DIO E RIVOLUZIONE NELL’ERA DELLA BIOLOGIA

di Helgar – The Odinist

QUESTA È l’era della biologia. È piombata su di noi quasi inconsapevoli, e certamente indesiderata dalle strutture di potere esistenti. Tutte le burocrazie, ovunque siano istituite, nel governo, nell’istruzione e nell’economia, stanno facendo del loro meglio per evitare che si realizzi. Ma crescerà, inevitabile come cresce una pianta; arriverà come arriva la primavera ad alleviare l’inverno, e gli uomini si rivolgeranno alla biologia come scienza della vita nella ricerca di risposte a problemi di natura puramente umana che non avevano trovato dove hanno cercato, nei campi della scienza economica e politica. Entrambe hanno dominato il pensiero dell’uomo occidentale per secoli. Le rivoluzioni che sono state combattute: francese, americana, russa, erano tutte dello stesso ordine. L’etichetta umanizzante della “fraternità” era falsa pubblicità, non tanto per le false intenzioni, almeno per quanto riguardava le masse infuocate, ma perché i contenuti così etichettati mancavano di tutti gli ingredienti del soggetto della vita e delle leggi che reggono la vita.

Dicono Uguaglianza e avevano in mente solo cose materiali, non avendo ancora imparato che la natura non conosce uguaglianza. Ma la distribuzione “equa” della ricchezza si è conclusa solo con lo spostamento della proprietà da un tipo di mani all’altro. Così oggi, invece di principi feudali abbiamo principi del denaro in controllo delle nostre vite. Invece di bellissimi castelli che abbelliscono la campagna, sempre più torri di acciaio e vetro stanno distruggendo la vita umana concentrata nelle città, bloccando la luce del sole e trasformando le persone in una mandria da asfalto. Tassazione e inflazione facilitano costantemente l’espropriazione di beni immobili, altrove già realizzata attraverso il Comunismo.

Dicono Fraternità e, ignorando completamente o escludendo i principi ereditari nella costruzione delle nazioni, hanno creato più tensioni, attriti e ostilità di quanto non ne fossero mai esistite all’interno delle nazioni distruggendo l’io privato della nazione, mescolando gruppi incompatibili per natura e tradizione e quindi naturalmente mal disposti o intolleranti l’uno verso l’altro. Inoltre, le loro dottrine fallaci della primazia dell’ambiente sull’eredità avevano il solo riferimento in ambienti creati dall’uomo e trattavano gli ambienti della natura come inesistenti o antiquati in termini di bisogni umani. La natura invece è stata pervertita a un fattore di crescita economica, solo nel calcolo della ricchezza materiale. Così oggi abbiamo maggiori e migliori cause di rivoluzioni e guerre, anche nella misura in cui la natura stessa è in guerra contro l’uomo.

Dicono Libertà, credendo – almeno per quanto riguarda Rousseau – che l’uomo sia innatamente buono e che sarebbe stato di nuovo tale se solo fosse tornato al suo stato naturale primitivo. Hanno tralasciato due cose nelle loro scommesse sul futuro: 1. Dovuta considerazione per la differenza tra schiavitù e disciplina. 2. Il fatto fondamentale che l’uomo, per essere libero e morale, dovesse avere la capacità di commettere il male per poter scegliere il bene o il male. Così l’uomo vive non solo per la legge naturale, come fa l’animale, ma per la legge morale, quest’ultima come sua creazione facendo ricorso a quella parte della sua coscienza che lega la natura umana alla natura di ciò che è Dio. Egli deve quindi indagare la natura e lo status della legge naturale e morale per poter creare un ordine che si sforzi di raggiungere l’armonia con entrambe come mezzo migliore per servire l’uomo. Ma l’ignoranza della propria natura e dei disegni costruiti su una falsa premessa di libertà hanno portato gli uomini all’anarchia, permettendo ai vizi di fiorire a discapito della virtù.

Tornando alla nostra affermazione che questa è l’Era della Biologia, su cosa basiamo questa affermazione e cosa possiamo prevedere dal suo sviluppo?

Non c’è dubbio che l’uomo abbia conquistato l’aspetto materiale del mondo. È stato proiettato verso l’esterno; assorbito nello studio delle manifestazioni: i fenomeni, la loro forma e il loro aspetto e le loro molteplici funzioni meccaniche. Fuori, anche se i filosofi per centinaia di anni hanno insistito sul fatto che tutta la conoscenza della validità esteriore del mondo non riveli un quadro completo e reale del mondo come esistenza, solo l’esperienza potrebbe insegnare agli uomini di minore comprensione. A poco a poco e per mezzo di un processo di maturazione, stiamo diventando sempre più proiettati verso l’interno. Improvvisamente ci rendiamo conto che le forme di vita esteriore – sociali, culturali, politiche, economiche – scaturiscono da una fonte interiore e che mentre l’apprendimento (da un deposito accumulato di esperienza) è necessario e utile nella questione della vita, la vita in sé non può essere insegnata.

La vita è come Dio. Essere o non essere è solo in parte da potersi decidere per noi. Non abbiamo scelto di essere. Possiamo solo scegliere di non esserlo. Possiamo anche scegliere come essere. Per essere in grado di farlo dobbiamo sapere della vita,dobbiamo intenderci come parte del flusso della vita. Ma mentre la decisione di essere è stata presa per noi, essa non è stata fatta a casaccio, ma ha proceduto da una base di leggi che avevano legato l’intero universo in un ordine generale attraverso un sistema di leggi gradualmente dispiegatesi cui nessun essere, compreso l’uomo, può sfuggire. Non c’è via di scampo dalla vita se non attraverso la morte. E tutte le forme di malattia, personali o sociali, se non seguite correttamente e in conformità con le leggi della vita, devono culminare nella morte. Per vivere, dobbiamo rispettare le leggi della vita, dobbiamo conoscerle, per noi stessi, per la nostra nazione, la nostra razza e per la nostra cultura.

Poiché la nostra vita nell’anima è indissolubilmente legata al nostro essere fisico, è inevitabile che gli studi di biologia, soprattutto quelli nel campo della genetica, conducano da intuizioni filosofiche a lungo chiarite da coloro che sono avanzati nella conoscenza della scienza della vita, verso una nuova comprensione della vita e di noi stessi come parte di essa.

Noi di Fede Odinista, sostenendo fermamente le nuove scoperte e consapevoli che rivelino solo i nostri istinti più profondi, siamo orgogliosi della consapevolezza del fatto che portiamo dentro di noi la germinazione della nuova era – l’Era della Biologia.

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