ha tempo; è ancora vivo e vegeto e si è evoluto per adattarsi al mondo odierno.

La nota filosofa ariana e nazionalsocialista, Savitri Devi, affermava nel suo Il Fulmine e il Sole che “La verità è che non c’è nessun altro ‘Dio’, se non la immanente divinità impersonale della Natura della Vita; il Sé universale. Nessun dio tribale è ‘Dio’, gli dèi tribali sono più o meno divini, nella misura in cui rappresentano ed esprimono un’anima collettiva più o meno divina”.

I nostri dèi tribali non rappresentano solo elementi della Natura, che i nostri antenati non avevano altro modo di descrivere, ma anche la nostra anima collettiva. Wotan/Odino rappresenta la saggezza collettiva del nostro Popolo; Thor la nostra forza; Tyr il nostro coraggio collettivo e lo spirito di sacrificio per il bene comune. Heimdall rappresenterà la nostra vigilanza, etc… Gli dèi dei nostri antenati non sono mai morti, ma hanno sempre continuato a vivere nella nostra anima di popolo come un tutt’uno, aspettando il tempo in cui avremmo avuto bisogno di loro per riapparire. I nostri dèi etnici tradizionali sono reali, così come lo è la profezia della sibilla nella Voluspa, riguardante il Ragnarök.

Il Ragnarök non è un evento che avrà luogo in qualche futuro remoto. Noi viviamo entro i freddi confini del Fimbulwinter e all’ombra del Ragnarök proprio ora! Tutte le tribù Ariane si sono riunite da ogni parte d’Europa per la battaglia finale nei campi di Vigrid. Vigrid non è un posto immaginario; è un luogo in cui i poteri contro di noi hanno la loro massima forza. Il campo di Vigrid è proprio qui a Vinland.

I nostri antenati iniziarono a vivere all’ombra del Ragnarök quando il Cristianesimo iniziò a farsi strada tra le varie nazioni ariane. Questo era il tempo in cui le filosofie estranee, di rifiuto del mondo[2], venivano introdotte nelle tribù ariane, che invece accettavano il mondo[3].

Guardando indietro alla storia, si possono vedere chiaramente eventi che sono il risultato diretto del Fimbulwinter e un presagio del Ragnarök che verrà. Loki ha ingannato il dio cieco Hodur affinché uccidesse suo fratello Balder. Hodur rappresenta l’ignoranza e cecità oscura che ha allontanato il nostro Popolo dai nostri modi ariani. Balder esemplifica la consapevolezza intrinseca e le virtù della nostra anima di Popolo; ergo, l’ignoranza cieca ha ucciso la nostra anima di Popolo. In termini chiari e specifici che dimostrano come stiamo vivendo all’ombra del Ragnarök – Loki simboleggia il massimo traditore del popolo, il nemico dentro. Egli è un membro del Popolo il cui cuore è avvelenato da gelosia e rancore, qualità molto rappresentative dell’influenza estranea. Hodur personifica gli Alleati nella Seconda Guerra Mondiale, mentre Balder incarna i luminosi ideali völkisch della Germania Nazionalsocialista.

Il Fimbulwinter porta al Ragnarök, quando il sole e la luna sono portati via, cosa che simboleggia il nostro Popolo che si allontana dalla propria natura istintiva. Le tribù divennero instabili e la nostra natura perse la sua armonia, portando il freddo nei nostri cuori e nelle nostre menti. I nostri hanno perso i loro istinti naturali per diventare universalisti, egualitaristi e materialisti. Il Fimbulwinter non è altro che il freddo nei cuori e nelle menti del nostro Popolo.

I lupi che vengono liberati rappresentano le filosofie, le credenze straniere e le forze rilasciate contro di noi, mentre le Valkirie simboleggiano l’anima e la coscienza di popolo che si risvegliano negli Einherjar. Questo risveglio (le Valkirie) porta gli Einherjar alla loro dimora, il Valhalla[4]. Einherjar sono coloro del nostro Popolo che hanno risvegliato la loro anima di popolo. La loro vita passata è morta e sono rinati come guerrieri del nostro Popolo. Gli dèi simboleggiano i sacrifici necessari per radunare le forze del nostro Popolo, che devono portare alla rigenerazione. I morti “malvagi” non sono altro che i nostri traditori del Popolo.

L’uccisione di Wotan da parte del lupo Fenris rappresenta la distruzione del vecchio ordine, che è necessaria per portare alla rigenerazione. Vidar il Vendicatore uccide Fenris, portando alla conflagrazione, al fuoco purificatore della battaglia che si sprigiona in tutto il mondo Bianco, una purificazione che riporta il nostro Popolo alla nostra antica sapienza. Dopo la battaglia finale che si svolge sul campo di Vigrid, la rigenerazione riecheggerà nella coscienza collettiva del nostro Popolo in tutto il mondo.

I miti ci insegnano che l’uomo mortale Lif (Vita) e la donna mortale Lifthrasir (portatrice di vita) sopravviveranno al Ragnarök. Lif e Lifthrasir rappresentano quelli del nostro Popolo che sopravvivono alla battaglia finale. Essi sono protetti dalla rugiada del Bosco di Hodmimir (Yggdrasill), noto anche come l’Albero di Vita del Mondo. La rugiada è simbolica per indicare i semi del sangue e della cultura.

Gimli, la nuova Asgard, simboleggia le menti del nostro Popolo che si risvegliano all’antica conoscenza e fede indigena dei nostri antenati. Gimli sopravvive alla conflagrazione senza ferite, portando a una nuova coscienza di Popolo che attinge dal vecchio – il Quarto Reich. Un altro a sopravvivere alla distruzione del Ragnarök è Nidhogg, il drago, per ricordarci che potrà accadere di nuovo se perdiamo il nostro essere vigili e lasciamo che un’influenza e una fede straniera contaminino di nuovo il nostro Popolo e la nostra cultura.

Nel mito, Vidar e Vali ritornano al campo di Idavoll dopo la battaglia del Ragnarök. Vidar, che ha vendicato la nostra saggezza e conoscenza uccidendo Fenris, e Vali, che ha vendicato la morte di Balder uccidendo Hodur, la cieca ignoranza che ha portato alla scomparsa di Balder, rappresentano un tipo di forze immortali della Natura. Sul campo di Idavoll si incontrano con Magni e Modi, i figli di Thor, che sono le personificazioni di forza e coraggio, o, in altre parole, la forza di volontà e lo spirito del nostro Popolo. Idavoll è raffigurato come il campo in cui gli dèi dell’antichità solevano competere, che descrive l’Europa prima dell’inondazione del Cristianesimo straniero. Idavoll era il posto dove gli dèi giocavano ai loro giochi di guerra, giochi che testavano il coraggio del nostro Popolo, rendendolo forte e ardito. Dopo l’imposizione del Cristianesimo, le guerre furono combattute per il volere della Chiesa per onorare il nome del dio giudaico, per la rovina delle nostre culture indigene europee.

L’inizio della rigenerazione che riverbera nella nostra anima di Popolo, riporta le luminose virtù ariane, volontà collettiva e spirito, e porterà a una nuova coscienza di Popolo. Un’altra prova che la rigenerazione arriverà all’Europa (Idavoll) è nei miti, dove troviamo Vidar, Vali, Modi e Magni che si incontrano con Hoenir, che non è più in esilio e rappresenta le forze in sviluppo. Si incontrano sul campo di Idavoll ed è lì che Balder rinasce a nuova vita, insieme a suo fratello Hodur, con il quale si riconcilia. Ciò simboleggia le splendide virtù ariane, così evidenti nel Nazionalsocialismo, che vengono riportate in vita dal Popolo e riconciliate con i loro pari.

Per ripetere: gli antichi dèi sono ancora vivi! Tuttavia la loro morte è inevitabile, perché è così che chiudono il vecchio ciclo e portano avanti la rigenerazione. Questa è la morte simbolica nella nostra anima di Popolo che ci permette di fare il passo successivo nel nostro cammino evolutivo verso l’übermensch e l’Homo Galacticus.

 

Il Valhalla è la nostra dimora!

Il Ragnarök è la nostra missione!

Le 14 Parole il nostro grido di battaglia!

La rigenerazione la nostra ricompensa!

Muoiono le mandrie,
muoiono i parenti,
io e te moriremo allo stesso modo.
Una cosa conosco
che mai muore:
la reputazione di chi è morto.

– Havamal

Andate e vivete per sempre, miei simili!

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[1]Carl Gustav Jung, il fondatore della psicologia analitica, postulò con la sua teoria secondo cui non c’è solo un inconscio individuale, ma anche uno collettivo, che ne comprende uno razziale o etnico che influenza significativamente la razza e ne determina il più profondo essere e la cultura.

[2]L’obbiettivo del Cristianesimo, che rifiuta il mondo, non è concepito per questo mondo in cui dobbiamo vivere. I suoi principi sono in opposizione alla Natura e i suoi fedeli si adoperano per “un’altra vita”. Tutte le fedi cristiane sono di preparazione per l’aldilà e maledicono quelli che invece si preoccupano di sopravvivere e preparare i loro figli per questo mondo.

[3]La religione dei nostri antenati si adoperava per essere in comunione con la Natura e sopravvivere in questa vita con le realtà del mondo che conosciamo. Il suo massimo fine era la rigenerazione dopo il Ragnarök, a cui il nostro Popolo sopravvivrà per continuare la sua evoluzione in questo mondo.

[4]L’importanza del Valhalla (Sala degli Uccisi) è continuare a ricordare i nostri Eroi guerrieri (gli Einherjar) che continuano a vivere nei cuori e nelle menti del nostro Popolo. Ogni volta che le loro gesta coraggiose sono ricordate, gli Einherjar oltrpassano la porta del Valhalla per combattere. Per esempio, quando le gesta eroiche di Bob Mathews sono contemplate e celebrate, lui ci visita dal Valhalla per combattere, per  poi ritornare di nuovo a festeggiare e bere con gli altri eroi del nostro Popolo.

Ci sono solo due modi per raggiungere l’immortalità nel mondo reale:

  • Tramite la discendenza biologica in cui i geni continuano a vivere.

Atti di coraggio rimembrati nei cuori e nelle menti del Popolo.

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