PER UN IDEALE SUPERIORE (Famiglia, Fede, Popolo e il Futuro)

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Del Dr. Casper Odinson Cröwell

Quando considero da dove cominciare, la mia mente raffigura quei capisaldi assai antichi; Blótar, Rune, Sumbel, ecc., ecc. Pur essendo queste componenti davvero essenziali per le pratiche tradizionali della nostra antica fede Asatrú/Odinismo/Wotanismo, che siamo arrivati a conoscere attraverso il risveglio spirituale ai nostri dèi e alla nostra fede, è già stato scritto e pubblicato molto da tante personalità autorevoli. E così io non intendo rimaneggiare nulla di tutto ciò. Almeno, non in questo momento. Mi azzardo a presumere che coloro che esaminano questo contenuto avranno già familiarità, a un livello o a un altro, con gli elementi essenziali della nostra fede. Quindi da dove cominciare? Che ne dite della famiglia! In questa stagione di júl/Yule certamente il concetto di famiglia ha grande rilevanza.

Dovrebbe essere dolorosamente ovvio, persino alla mente più semplice, quanto significhi l’unità della famiglia per la sopravvivenza, la crescita e l’avanzamento della nostra fede e della nostra gente. Per la maggior parte, il tempo di Yule è l’occasione per stare in famiglia. La stagione è rimasta praticamente invariata in questo senso, nel corso degli ultimi millenni, anche se ciò che le famiglie fanno nel tempo che trascorrono insieme è cambiato in una molteplicità di modi. Così molte famiglie si riuniscono in questo júl e discutono di questioni banali e poco importanti. Proprio come hanno fatto negli anni precedenti in cui si sono riunite. Questo è contrario a far buon uso dell’opportunità che gli è stata concessa. Non solo ciò è egoista, ma è irrispettoso sia per la famiglia vivente che per gli antenati della famiglia!

Troppo spesso diamo per scontato che ci sarà garantita un’altra opportunità più tardi per correggere i torti che si verificano con i nostri cari. Troppo spesso non riusciamo a renderci conto che la vita non si svolge secondo il nostro programma, o secondo le regole e i dettami dei nostri desideri personali. La morte non arriva perché invitata, e rivendica la vita dei nostri cari senza il nostro consenso né considerazione delle circostanze della nostra vita o le molte cose che abbiamo ancora da risolvere nella nostra vita per quanto riguarda i nostri rapporti familiari. E se gli Dèi vi avessero riunito con loro proprio questo caso? Avete la pace interiore di sapere che avete fatto tutto il possibile per avere il vostro Wyrd e ørlog in ordine e perfettamente adempiuto? Non rispondete subito.

I nostri antenati ci hanno lasciato molti doni, non ultimo tra questi la capacità di imparare dai loro errori e applicare tale conoscenza nel tentativo di evitare di ripetere gli stessi errori di giudizio. Le nostre Saghe sono pregne di esempi di ciò che accade quando l’unità familiare si spezza. Il clan/kindred soffre la stessa tragedia. Ma la più grande tragedia è il fatto che in passato questo ha portato alla completa dissoluzione della (o delle) Tribù e che quasi ci è costato oggi la sacra fede dei nostri padri! Per la grazia degli Dèi stessi, alcuni di noi sono stati benedetti con la forza d’animo e la perseveranza di mantenere vivi i nostri sacri costumi quando questa grande rottura della famiglia si è verificata, un millennio fa. E potrebbe succedere di nuovo!

Oggi tante famiglie soffrono gli effetti di un’unità familiare disfunzionale a un maggiore o minore grado. Triste ma vero. E tanti cercano di evitare questa scomoda verità anziché accettare la realtà e lavorare insieme per risolvere ciò che li affligge.

Ci si dicono cose sgradevoli, o si lascia marcire il tutto fino a quando non ci si parla più per molti anni, se non mai. Gli antenati non avrebbero sorriso su tale comportamento! Nei loro giorni di un tempo, se l’unità familiare versava in uno stato di disarmonia, significava che i campi non funzionavano come avrebbero dovuto e il raccolto di conseguenza pativa e non riusciva a raggiungere il suo pieno potenziale. Ma questo non era affatto l’effetto ultimo della disarmonia di una famiglia, né il rifiutare di parlarsi l’un l’altro oggi è l’effetto ultimo dei comportamenti sbagliati tra le persone.

E quindi eccoci qui – un’altra stagione di júl/Yule. È un’altra opportunità per mettere a posto le cose con l’unità familiare, per un tentativo di ripristinare l’armonia, la forza e l’unità per la famiglia e il clan/kindred e, di conseguenza, la Tribù. In ultimo, l’unione e la nostra amata fede non possono che prosperare come risultato diretto.

Se si è là fuori nel mondo libero, si prenda questa stagione per l’opportunità che è. Si stia insieme con la famiglia e si goda della altrui compagnia invece di discutere di questioni banali quando il liquore inizia a fluire. Si cerchi di incoraggiarsi a vicenda anziché sminuirsi a vicenda.

E non importa dove vi troviate quando i vostri occhi posano il loro sguardo su queste parole, se esiste agitazione e discordia nella propria famiglia, si colga l’occasione per ricomporre le spaccature tra voi e i vostri cari. Raggiungete loro in uno sforzo onesto per garantire un ricongiungimento nel baratro che vi separa. E non ci si arrabbi se non si riesce a capitalizzare l’opportunità o il vostro sforzo di andare avanti. Non è possibile controllare l’animosità di un altro o la loro mancanza di desiderio di ripristinare Frith (armonia e pace) tra voi. Ma si può trarre conforto dalla consapevolezza di aver fatto la propria parte per ripristinare l’equilibrio.

Ci sono così tanti tra la nostra gente che soffriranno l’assenza di un caro membro della famiglia in questo júl/Yule: prigione, guerra, forse il recente passaggio di una persona cara. Qualunque sia il caso, non si lasci che la rabbia e le parole dure siano il motivo per non vedere o parlare con i vostri cari per questo júl/Yule, perché è innaturale! Nessun altro animale in natura agisce in modo così vile! La pietra miliare della nostra fede è la famiglia.

Rimando la vostra attenzione al codice Aesiriano dei nove: 1) il codice è onore: onorare la vostra famiglia e gli amici con riverenza e rispetto. L’onore è il segno della forza e della nobiltà. 2) il codice è quello di proteggere: proteggere con ferocia il vostro sangue e i parenti. La protezione è il segno di uno spirito guerriero. E dalle Nove Nobili, l’unione è meglio della solitudine. Dai Nove Doveri: 5) non soffrire nessun male che sia non sanato e lotta contro i nemici di fede, popolo e famiglia. E dalle Nove Nobili Virtù del Tempio di Wotan: Lealtà – senza fedeltà alla famiglia, alla fede e al Popolo non siamo nulla e non possiamo ottenere nulla. Coraggio – sii coraggioso in difesa della tua famiglia, fede e Popolo! Generosità – sii generoso con tolleranza, assistenza e condivisione della conoscenza e della saggezza all’interno della tua famiglia, fede e Popolo.

Si guardino queste virtù più da vicino:

Onora la tua famiglia con riverenza e rispetto! Questo significa, per i genitori, siate genitori per i vostri figli. Dare i natali, o partorire un bambino, non basta a renderti un genitore. Certo, fa di te un genitore biologico, ma in una buona genitorialità c’è molto di più di qualsiasi cosa il titolo biologico possa conferire. Richiede un impegno ad allevare quel bambino e provvedere senza mancanze per quel bambino. Significa essere responsabili per i bambini che si mettono in questo mondo e restare responsabili per il loro benessere e crescita sana. Non passarli a qualcun altro dopo, o mollare quando le cose si fanno difficili! Bambini, onorate e rispettate i vostri genitori. Rispettate i vostri parenti più anziani e i sacrifici che i vostri antenati hanno fatto perché riceveste il dono della vita di cui ora godete. Essi non sono solo membri della famiglia senza volto che non avete mai conosciuto. Hanno fatto la loro parte per proteggere la linea familiare in modo che possiate un giorno fare lo stesso. La prossima volta che pensate che la vita è vostra per fare come vi pare, considerate questo; “Voi” non sareste qui oggi senza che loro non siano stati e non abbiano lottato prima per garantire il vostro diritto di essere qui oggi!

Mariti, onorate le vostre mogli. Mostrate il rispetto che meritano. Adoratela come la dea che è! Non la tradite! Poiché la Dea madre, “Frigga”, risiede all’interno di tutte le nostre donne, se si abusa e si manca loro di rispetto, si sta abusando e mancando di rispetto alla nostra Madre di Tutto Frigga!

Mogli, onorate i vostri mariti. Non sminuite o umiliate la loro virilità quando sono abbattuti. Non sputate su di loro quando sono abbattuti. Non li tradite con un altro. Fatelo rialzare con il vostro amore. Assicurate loro che nella loro moglie (e figli) hanno qualcosa per cui vale la pena lottare. Entrambi dovete sforzarvi di onorare e proteggere il dono stesso dell’amore che Freya vi ha dato e il dono del matrimonio e della famiglia con cui Frigga vi ha benedetti. Sforzatevi di non disperderlo. Simili, siate fedeli ai nostri simili! Cercate sempre di onorarli ed esitate a sminuirli. Cercate di non rompere o distruggere i legami che vi tengono stretti come simili, ma piuttosto cercate con vigore di rafforzare sempre la parentela tra voi.

Queste sono solo le misure ovvie e immediatamente evidenti di virtù che possiamo esercitare, non solo in questa stagione di júl/Yule, ma ogni giorno che ci svegliamo per viaggiare avanti su Midgard. Che questa sia la nostra volontà e il nostro scopo per creare, proteggere e mantenere la sana unità familiare. Perché quando raggiungiamo questo non abbiamo solo la possibilità di raggiungere un ritorno a una sana comunità di Popolo, completata da Tribù sane ancora una volta. Ma potremo anche raggiungere la volontà di Wotan/Odino e la volontà dei nostri Dèi e antenati. E questo non potrà che servire ai nostri discendenti ancora non nati per rafforzare la sicurezza nel futuro.

Che tutti i vostri Martelli colpiscano fedeli, e possano i nostri santi Dèi benedire i vostri nobili sforzi! (Eseguire blót tradizionali alla patrona della famiglia, Frigga)

Fara meth Gothanum, ok Góthan Júl!

 “Una Comunità d’onore attirerà sempre gli onorevoli. Ma un circo, beh, un circo attrae solo clown e bambini.” – Casper Odinson Crowell

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STORIA DI DUE MARTELLI

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di T.A. Odinson Walsh

Come è avvenuto per molti altri simboli di orgoglio, passione e spiritualità eurocentrica negli ultimi decenni, abbiamo visto in tempi recenti l’uso del Martello di Thor – o, come è più propriamente conosciuto, il Mjolnir – da parte di una vasta gamma di gente di origine indoeuropea. Come nell’aver visto altre espressioni simboliche, ho provato un certo orgoglio nel sapere che la consapevolezza della nostra eredità rimane viva a un certo livello, eppure, allo stesso tempo, ho provato una buona dose di delusione, forse anche ira, nel sapere che, mentre così tanti possono fare manifestazioni pubbliche di orgoglio e consapevolezza culturale, il fatto triste è che ben pochi apprezzano o sono dediti a quelle discipline private che sono fondamentali per rendere rilevante il loro orgoglio o consapevolezza. Anche se non sarebbe mai nostro intento offendere qualcuno per questo, dobbiamo essere fiduciosi nella nostra convinzione che nessun’anima Fedele si offenderà quando, vedendogli un Mjolnir al collo, chiederemo: quale Martello indossi?

Un martello, in mano all’orgoglio
Può fare una grande costruzione
Ma in chi fugge l’onore
Mieterà solo distruzione

Poiché il Mjolnir per me non è solo un simbolo di orgoglio culturale (anche se lo è certamente) ma anche, soprattutto, quello che simboleggia in modo sacro i doni che Odino Padre di Tutto ha dato ai suoi figli – dei quali, ovviamente, Thor è il primo – doni che ci “armano” spiritualmente e ci danno gli “strumenti” necessari per preservare l’orgoglio che costruiamo, sono particolarmente offeso quando incontro individui che indossano un Martello che, per loro ignoranza (a cui si può rimediare) o per loro indifferenza (che non ha scuse) vivono stili di vita che non rispettano né la sacralità di questo simbolo né l’orgoglio che pretendevano li avesse motivati a indossarlo.

Forse è la lezione più pertinente da imparare quando si tratta della sacralità con cui dovremmo guardare all’uso dei nostri Martelli (o qualsiasi simbologia sacra indoeuropea, se è per questo): se mettiamo in mostra il nostro orgoglio indossando Martelli, o con tatuaggi culturalmente consapevoli, ecc., non dovremmo vivere vite di cui essere orgogliosi? Avendo io stesso vissuto una vita in cui ho tentato di razionalizzare la mia viltà convincendomi che stavo “portando avanti la tradizione di saccheggio dei miei antenati Nordo-Celtici”, ed ero legittimato a portarlo (o solo sedicente tale se si vuole… così sia) non solo ho scoperto, ma ho dimostrato il coraggio necessario per chiedermi: come sto infondendo orgoglio nella mia gente con i miei comportamenti? Cosa ho veramente di cui posso essere orgoglioso? E perché qualcun altro dovrebbe esserlo di me? Queste sono domande difficili da porsi, ma sono domande che devono essere poste – e a cui si deve rispondere onestamente – se un individuo si evolverà mai oltre la vita del vuoto spirituale (cioè una vita priva di orgoglio Fedele) che sembra essere la situazione di troppi della nostra gente in questi giorni.

Un martello, in un cuore che è Fedele
Definisce un grande destino
Ma tenuto dalla falsità può cancellare
Tutto ciò che potresti essere

Quando ho scoperto la determinazione e l’autodisciplina che mi avrebbe condotto all’albero del mio sacrificio individuale, mi sono allontanato dall’esperienza capendo che tutta la conoscenza a cui ero giunto prima, per quanto concreta o favorevole alla mia “sopravvivenza” di base, era stata niente. Solo quando sono stato in grado di vedere tutte le cose attraverso la prospettiva dell’Occhio di Odino, una prospettiva acquisita solo attraverso un sacrificio totale di se stessi a se stessi (una rinascita che i monoteisti non possono comprendere perché non rinunciano mai a se stessi per se stessi, ma invece “danno a Dio”), ho pienamente compreso che la vita non è semplicemente “sopravvivenza”, ma piuttosto stabilire un lascito, evocare lealtà e sradicare debolezze. Tali sono gli obiettivi di un cuore Fedele, e questa è l’essenza del mio Martello al collo.

In questo modo il Martello diventa, per me, per te, per ogni fratello o sorella che lo indossa così, molto più di un “simbolo” del nostro orgoglio. Diventa un ricordo sempre presente dell’ethos a cui dovremmo essere legati, l’importanza del nostro servizio a qualcosa di diverso da noi stessi e il privilegio che possediamo nell’aver ereditato una fondazione spirituale che costringerebbe ciascuno di noi a creare una cultura in cui l’evoluzione era un obbligo e quindi nessun obiettivo irraggiungibile.

Naturalmente, come sempre, ci saranno quelli che affermano che il loro Martello lo brandiscono come ritengono opportuno e determinare il loro destino è affar loro. Tuttavia, ricorderei loro che il Martello non è davvero loro, ma di Thor tramite suo (e nostro) padre Odino, e sebbene lo stesso Loki sia noto per averlo rubato di tanto in tanto, è stato anche, in ogni occasione, costretto a restituirlo a chi lo maneggerà in modo Fedele. Inoltre, nessuno tranne le Norne stesse determinano fato o destino, quindi state certi che laddove ci si creda astuti e liberi dalle leggi dell’albero del mondo, quelle signore tesseranno per loro un finale che si adatta alla loro stoltezza.

Inoltre, vorrei sfidare tutto e tutti a offrire una confutazione razionale di questo dialogo; spiegare che se i nostri Martelli non sono intesi a garantire la costruzione di una vita onorevole, produttiva e quindi Fedelmente orgogliosa, allora ditemi, per favore, a che servono?

Un Martello, canta una canzone da soldato
Del lottare per essere liberi
Da un altro, che è tenuto in errore
Da chi è troppo cieco per vedere

Come per ogni altro aspetto del nostro dovere spirituale e culturale, il mantenimento della dignità e della sacralità del nostro simbolismo è un esercizio che richiede un coraggio costante e diligente. Come accennato in precedenza, ci sono molti che sono semplicemente ignoranti del carattere e dell’impegno che dovrebbero accompagnare il simbolismo del nostro patrimonio ancestrale, poiché sono stati falsamente portati a credere che questi siano poco più che simboli di affermazione sociale, emblemi da indossare in uno sforzo per “adattarsi”. Queste sono persone, naturalmente, a cui la nostra Esclusività Odinista dovrebbe essere estesa, poiché nell’illuminazione viene l’ispirazione, e dall’ispirazione arriva lo zelo. Tuttavia, per gli altri precedentemente menzionati, coloro che sono semplicemente indifferenti al modo in cui disonorano e sviliscono ciò che sanno richiedere più impegno di carattere, che adottano i nostri sacri emblemi solo perché credono che essi rafforzino i loro ideali idioti di “ribellione”, lascerò che sia lo stesso Odino Padre di Tutto a dirlo, come fa lui, al meglio:

I buoi muoiono e i parenti muoiono
Presto anche tu morirai
Una cosa, conosco, che non appassirà mai
Il giudizio su ognuno che è morto

Havamal, Stanza 77

Molti, persino tra coloro che non praticano l’Odinismo, hanno familiarità con la Stanza 76 dell’Havamal, che parla della “fama di un uomo morto”, ma pochi sanno che Har ha preparato il destino anche per gli infami! Che tutti raccoglieranno ciò che hanno seminato non è una moderna visione monoteista, ma una legge naturale antica quanto il cielo stesso, ne sono sicuro. Quindi, per coloro che non maneggiano il Martello Fedele, le cui vite disonorevoli hanno reso il simbolismo “irrilevante”, verrà anche il vostro “raccolto”.

Per il resto di noi, ricordiamoci sempre che nulla del nostro orgoglio e consapevolezza spirituale o culturale è “irrilevante”. Rinnoviamo i nostri impegni verso l’attenzione e la fedeltà necessari a rafforzare la rilevanza che deve accompagnare il nostro orgoglio e consapevolezza, e raggiungere coloro che inconsapevolmente o inconsciamente si vergognano di ciò che è loro diritto di nascita: il senso del loro passato, per concentrarsi sul loro futuro! Quale martello indosserete?