UNA FIAMMA ETERNA

fuoco-sacro

di Vjohrrnt V. Odinson

Permettetemi di condividere con voi qualcosa di personale. Per tutto il tempo che posso ricordare, essendo consapevole della mia Fedeltà agli Dèi dei miei antenati e risvegliato alla mia eredità del Nord, ho sempre posto la spiritualità sopra ogni altra cosa. Perché per me le questioni spirituali sono parte di ciò che è eterno in essenza, ciò che non è legato dalle catene del tempo e dello spazio.

Ciò che accade su Midgard ai nostri corpi fisici è limitato dalla presa che il tempo esercita su di noi. Non c’è nulla che noi come esseri umani possiamo fare per questo fatto. Le Norne hanno intrecciato i nostri destini e dobbiamo vivere con onore e con coraggio le nostre vite. Non possiamo scegliere quando o come moriamo, ma possiamo scegliere come viviamo.

Le discussioni che ho avuto in passato con altri pagani, Odinisti e non, hanno spesso riguardato questa predominanza spirituale sulle questioni più terrene da parte mia. L’esoterico sopra l’essoterico. Non sminuivo e continuo a non sminuire in alcun modo l’importanza vitale dell’essere in sintonia con la terra e i suoi cicli, ma quello che cercavo di spiegare loro era che, nella mia comprensione della Völuspa, anche se madre terra ci ha dato la nascita dal suo grembo (Ask e Embla) è stato padre cielo (Odino) a dare al loro corpo il soffio della vita. Per me, questo significa la predominanza dello spirituale sul fisico come vero completamento di ciò che ci rende interi: fylgia, hamr, hugr.

Un corpo (hugr) senza lo spirito (fylgia) non sarà benedetto con la coscienza (hamr). Ma lo spirito esisterà anche senza la sua gabbia terrestre. Quando saliamo alle sale d’oro del Valhalla, non è hugr a cavalcare attraverso il Ponte Arcobaleno, ma una manifestazione di esso a un livello superiore di esistenza, uno che non è vincolato da tempo e spazio come prima menzionato. Valhalla rappresenta il più alto livello di consapevolezza spirituale.

È naturalmente romantico, con grandi sale dove gli eroi caduti festeggiano e bevono e lottano fino al Ragnarök, ma è molto più che un semplice banchetto di Einherjar.

Asgard, dove risiedono i corridoi del Valhalla, è il Regno degli Dèi del cielo, Æsir: Dèi della guerra. Il cielo e il sole sono sempre stati associati alla saggezza e alla conoscenza rivelata (aspetto maschile). Proprio come la terra e la luna rappresentano i misteri occulti ancora da scoprire (aspetto femminile). Nessuna insinuazione sessista qui. Questo è vero in molte altre culture non europee. Questa associazione di cielo-Spirito e terra-corpo è antica quanto le credenze religiose su Midgard. Da ovunque venga la nostra energia vitale, lì potrebbe tornare dopo la morte corporea e perseguire la sua esistenza eterna. Ma il nostro corpo semplicemente ritorna alla terra e si dissolve, come tutti gli organismi “viventi”. Questo approccio piuttosto metafisico all’Odinismo è stato accolto con una certa disapprovazione e persino con rabbia contro la mia mancata glorificazione di madre terra e dei suoi doni. Ma questo non è vero, come è spesso il caso di tali discussioni, e sono stato frainteso. Non avrei mai insultato e sminuito l’importanza della terra e delle sue benedizioni per la nostra gente, ma c’è una linea da segnare tra la glorificazione dei vasi terrestri e quella del simbolismo spirituale.

Un semplice esempio: cosa è più importante in sostanza, la saggezza delle Edda, o il libro stesso? Lo stesso si può dire di un uomo e le sue parole. Che cosa è più importante, colui che parla o il suo messaggio?

È lo stesso con le questioni spirituali/terrene. Senza togliere il valore del veicolo che trasmette il messaggio, ciò che è veramente importante è il messaggio in sé. Un albero, una pietra, un ruscello, dei fiori, tutti possono essere rispettati, amati e protetti, ma mai “venerati”. Neanche gli Dèi devono essere venerati in realtà. L’adorazione implica abbassare se stessi dinanzi agli Dèi. Noi Odinisti non pieghiamo il collo sul ginocchio davanti agli Dèi dei nostri padri. Siamo orgogliosi e li guardiamo negli occhi. Li onoriamo e mostriamo rispetto con i Blotar.

Attraverso la storia, l’uomo ha malriposto la sua fede nelle questioni terrene, idolatrando gli uomini a statura divina quando era la saggezza che portarono al mondo ad aver bisogno di attenzione. Il contenitore è diventato più importante del simbolo che ha rappresentato. Questo è stato il caso con Hitler. Gli individui venerano l’uomo quando in realtà l’uomo sta solo trasmettendo qualcosa che non gli appartiene. Gli è stato semplicemente dato il compito di trasmettere un messaggio alla gente.

Questo è ciò che intendo quando indico che le cose materiali, legate alla terra, a mio parere non hanno lo stesso valore di quelle spirituali eterne.

Abbiamo bisogno della terra, abbiamo bisogno di acqua e cibo per i nostri corpi, per sopravvivere e portare avanti nuova vita in modo che la nostra gente possa crescere e prosperare, ma tutto questo è inutile; bambini, gente, Popolo, la vita stessa, se non c’è uno scopo superiore cui la nostra immortale fylgia ascenda anche dopo la morte fisica. Un Popolo senza spiritualità, semplicemente “esistente”, non vivente, non ha fiamma divina nella sua Anima di Popolo. Senza quella fiamma, l’occhio di Odino che brucia, cosa siamo? Meri bipedi umanoidi che camminano sulla terra? Mangiare, riprodursi e morire? La nostra gente ha uno scopo più elevato che semplicemente respirare come zombie senz’anima, come ci vorrebbero gli agenti moderni della dissoluzione (ZOG).

È tempo di capire. Tempo di riscoprire una spiritualità perduta che è stata smarrita e mal interpretata. La fiamma non è mai morta, è semplicemente offuscata dietro la nebbia dell’ignoranza. Quelli della nostra gente che hanno camminato e sono ancora in piedi sul sentiero del Nord possono vedere attraverso quella nebbia con la luce del Padre di Tutto. È necessario solo chiudere gli occhi e ascoltare… la chiamata del corno di bronzo farà eco nel silenzio. Seguite quell’eco alla sorgente, nel profondo. Per questo l’eco viene da dentro di voi come ha sempre fatto. Eravate solo sordi al suo suono. Lasciate che i vostri antenati da tempo scomparsi vi guidino, perché anche se non possono essere con voi in carne e ossa, il loro spirito non è mai scomparso.

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ESSENZA DEL WOTANISMO

Wotan's Eye

di Else Christensen

Gli scopi e i principi fondamentali della nostra formulazione del Wotanismo si possono ben dividere in quattro aspetti: Biologico, Storico, Spirituale e un commento sul Comunitario.

Biologico: Una religione, una cultura, non nasce dall’aria leggiadra. Non si può creare una religione. Essa è la fioritura di una razza di persone. È scritta nei nostri geni. Ciò di cui abbiamo bisogno è un nuovo senso di apertura verso il nostro passato: in questo caso, non il nostro passato storico, ma il mondo degli archetipi che vivono dormienti nel nostro inconscio. Questi possono essere raggiunti solo attraverso un contatto intimo con il nucleo razziale del nostro organismo. La pietra angolare della nostra fede deve essere la razza.

Storico: Nel millennio passato, con rare eccezioni, la storia del nostro popolo come entità distinta è stata soppressa, trascurata e riscritta. Il nostro compito su questo fronte deve essere duplice: (1) portare alla luce i contributi dell’elemento razziale indoeuropeo (ariano) nella storia dell’Occidente fino al presente. (2) Un approfondito revisionismo storico che mostri come la nostra storia è stata ed è ancora distorta.

Spirituale: purtroppo rimangono poche fonti scritte (la trasmissione orale tra le popolazioni contadine dell’Europa è scomparsa nei secoli scorsi), poiché la nostra tradizione come l’Edda e le Saghe sono solo frammenti trasmessi da censori cristiani e sono di una data molto tardiva. È qui che dobbiamo adottare un atteggiamento ampio rispetto alla tradizione pan-indoeuropea se vogliamo tentare una ricostruzione. Studi comparativi ci hanno già rivelato i legami stretti tra, ad esempio, il concetto germanico di Destino (wyrd) e il karma sanscrito, o tra dèi come Thor e Indra. Il Rig-Veda (la più antica Scrittura Ariana riportata) potrebbe essere una miniera d’oro se intelligentemente esaminata. Come Janus con un volto girato verso il nostro passato, c’è molta speranza di riappropriarci, per la nostra epoca, del nostro patrimonio perduto.

Comunitaria: Un solo uomo che invoca gli dei che da tempo hanno svolto un ruolo attivo nella storia è un buon candidato per uno dei nostri istituti mentali. Deve esserci una comunità, una tribù. Solo allora gli dèi si manifesteranno come la Volontà collettiva. La parola scritta può essere solo un passo in questa direzione. Alla fine ci deve essere un contatto diretto tra individui, celebrazioni comunitarie di riti, festività, ecc. Forse anche una comune sperimentale potrebbe essere istituita per un certo tempo, che segua la nostra visione, naturalmente.

Quando guardiamo al Wotanismo come la nostra filosofia religiosa riconosciamo nell’idea di parentela uno dei componenti fondamentali. Questa nostra sensazione ha due temi principali, una è la somiglianza biologica degli individui che provengono dallo stesso ceppo razziale; l’altra è l’affinità spirituale sentita da ogni persona che riconosce un intimo contatto personale con il passato tribale. La pietra angolare della nostra fede deve essere la consanguineità.

Quando consideriamo il tema biologico, abbiamo molte fonti moderne da cui attingere, come le opere di Sir Arthur Keith, Robert Ardrey, Konrad Lorenz, Charlton Coon, Edward O. Wilson e altri.

In questi libri sono descritte sia le scoperte degli autori stessi che quelle di molti altri scienziati, tutti concordanti sul primato delle peculiarità ereditate di tutti gli organismi viventi, dalle creature più basse ai mammiferi superiori, finendo con l’uomo più avanzato. E anche nella sua posizione elevata l’uomo deve seguire il suo destino biologico; egli non può porre se stesso al di fuori dei principi della vita, ma deve camminare nel percorso che gli è stato dato dalla nascita.

Tuttavia, quando guardiamo al contatto con il nostro passato tribale, la questione diventa più complicata. Una ragione è che qui ci occupiamo di emozioni e, a causa delle qualità soggettive di questi sentimenti, non si possono descrivere completamente ma devono essere vissute, devono essere vissute come parte integrante di tutto il nostro essere.

La nostra storia tribale non ha avuto l’attenzione che avrebbe dovuto meritare; la maggior parte dei membri del nostro popolo non sa chi siamo, da dove siamo venuti o su quali qualità è stata costruita la nostra cultura, in modo più che generale. Spesso credono, erroneamente, in quella del popolo ebraico e nel credo cristiano.

Le cose non stanno così e la comprensione di tali questioni si basa su una forte consapevolezza etnica che va fino alla nostra anima di popolo; i fatti storici che dimostrano questa coscienza profonda devono essere strappati da molte fonti diverse e non sono tutte in un libro facile da comprendere. Ma questo è il modo in cui Wotan si manifesta; la nostra filosofia religiosa si basa sia sui fatti che sui sentimenti, sulla testa e sul cuore – su Wotan e Balder.

Quale deve essere, dunque, il nostro “programma”? Abbiamo già dimostrato che la nostra filosofia religiosa assume aspetti biologici e spirituali, ma il Wotanismo non è una religione da un giorno alla settimana; è un modo di vivere e quindi riguarda tutte gli aspetti dell’esistenza. Uno di questi è l’istruzione e il modo in cui la nostra storia tribale è trasmessa sia nelle scuole che attraverso i vari segmenti dei media, del mondo dell’intrattenimento e altre fonti di natura simile.

Da un punto di vista pagano la storia passata del nostro popolo è stata vista attraverso le lenti color giudeo-cristiane e per questo ha avuto una falsa rappresentazione. I nostri storici e gli altri scienziati devono scavare in profondità e trovare un quadro giusto e ragionevole del nostro passato. Non vogliamo una versione romantica, non stiamo cercando una dissimulazione; al contrario, vogliamo una vera rappresentazione del bene e del male, del modo in cui i nostri popoli si sono sviluppati e quello che abbiamo fatto di buono (e perché), e dove abbiamo sbagliato.

Solo in questo modo possiamo imparare dalla storia in modo da non continuare a fare gli stessi errori più e più volte. Solo in questo modo possiamo seguire il principio di Nietzsche per cui questo arguto pensatore intendeva che ogni generazione deve superare quella precedente, deve superare i suoi predecessori sulla scala delle realizzazioni umane; solo in questo modo possiamo diventare ‘uomini migliori’.

Questo non è così difficile come può suonare, perché in realtà è solo quello che abbiamo appena suggerito – apprendere dall’esperienza e aprire così le nostre menti a nuove comprensioni e approfondimenti, basati su informazioni effettive e valutazione razionale.

Ancora un altro aspetto del Wotanismo, e molto importante, è lo spirito comunitario. Qui abbiamo, come punto primario nella nostra etica, un consiglio dall’Havamal, il vecchio codice di condotta, che dice:

“Al proprio amico deve l’uomo essere amico a lui e al suo amico. Ma all’amico del proprio nemico non deve nessun uomo essere amico.”

“Una strada assai tortuosa porta a un cattivo amico anche se abita lungo la via. Ma a un buon amico conducono strade diritte anche se si è stabilito più lontano.”

Noi poniamo una priorità su questo legame di amicizia e sentimento di appartenenza allo stesso gruppo e suggeriamo fortemente che i Wotanisti formino gruppi locali laddove possibile sotto la Fratellanza Wotanista, esattamente per le finalità dichiarate: rafforzare deliberatamente e consapevolmente il legame di comunione tra tutti i membri del popolo e legare insieme in un blocco solido coloro che hanno riconosciuto e accettato la loro identità etnica. In questo modo ci sentiremo più forti e saremo in grado di rendere gli altri nostri simili consapevoli della nostra origine comune e del nostro unico patrimonio culturale e biologico.

IL CUORE DEL WOTANISMO

Wotansvolk

di Ron McVan

È stato detto che l’uomo perde il senso di orientamento quando la bussola della sua anima non è magnetizzata da una grande stella umana nell’orbita della sua esperienza. Questa verità è stata intuitivamente intesa negli ambiti della letteratura e della religione. Quando cerca la guida spirituale, l’uomo può seguire il suo percorso personale attraverso la Natura, la scienza o la filosofia o gravitare attorno a un determinato ideale religioso che si adatta meglio alle sue esigenze. Sappiamo che l’uomo come essere umano, inevitabilmente, ama. Mettendo via tutti gli ostacoli e le distrazioni quotidiane della vita, cos’è che l’uomo cerca veramente? Per prima cosa l’amore, perché senza di esso, come umani, ci sentiamo vuoti e incompleti. La seconda sarebbe certamente la necessità di conoscenza e di illuminazione spirituale come mezzo per sollevarsi da un mondo fisico di sopravvivenza apparentemente inutile, al fine di acquisire una maggiore coscienza e quindi una migliore comprensione del cammino delle nostre anime e dell’universo di cui siamo parte.

Negli ultimi anni del XIX secolo molti europei si ritrovarono risvegliati alle loro religioni pagane etniche ancestrali. Questo passaggio dal pensiero religioso tradizionale si è tradotto in parte con l’interesse di approfondire i misteri e con la necessità di legarsi ancora una volta alle proprie radici ancestrali, cosa alla quale il Cristianesimo e le altre religioni orientali straniere non potevano provvedere. Le due religioni europee pagane che sono tornate in rilievo con l’impatto più profondo e duraturo sono il Wotanismo teutonico e il Druidismo celtico, che insieme soddisfano i bisogni spirituali di tutti gli Europei del mondo occidentale. La religione del Wotanismo è stata a lungo conosciuta come religione guerriera, e sebbene quella descrizione sia abbastanza calzante, è equilibrata anche con una profonda spiritualità che rispetta e pratica i principi dell’amore, della compassione, della generosità, dell’etica alta e delle nobili virtù, e il massimo rispetto per la Natura. Nel Wotanismo si riconosce che qualsiasi religione che non provenga dal proprio popolo, dai propri costumi e dalla propria cultura, o che non contenga la forza sufficiente per difendersi e sostenersi, è una religione suicida!

Con la sua riverenza verso l’alta etica del guerriero, il Wotanismo è spesso frainteso come una religione maschile dominante, tutta orientata alla battaglia e al macho-guerriero e priva di qualsiasi sensibilità, amore o sentimento. In superficie, con tutta la sua esteriorità vichinga, è comprensibile che il Wotanismo possa essere percepito in questo modo. Tuttavia occorre solo sondare un po’ più in profondità per scoprire che non è così, e che il Wotanismo come percorso spirituale è in perfetto equilibrio. I Cinesi hanno definito l’equilibrio degli estremi opposti come “Yin e Yang” e hanno creato un simbolo per rappresentare l’essenza visibile di quell’equilibrio, che rimane forse il simbolo più perfetto per esprimere quella armoniosa unione di estremi opposti.

Troviamo simili interpretazioni forvianti sulle molte e antiche tribù europee, che sono state ritratte come dominanti maschili, quando in realtà la donna era il centro stesso della famiglia e della vita tribale. Gli uomini combattevano fino a una sanguinosa morte per la sicurezza e la protezione della moglie e della famiglia, allevavano e cacciavano per sostenere la famiglia e costruivano case per la loro preziosa famiglia, spesso dietro indicazioni delle mogli. L’universo della donna era la casa e la crescita della famiglia. La donna era, ed è, il nucleo stesso dell’unità familiare!

In realtà la donna aveva il compito più importante di tutti. Preparare i suoi figli ad affrontare le molte sfide e le dure realtà della vita era certamente un lavoro a tempo pieno e impegnativo! Le donne dei tempi antichi erano evidentemente molto più forti rispetto alle donne di oggi. Erano in gran parte responsabili della preparazione dei loro ragazzi nel diventare guerrieri competenti tanto quanto il padre. Per esempio, le donne troiane avrebbero spedito i loro ragazzi alla guerra e alla partenza dicevano loro: “Torna vittorioso con il tuo scudo o sopra di esso!” In quei giorni di sanguinosi combattimenti corpo a corpo, solo un genitore strano e delirante, con un desiderio di morte per suo figlio, gli avrebbe detto, mentre lasciava la casa per andare in guerra: “Ah, comunque, figliolo, non dimenticare di porgere l’altra guancia, e ama il tuo nemico!” Quando una religione sconvolge o in ultimo nega ai suoi seguaci la libertà di seguire i propri istinti naturali di autoconservazione, preferendo che siano pecore e agnelli, allora quella religione sta sicuramente preparando la strada per la loro inevitabile fine ed estinzione!

Ci sono momenti di guerra. Ci sono momenti di pace. Ci sono momenti per l’amore. E sì, ci sono tempi anche per un giusto odio. Il pericolo dell’odio è che può fare agire con l’emozione e l’irrazionalità del pensiero. In tempi di odio bisogna rimanere razionali e agire con fermezza. L’intelligenza e la pazienza sono forse il mezzo migliore per bilanciare la giustizia. Più comprendiamo le nostre emozioni, meno eccessivi saranno i nostri appetiti e desideri. L’uomo deve trovare l’equilibrio in se stesso, tanto quanto la religione deve trovare il suo centro perfetto di equilibrio.

Il Wotanismo è fondato sulla forza del carattere, la conoscenza, i poteri della volontà e dell’illuminazione spirituale, ma allo stesso tempo comprende la vitale e necessaria validità dell’amore e della compassione. Più importante per qualsiasi Wotanista è l’amore per la famiglia, il proprio popolo e la Natura. I Wotanisti sono liberi pensatori e non ottusi. Come molti dei loro simili pagani, sono amanti della conoscenza, della poesia, della danza, della musica, dell’arte, della bellezza e della spiritualità. Il Wotanismo ha un equilibrio nel rispetto e nel culto degli dei e delle dee. Quando le donne moderne familiarizzano di più con il percorso spirituale del Wotanismo, potranno trovare molte cose che si confanno ai loro interessi femminili e un’abbondanza di divinità femminili. Nel Wotanismo il femminismo e lo sciovinismo non sono incoraggiati. Sia l’uomo che la donna dovrebbero sempre essere ugualmente rispettosi l’uno dell’altra perché, diciamolo, in molte cose sono uguali, e divinamente progettati l’uno per i bisogni dell’altra e viceversa! Senza l’altro non siamo mai veramente interi. Tutto ciò che può portare un uomo e una donna a odiare il loro sesso opposto è semplicemente una malattia della mente! Il fatto che il femminismo e lo sciovinismo prosperino oggi nel mondo moderno è il risultato della società discordante, malata e squilibrata a cui ci siamo abbandonati. Gli uomini e le donne sono stati progettati per amarsi e confortarsi a vicenda e produrre bambini attraverso la perfetta unione divina dell’amore fisico e mentale. Senza “Amore” non c’è vita che valga la pena vivere! L’amore è praticamente l’armonia, ma occorre un momento per considerare cosa produce l’amore in sé: bontà, pace, prosperità, tranquillità, felicità, successo, sicurezza, gioia, bellezza, felicità, pazienza, perseveranza, saggezza, conoscenza, verità, luce, comprensione, compassione, giustizia, generosità, carità, altruismo, onestà, fermezza, salute, purezza, giovinezza, vita e perfezione – tutte condizioni sempre meno osservate dalla maggior parte delle persone nella nostra moderna società di oggi.

Tante chiese si riempiono ogni domenica e parlano sempre di come siano gentili e amorevoli, poi trascorrono il resto della settimana agendo come diavoli! Con l’aiuto delle sue chiese, l’uomo ha sviluppato un’immagine molto distorta di se stesso. Se gli esseri umani sono stati progettati per essere creature amorevoli, avremmo eliminato la guerra e il tradimento migliaia di anni fa! Le persone sono inclini a pensare ai Vichinghi come barbari violenti, ma in realtà il mondo in cui viviamo oggi è dieci volte più violento e spietato dell’epoca Vichinga o di qualsiasi altra epoca precedente. Il Wotanismo, deve essere chiarito, non nasce nei 300 anni di epoca vichinga, ma ha migliaia di anni. Lo scrittore spirituale mistico Vernon Howard fa un punto interessante su questo argomento quando afferma: “La maggior parte delle discussioni sull’amore sono proprio questo: discussioni. Un uomo si deve comportare secondo il suo livello di sviluppo psichico. Nessuno può comportarsi secondo un livello di amore più alto del livello che possiede. Ma ci si ricordi che gli esseri umani sono molto astuti con le apparenze esteriori dell’amore, quindi non fatevi ingannare: lavorando su se stesso, un uomo può elevare il suo livello di amore. Poi si comporterà diversamente, con più compassione genuina. Quello è un obiettivo del percorso mistico. Vogliamo elevare la nostra compassione aumentando il nostro livello spirituale”.

L’aldilà nel Wotanismo come tradizionalmente descritto nella mitologia, si sviluppa intorno alla Grande Sala vichinga del Valhalla, coperta di scudi di battaglia e adornata da molte lance. Sarebbe facile per le donne di oggi avere la sensazione che il Valhalla sia completamente orientato verso l’uomo come descritto nei film di Hollywood che distorcono grossolanamente la realtà del Valhalla in un gruppo di guerrieri selvaggi che girano attorno a un tavolo a bere corni di idromele con il potente Wotan. Il Valhalla, scevro delle interpretazioni hollywoodiane e mitologiche, è semplicemente un piano spirituale più alto dell’esistenza vissuta qui a Midgard (terra), che è il regno inferiore della carne corporale e della materia. Quando nei libri si legge di guerrieri che sono tenuti a provare se stessi in battaglia prima di poter sperare di entrare nel Valhalla, anche questo può diventare abbastanza fuorviante. Non tutti devono combattere un’epica battaglia eroica su un sanguinoso campo di battaglia per dimostrare il loro valore nel Valhalla. Le battaglie possono essere di natura molto diversa. Può essere una cosa molto comune, come combattere una malattia o lavorare duramente per provvedere alla propria famiglia, o un atto di beneficenza per coloro che hanno bisogno, una vita vissuta in onore e integrità o un qualsiasi numero di azioni giuste. Il fine è semplicemente essere coraggiosi, impavidi, onorevoli e intelligenti in tutte le proprie azioni, prove e tribolazioni qui a Midgard. Come dice il principio wotanista di base: “Opera nel giusto e non temere nessuno!”

Proprio come nella famiglia e nella tribù, il femminile e il maschile devono sempre trovare un perfetto equilibrio, e quando si tratta della religione non è diverso. Nel Cristianesimo, i Cattolici hanno mantenuto gran parte delle loro tradizioni pagane perché hanno capito che era necessario. Sapendo che in una religione si deve avere un equilibrio di polarità maschile e femminile, hanno reso la loro Vergine Maria essenzialmente una dea femminile appropriata per bilanciare la figura maschile di Gesù. Dall’altra parte i Protestanti adorano solo il maschile e si attengono alla linea biblica semitica secondo cui le donne sono inferiori agli uomini e devono vivere solo come servitori del maschio. Così, la religione protestante rimane pesantemente asimmetrica. Kahlil Gibran ha fatto questa attenta osservazione sulla sacra figura della madre: “La parola più bella sulle labbra dell’umanità è la parola ‘Madre’, e l’invocazione più bella è ‘Mia madre’. È una parola piena di speranza e amore, una dolce e gentile parola proveniente dalla profondità del cuore. La madre è tutto – è la nostra consolazione nel dolore, la nostra speranza nella miseria e la nostra forza nella debolezza, è la fonte dell’amore, di misericordia, simpatia e perdono. Chi perde la madre perde un’anima pura che lo benedice e la protegge costantemente”. Lo stesso vale per la dea madre. Il mondo che conosciamo è un miscuglio di energie maschili e femminili che scorrono e negarne uno vuol dire negare la legge universale inequivocabile della polarità.

Il Wotanismo non spinge la sua gente a conformarsi a qualche dogma a priori o a coltivare paure innaturali se essi andassero troppo lontano dalla legge divina, per cui certamente bruceranno in un terribile inferno per sempre! Né grava nessuno dell’idea crudele e altamente innaturale per cui tutti gli esseri umani nascono peccatori! Come se un bambino appena nato conoscesse la differenza tra il bene e il male! Nel Wotanismo sono presenti codici di etica buoni e pratici che servono come suggerimenti, verso valori e virtù che possono generare sani e coraggiosi tratti di carattere secondo cui vivere. Questi codici etici vengono tramandati dai nostri saggi antenati e conosciuti e correlati alla legge divina dei nostri dèi etnici tribali. Forzare qualcuno a conformarsi ad un insegnamento tramite la paura è estremamente innaturale e produce risultati innaturali.

Si troverà infinito spazio per l’espressione nell’arte e nella bellezza sia nel Wotanismo teutonico che nel Druidismo celtico. Le arti svolgono un ruolo estremamente importante in qualsiasi religione o comunità di popolo. Le arti servono a ispirare e stimolare gli alti ideali di amore per la bellezza e l’armonia, fornendo infinito piacere al pubblico. L’artista F.W. Ruckstull (1925) ha fatto questo commento saliente sul tema dell’arte: “L’arte come nessun’altra cosa, crea ricchi ideali di scelta del compagno tra uomo e donna, insegna agli uomini e alle donne ciò che è bello e ciò che non lo è, cosa scegliere e cosa rifiutare l’uno dell’altro, e la selezione di un compagno tra l’uomo e la donna è la causa suprema dell’ascesa o del declino razziale. L’Arte crea i nostri ideali assoluti di bellezza umana e di eccellenza interiore. E i nostri ideali di bellezza e di eccellenza interiore determinano la base di tutta l’evoluzione e la selezione dei partner. La bellezza è quindi la bandiera fiammeggiante della Natura per la sua evoluzione. E se, come abbiamo visto, gli ideali della bellezza fisica possono, attraverso la scelta del matrimonio, cambiare i volti degli uomini, così anche la bellezza morale, con lo stesso processo, cambia la mente e il cuore degli uomini. L’arte è quindi il più alto contributo dell’uomo al processo evolutivo”.

I Wotanisti non vivono in un vuoto come tribù e ciechi verso il mondo in generale. Il futuro di tutta l’umanità, del pianeta e di tutte le creature viventi sono una responsabilità vitale che non può essere ignorata. Forse abbiamo ereditato un mondo di discordia, ma non dobbiamo rimanere così, perché non è possibile! L’intero pianeta non sopravvivrà molto a lungo, a meno che le nazioni del mondo non lavorino insieme per fare passi significativi per la pace e l’armonia mondiali tra noi e con il pianeta in cui abitiamo. Se il pianeta muore, tutta l’umanità muore con esso! L’armonia è l’assenza di discordie e la discordia è ciò che conduce tutta l’umanità e il pianeta a una morte certa se continuiamo a ignorare l’ovvio!

QUANDO ODINO PENSÒ PER LA PRIMA VOLTA

Yggdrasil

del Dr. Casper Odinson Cröwell, Holy Nation of Odin

Spesso mi viene chiesto dai ricercatori della Via del Nord, “Come fai a sapere che Sál (l’anima) sopravvive alla morte? E come fai a sapere che tutti i popoli non vanno nello stesso paradiso?”

Ma qualsiasi risposta che io possa dare non sarebbe soltanto la mia opinione personale? C’è qualcuno, tra noi qui su Midgard (Terra), che possa davvero affermare di avere tali certezze riguardo a una così antica questione metafisica? Vi ho dato solo domande in sostituzione alle domande di partenza finora, lo so. Eppure, una questione così complessa non richiede forse una indagine carica del peso di molte altre domande destinate a portarci dinanzi alle radici stesse dell’albero della vita? Perché da è lì che si sprigiona l’alba della nostra umanità ancestrale. Dunque, un tale enigma si basa interamente sulla propria fede? La risposta è ovviamente sì, e sorprendentemente, no.

Naturalmente, non v’è alcuna prova scientifica di una vita ultraterrena. O invece sì? La scienza ha infatti dimostrato che l’elettricità non può essere distrutta, ma semplicemente dislocata e trasferita da un corpo all’altro; vale a dire che possiamo postulare che questa scienza sia certamente in grado di dedurre una certa evidenza, seppur anche solo indiziaria, della vita dopo la morte; per cui l’anima sopravvive alla morte del corpo fisico (Lyke).

Il nostro cuore e cervello posseggono energia elettrica, che è il motivo per cui il settore sanitario impiega macchine biomedicali, EEG e ECG/EKG per misurare onde cerebrali e attività cardiaca. La “E” nelle sigle citate rappresenta la qualità energetica dell’elettricità. Per tutti i progressi scientifici e medici che la tecnologia moderna ha prodotto, il cervello rimane ancora un mistero elusivo. Altresì, Sál (anima) è un ancora maggiore Rúna (mistero). È questa elettricità a dare alla Sál umana la sua stessa natura e la qualità di anima/spirito che fa in modo che i mortali siano animati. Così ipotizzo che, mentre noi stessi siamo umani/mortali, la nostra Sál è veramente divina. Ergo, non può essere distrutta dalla morte fisica, non più di quanto si possa dissipare lo stesso impulso elettrico che alimenta tutta la nostra vita.

Quindi dove va l’energia elettrica che è all’interno di ognuno di noi al momento delle nostre morti fisiche? Nello stesso luogo in cui va la nostra Sál, concludo. Torna da dove siamo venuti. Alla più grande presenza divina che ci aveva prestato una parte di sé al momento del passaggio del seme di nostro padre a nostra madre e al miracolo veramente divino della vita che inizia con quella nascita. Ritorna all’Anima di Popolo (Volksál) stessa… ODINO! Pura coscienza ed essere divino.

Diamo uno sguardo alla natura e alla legge di ordine naturale per comprendere meglio questa realtà. Dove il Buddhista potrebbe adoperare “Aria”, nel tentativo di illustrare il mio paradigma, io impiego “Acqua”, il sangue stesso di Nerthus (Madre Terra). Tuttavia, di notevole considerazione è il fatto che sia l’aria che l’acqua possono condurre una carica elettrica da un punto all’altro. E come tutti noi abbiamo bisogno di entrambi gli elementi, di aria e acqua, per vivere una vita mortale, l’elemento dell’elettricità, paragonabile al fuoco, è anch’esso sempre presente, dal nostro cervello al nostro cuore. Come a dire, il fuoco (Kenaz) di creatività e ispirazione è sempre nella nostra mente e nel fuoco della passione nei nostri cuori.

Tornando all’esempio della legge di natura, per cui tutti devono tornare da dove sono venuti, chiedo di prendere in considerazione un piccolo lago e un barattolo di vetro. Il vasetto è vuoto. O non lo è? Anche nell’apparenza del vuoto, il barattolo di vetro chiuso non contiene forse aria all’interno delle sue pareti?

Ci torneremo dopo.

Si consideri di aprire il vaso e immergerlo sotto la superficie del lago fino a riempirlo d’acqua. Rimettendo il coperchio nel vaso, il vaso è ormai ben protetto con il suo carico liquido preso dal lago. Quest’ultimo rimarrà quindi così fino a quando non verrà rilasciato dai limiti del vasetto. Il vaso di acqua è analogo ad un mortale/umano con la sua Sál. Il vasetto rappresenta il corpus umano mentre l’acqua all’interno è indicativa di Sál. Ora, quindi, ritorniamo all’esempio buddhista del barattolo contenente aria. Se si dovesse lanciare il vaso riempito d’aria a terra e romperlo, cosa ne sarà dell’aria/anima/spirito che c’era dentro? La risposta ovvia è, naturalmente, che l’aria in precedenza confinata è ora libera di tornare da dove è venuta, nell’aria che è tutta intorno a noi! Naturalmente, c’è una sola aria e, come proporrebbe l’esempio buddhista, solo “una” anima dell’umanità/divinità, condivisa da tutti in una utopica e universale fratellanza. Io, in ogni caso, non voglio sminuire né mancare di rispetto alla filosofia buddista in alcuna misura. In realtà, tutto sommato, il Buddhismo Zen e l’Odinismo condividono diverse analogie, se non fosse per la scarsa concentrazione folkish all’interno della comunità buddista.

Ho impiegato l’acqua, il sangue stesso di Nerthus (Madre Terra/Jörd) per il mio esempio odinista, per dimostrare ulteriormente la complessità delle assai evidenti verità della natura, in quanto applicabile ad entrambi, all’acqua e al nostro Sál/spirito.

Potete vedere che quello stesso vasetto di vetro, anche se riempito d’acqua del lago, è anche analogo a Sál/spirito. Tuttavia, quando il vaso è rotto, dove vada l’acqua non è cosa semplice da dire come con il paradigma dell’aria. Perché l’aria può solo tornare all’aria. Ma l’acqua … Beh, l’acqua è un organismo completamente diverso. Non c’è un solo tipo di acqua. Così come non c’è solo una razza di persone a condividere una singola Sál/spirito/divinità. L’acqua del lago nel barattolo è acqua fresca. Quindi, non importa dove il vaso sia rotto, l’acqua fresca all’interno, in un modo o nell’altro, troverà la sua strada verso la fonte di acqua fresca. Se rotto vicino al lago da cui l’acqua è stata estratta, l’acqua sarà riassorbita nel terreno, quindi nella falda acquifera e infine il lago da dove proveniva. Tuttavia, se rotto presso il mare, o persino svuotato nell’acqua salata del mare, si separerebbe ed evaporerebbe di nuovo in aria, nelle nuvole, nella foschia, nella nebbia, ecc … Ancora una volta, nella fonte di acqua fresca! Lo stesso si può postulare con la nostra Sál/spirito e l’Anima di Popolo da cui proviene.

Carl Gustav Jung aveva postulato che ogni Popolo/Gente/Razza ha la sua unica Anima di Popolo. Questa Anima di Popolo junghiana che riguarda il Popolo Ariano, è un tutt’uno con il Dio/Archetipo “ODINO”. E questa Anima di Popolo, la “Nostra” Anima di Popolo, è esistita in forma di pura coscienza, molto tempo prima che l’umanità fosse nata! Come nel concetto di ‘Metagenetica’. Al momento delle nostre morti fisiche, torneremo ancora una volta alla nostra Anima di Popolo. Cosa ciò implichi è aperto a una prospettiva basata su un certo numero di elementi. Per quanto mi riguarda, la mia prima relazione è con Odino Padre di Tutto. Per me, l’Anima di Popolo è il Valhalla, anche se non la versione mitica letterale. Piuttosto, considero l’idea/credenza che il Valhalla sia una grande e antica Anima di Popolo ariana… Un archivio di tutta la saggezza di Popolo/razziale che il Popolo ha portato con sé dalle esperienze di tutta una vita, verso questa grande coscienza odinica.

Immaginate questo: se chiudeste gli occhi e sentiste la voce dei vostri familiari e amici, sareste ancora in grado di discernere chi era chi da una mera voce, cadenza, tono, ritmo, ecc … E la vostra mente cosciente avrebbe cominciato a formare un’immagine di loro dall’archivio di ricordi che di loro avete. Sarebbero diventati visibili per il vostro Hugauga (occhio della mente), come se lo sguardo degli occhi aperti si fosse posato su di loro in questa realtà. Una cosa identica accadrebbe con l’Anima di Popolo. Potreste rendervi conto della presenza di questi cari e conoscerli, e loro conoscere voi, allo stesso modo. Solo che lì ci sarebbero tutti gli altri antenati dall’inizio dei tempi e vi sarebbero altrettanto familiari. Questa grande Anima di Popolo vale anche per l’intuito, i sentimenti viscerali e il sapere qualcosa che non si può capire come si faccia a sapere. Questa è la ricchezza della sapienza ancestrale e conoscenza dall’Anima di Popolo che attualmente vive in voi, nel vostro sangue e nella vostra memoria ancestrale, dove ogni vostro antenato, che abbia mai vissuto dai tempi di Ask e Embla, esiste ancora! E una volta che ci uniamo alla grande Anima di Popolo dei “Nostri” antenati, allora anche noi contribuiremo al flusso costante di quella saggezza accumulata e quella conoscenza per i nostri discendenti non ancora nati.

Inutile dirlo, potrei andare avanti in questo senza limitazioni, allo stesso modo in cui ho offerto molte ore e anni di dedizione a meditazioni su questo argomento e credo così profondamente che sia questa la realtà che si manifesterà alla mia morte. Ed è anche per questo che posso comprendere pienamente il mio giusto senso del dovere, mentre vivo su Midgard, per servire i miei Dèi e il mio Popolo.

Ogni Razza/Popolo/Gente ha la propria Anima di Popolo indigena, e ognuno conoscerà un giorno la realtà di questa verità, a mio parere. Non c’è nessun Universalismo all’interno del regno dell’Ordine Naturale, o Leggi di Natura. Né vi è, a mio avviso, fine alla vita, parlando spiritualmente, né qualsiasi spirito/divinità, o vita dopo la morte, a taglia unica.

Si arriva a familiarizzare con l’Anima di Popolo e gli Antenati tramite la comunione con Odino Padre di Tutto e gli Dèi degli Aesir e Vanir, mentre uno è vivo e vegeto in questa vita. Perché tale sacra e Santa Comunione conduce a una saggezza che si trova solo ai Pozzi di Mimir e di Urd, radicata nell’antichità, e in un tempo in cui Odino ha pensato per la prima volta! Essa attende ancora lì, per quelli abbastanza coraggiosi da intraprendere la Via del Nord.

Il corpus di miti, saghe, tradizioni, leggende, gesta eroiche, arte, musica, poesia, architettura e virtù è una manifestazione della “Nostra” Anima di Popolo. Esempi reali di come i nostri Dei e Antenati molto concreti continuino a entrare in contatto con noi e parlarci attraverso il mezzo di ciò che condividono con noi, che siamo la loro gente vivente… La nostra Anima di Popolo, che è nata con lo stesso primo pensiero del Padre di Tutto.

Il come ognuno di noi possa prendere in considerazione ciò che ho postulato qui e ancora capire come attualizzare la sopravvivenza dell’anima/Sál alla morte del corpo ospite, non deve consumare i pensieri di nessuno. Perché sarebbe uno spreco del proprio tempo. Ciò che è sensibile, in quello che ho presentato qui, e ancora di più, come esso possa servire ad arricchire la propria ricerca spirituale, deve essere l’unico punto di qualsiasi genuino interesse. E in ultima analisi, come ognuno di noi può essere utile ai nostri Dei e al nostro Popolo.

Fara meth Odin, ok megi Odin blessi thig alle!

WOTANSVOLK – FILOSOFIA ETNICA

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di Richard Scutari

Nella nostra società multi-culturale rapidamente in crescita, con le sue mode politicamente corrette, ogni segmento della popolazione è incoraggiato ad essere orgoglioso della sua eredità etnica – tutti tranne noi. Oggi c’è una lotta tremenda in corso, in Nord America e in Europa, contro ciò che di solito viene definito “razzismo”. L’aspetto ironico di tutto ciò è che noi, quelli di origine europea, sembriamo essere gli unici a combattere questa battaglia! È come se ci fossimo rivoltati contro noi stessi e stessimo cercando di mangiare le nostre stesse gambe. Come il proverbiale serpente che si divora la coda, non rendendosi conto di mangiare il proprio corpo, noi della Razza Bianca ci troviamo in una corsa autodistruttiva in discesa che può portare solo alla nostra totale dissoluzione. Quello che molti sembrano non capire è che l’avere rispetto della propria razza, e proteggere i giovani dalle influenze estranee, è stato ed è tutt’ora praticato dalla maggioranza delle popolazioni “non bianche” della Terra. È stata in gran parte la Razza Bianca, di discendenza europea, ad aver abbracciato, negli ultimi anni, questa campagna universalista di auto-distruzione, dell’ama-tutti-ma-odia-la-tua-razza. Le persone di discendenza europea devono rendersi conto che è giusto amare la propria razza. In caso contrario, la Razza Bianca, proveniente dall’Europa, è finita! La cosa assurda è che quando saremo estinti, il cosiddetto razzismo continuerà ad esistere tra le restanti “tribù” di questo pianeta; ci saranno sempre differenze razziali. Questo è un dato di fatto e prima ce ne rendiamo conto, meglio saremo in grado di vivere la nostra vita. Come con la razza, così con la cultura. Consigliamo vivamente di amare la propria cultura, e rispettare le altre. Nulla può toccare la nostra anima come una nave vichinga, una navicella spaziale Apollo, il calendario megalitico di Stonehenge, il Partenone greco, o una cattedrale gotica. Siamo orgogliosi del nostro patrimonio e le conquiste del nostro Popolo suscitano in noi un profondo senso di riverenza e rispetto. I nostri antenati hanno creato le meraviglie del mondo e le più grandi civiltà che l’uomo conosca. Essi hanno messo a punto filosofie sublimi, vinto malattie mortali, e compiuto atti di eroismo e di sacrificio che esaltano l’anima. I risultati della nostra Gente sono senza pari.

In Natura molte culture di diversa estrazione possono coesistere senza perdere il carattere distintivo e l’unicità della loro particolare “razza”. Di fronte a così ben visibili prove scientifiche del contrario, ci sono coloro che affermano, spassionatamente per i loro scopi particolari, che siamo tutti uguali. Negano a ogni gruppo razziale la sua specificità unica e lo derubano del suo carattere naturale. C’era un detto comune tra la nostra Gente che ormai non si sente dire più, “Ogni uccello fa festa al suo nido”.Ogni razza conserva la sua purezza etnica, coltiva il proprio genio, preserva il suo carattere distintivo a proprio vantaggio. Tutti i gruppi razziali si sono co-evoluti su questo pianeta, in linea con la Natura; hanno pianificato in base alla selezione naturale e alla sopravvivenza del più adatto. La differenza non deve, non dovrebbe, significare conflitto. Noi, come Wotanisti, non nutriamo odio contro un altro gruppo razziale in base al colore della sua pelle, ma piuttosto per il colore della sua mente e il preciso intento in essa contenuto contro il nostra Popolo, i nostri costumi, le nostre tradizioni, il nostro patrimonio, la nostra religione, e il futuro dei nostri figli. Ora, se un orso fosse una minaccia per noi, noi naturalmente avremmo un problema con quell’orso. Il conflitto non dipende dal colore dell’orso, ma piuttosto l’intento contenuto all’interno della mente dell’orso. I Wotanisti, come naturalisti, devono coesistere, anche se separati, con le creature della Natura e comprendere le dinamiche insite nel grande schema. Come un uomo ama i suoi genitori, sua moglie, i suoi bambini al di sopra di tutte le altre persone senza ridurre in questo modo il suo rispetto per i genitori e le famiglie degli altri, allo stesso modo abbiamo a cuore la nostra razza come nostra, senza diminuire il nostro rispetto per gli altri gruppi razziali. Noi non abbracceremo nessun estraneo al cancello che porta alla nostra anima.

LA NATURA DI UNA RELIGIONE DI POPOLO

metagenetica

di Stephen MacNallen

Nei paesi occidentali moderni, la religione è in gran parte una questione individuale. La gente medita o prega, cerca il miglioramento di sé, l’illuminazione spirituale personale, o trova la salvezza individuale. La religione è solo un insieme di credenze e pratiche, può essere scelta dal ricercatore con la stessa facilità con cui si compra una macchina nuova – e si cambia ancora più facilmente per una nuova.

Questa è una nuova nozione, che è aumentata in modo direttamente proporzionale alla nostra separazione dalla natura e dai nostri antenati. Per le persone che sono ancora nelle culture tradizionali, questa interpretazione egocentrica della religione è quantomeno strana.

Certamente tutti i sentieri spirituali o religiosi hanno una componente individuale che è valida e degna di essere perseguita. In America e nel resto dell’Occidente, tuttavia, spesso ci si concentra sull’individuo ad esclusione dell’aspetto collettivo. Questo non significa che noi non desideriamo le comunità; molte chiese di quartiere provvedono per questo aspetto ai propri membri, e questo ruolo di comunità è diventato ancora più vitale dal momento che le nostre famiglie si disintegrano sotto le pressioni della vita moderna.

Quello che gli Occidentali non capiscono è che le religioni di popolo – religioni native, religioni indigene, qualsiasi nome gli si voglia dare – sono legate a un particolare gruppo culturale e biologico… un popolo. La religione non è qualcosa di separato dalla vita del gruppo; anzi, è un’ulteriore manifestazione dell’esistenza del gruppo. La religione scaturisce dalla natura stessa del popolo ed è espressione della totalità della sua esperienza dall’alba dei tempi.

Le religioni di popolo sono profondamente ancestrali. Coloro che ci hanno preceduto, questi antenati e antenate del passato, sono ancora collegati alla tribù, o nazione. I legami di parentela trascendono spazio e tempo. Infatti, molti di noi che seguono la Asatru credono che gli antenati rinascono continuamente nella famiglia o nel clan. Vi è un intreccio di discendenza nel corso di tutte le vite e attraverso le generazioni. Siamo stati qui prima, insieme, in questo mondo. Non solo il sangue non è acqua, ma è più forte della morte e della distanza!

Da questo punto di vista, non è pensabile che la religione sia vista solo come un accessorio, qualcosa che deve essere messo via come un cappotto o un cappello. Piuttosto, la religione diventa una manifestazione della nostra vera essenza, una parte di noi come le nostre gambe o la nostra testa. Asatru non è ciò in cui crediamo, è ciò che siamo.

È naturale che noi cerchiamo il percorso spirituale che percorrevano i nostri antenati. Sul piano più terreno, siamo più simili a quegli antenati di quanto non lo siamo a chiunque altri. Noi portiamo la loro essenza. Qualcuno potrà tentare di razionalizzare questo osservando che ci sono tante cose negli esseri umani ad essere influenzate dall’eredità, e forse ciò è parte di questo, ma in ultima analisi la connessione è spirituale. Siamo legati a quegli antenati e ai nostri discendenti da legami speciali che non condividiamo con gli altri. Quando troviamo le vie del nostro popolo, scopriamo cose che non possiamo trovare da nessun’altra parte. Sono questi due fattori – l’attenzione sulla natura collettiva della religione come un contrappeso all’aspetto individuale, e l’importanza degli antenati – che distinguono le religioni di popolo dai costrutti moderni senza radici, artificiali.

L’Asatru non è solo una credenza o un insieme di pratiche, è l’espressione di chi siamo come uomini e donne di eredità europea.

LO SPIRITO GUERRIERO WOTANICO

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di Vjohrrnt V. Wodansson

Tra le tante parodie riguardanti questa presunta rinascita della tradizione primordiale del Wotanismo, sicuramente uno degli aspetti più contorti è la totale mancanza di spirito wotanico nell’uomo. Nel cammino guerriero degli Einherjar, i guerrieri senza paura scelti da Wotan hanno perso la pelliccia di lupo e la pelle d’orso lasciando il posto a un ben preciso e innaturale pensiero cristiano umanitario. Ogni traccia del dono del Padre di Tutto all’Uomo: l’Oend (soffio vitale) e l’Odhr (Furia) di suo fratello Hœnir, sono stati portati via da coloro che non vorrebbero mai vedere un vero uomo e la sua gente levarsi in piedi fieri sfidando i falsi valori decadenti e i dogmi imperfetti del Giudeo-cristianesimo. Il ponte per le sale dorate del Valhalla è stato chiuso e le Valkyrie non cavalcano più in cerca di caduti sul campo di battaglia, perché non c’è più nessuno che faccia la guerra al modo in cui un tempo facevano gloriosamente i nostri antenati e i loro padri prima di loro. In alto sul suo trono, il Dio da un occhio solo deve sicuramente essere ansioso di qualche notizia da Hugin e Mugin… la notizia di un risveglio eteno.

In sostanza, le tradizioni integrali dell’Etenismo Nordico, sia esso slavo, celtico, teutonico, ecc, hanno tutte in sé il percorso guerriero su tutti gli altri. Le antiche tribù barbariche conoscevano questo come un processo naturale nella vita di un uomo: la ricerca del risveglio del fuoco interiore immemore, il soffio vitale di Wotan. Si tratta di un innegabile istinto primordiale nell’uomo, quello di cercare di dimostrare il proprio valore non solo agli altri, ma prima di tutti a se stesso. Già fin da giovanissimo, al ragazzo era data la sua prima spada e venivano insegnate le arti del combattimento dal padre. Non appena un ragazzo si rende conto di poter morire e di avere anche il potere di dare la morte ad un altro, diventa un uomo. Nei nostri tempi moderni, ai ragazzi viene fatto il lavaggio del cervello in età molto giovane per perdonare, accettare, tollerare e amare senza restrizioni o discriminazioni. Questa NON è la via del guerriero. Perché non è nella natura dell’uomo “amare” e “tollerare” nella misura in cui ciò diventi una sua debolezza, che quindi riflette sulla sua gente. L’amore, la tolleranza, l’accettazione e il perdono non sono necessariamente sbagliati, ma bisogna essere selettivi su chi è il destinatario di questi valori. La natura profonda dell’uomo è combattiva e bellicosa. Wotan spesso ha cercato di creare conflitti tra clan solo per divertirsi nelle guerre degli uomini e ciò gli permise anche di vedere chi era fedele ai suoi insegnamenti e chi non aveva capito la via della spada.

Nel contemporaneo movimento “Asatru”, ci sono molti nostri simili che trascurano questo percorso d’onore. Si concentrano unicamente sull’aspetto essoterico del culto Asatru e trascurano l’essenza esoterica. Il vero “blot” è un elemento tradizionale della cultura pagana della nostra gente e un modo per comunicare con gli Dei e le Dee, ma il vero potere di qualsiasi rito di venerazione sta nel suo simbolismo primordiale. Anche senza riti, costumi, persino parole, la potenza del rito è ancora schiacciante e il suo significato iniziale ancora compreso da Dei e Dee. E una parte importante di questa tradizione esoterica è il percorso del guerriero. Per il vero guerriero, le battaglie non si vincono solo sul campo di battaglia, ma nell’anima, nel cuore e nello spirito. La più grande battaglia che si potrà mai combattere non sarà mai contro un nemico umano, che dopo tutto è semplicemente “umano”, ma contro la propria capitolazione dinanzi al percorso scelto. L’Einherjar segue una strada molto solitaria e difficile, piena di imboscate continue e tradimenti. Si tratta di un percorso volontariamente scelto e, una volta intrapresa questa strada pericolosa, non si può tornare indietro, poiché ne va del proprio orgoglio e onore.

Per l’uomo moderno non ci sono sfide, non ci sono grandi guerre, e nessuna missione onorevole che possa risvegliare l’antico fuoco. L’uomo di oggi è troppo impegnato a guardare il calcio, guidare auto sportive, vantarsi delle sue conquiste sessuali ed essere solo pigro, puro e semplice. Ogni virilità e traccia di virilità è sparita. Sostituita da attributi femminili come la morbidezza e la sensibilità. E qui NON sto svalutando le nostre sorelle etene, ma affermo semplicemente un dato di fatto. Questi attributi, come la sensualità, la maternità, riguardano il lato femminile e tutto l’aspetto lunare della natura femminile. L’uomo è una rappresentazione solare di quella natura primordiale.

Il mondo pacifista in cui viviamo cerca con tutti i mezzi possibili di rovesciare, e anche peggio, incrociare queste nature, cercando di fonderle insieme in modo da eliminare ogni traccia di ciascuna. Il fine è riconquistare l’essere androgino originale. Questo è assolutamente intollerabile per ogni vero uomo e donna del nostro Popolo. Non possiamo negare la nostra natura. Possiamo solo trascenderla. Ci sono molti esempi di nostri simili auto proclamati Asatru che hanno condannato ogni approccio violento o combattivo delle tradizioni etene. Alcuni arrivano persino al punto di accettare Cristiani e non-Ariani nei loro kindred. Alcuni gruppi sostengono la tolleranza in rete e cercano di ritrarre il Paganesimo Integrale come una religione hippy di amore che adora la natura. Questo è il moderno approccio di molte “tradizioni” neo-pagane, molti movimenti pseudo-pagani che promuovono apertamente l’omosessualità e il consumo di droga e credono che camminare a piedi nudi nel bosco li renda “un tutt’uno con la natura” e le loro droghe allucinogene li aiutino a comunicare con Diana, Pan o chiunque altro. Questi gruppi che dichiarano di essere veri seguaci delle antiche vie, attaccano i Wotanisti tradizionali con false accuse di pervertire l’essenza della Fede, quando in realtà sono loro che la stanno sovvertendo in una religione umanitaria/universalista. Gli antichi vichinghi erano conquistatori e guerrieri senza paura che non mostravano alcuna pietà verso i loro nemici e non facevano assolutamente proselitismo per la fede dei loro padri tra le altre razze. Persino in Europa gli antichi Vichinghi non hanno imposto le loro credenze ad altri europei, perché le vie del Nord non erano e continuano non essere destinate a tutti. Quando si guarda al pantheon norreno, molte delle divinità principali, come Wotan, Thorr, Tyr, Heimdall, e anche la bella e sempre temibile Freiya e le sue Valkyrie, tutti loro, maschi e femmine, hanno un punto centrale che li unisce: LA GUERRA! Il combattimento, la difesa, tutti aspetti di natura bellicosa. Quindi, come può questa più essenziale tradizione pagana diventare così temuta e vergognosa oggi giorno?

Lasciare che l’antico fuoco interiore vada spegnendosi, comporterà solo l’indebolimento del vostro spirito e di quello della vostra gente intorno a voi. Quella fiamma che brucia alta nei cuori del vero popolo è l’essenza stessa dello spirito del nostro popolo. Il fuoco primordiale è combinato al ghiaccio primordiale rappresentato dalla nostra freddezza: la nostra dissociazione dalla decadente e malconcia fede giudaico-cristiana. Loro cercano di diffondere la loro fede come una piaga in tutto il mondo e schiavizzare il maggior numero possibile di poveri esseri umani dormienti e ignari, mentre noi dovremmo sforzarci di tenere i nostri modi per noi stessi e aprire i nostri cuori soltanto, e molto selettivamente, a certi individui orgogliosi che hanno sentito la chiamata del corvo. È inutile cercare di risvegliare tutte le menti insonnolite dal loro lungo torpore, i venti del Nord canteranno a loro solo quando saranno pronti e degni di decifrare il loro nome nella loro musica. Per la maggior parte di loro, una morte senza onore li prenderà molto prima. Diversamente dal dio dei deboli, Wotan non si cura della quantità; un milione di deboli vigliacchi non potrà mai corrispondere a un centinaio di Einherjar orgogliosi e forti. Perché attraversare Bifrost e vivere per sempre nelle Sale di lance e scudi d’oro dove verità, valore e coraggio sono considerati come segno distintivo dell’anima nobile, è un onore che sarà concesso solo ai guerrieri.

È imperativo rimettere in prospettiva i veri principi del culto wotanico. Le vie della pace sono per coloro che abbandonano la lotta, che voltano le spalle al loro popolo e alle memorie dei loro antenati. Quei “neo-pagani” fai da te stanno offuscando la purezza della Fede. Il “neo” va contro la tradizione ed è quindi un insulto alle credenze della nostra gente. Quello che fanno è diluire l’essenza e piegarla in qualcosa di accettabile e interessante per le masse. La nostra strada è quella della guerra, a livello fisico e spirituale. Noi muoviamo guerra contro coloro che vorrebbero negarci la libertà di vivere la nostra vita come i nostri padri. Di essere orgogliosi della nostra eredità, della nostra cultura e del nostro sangue. Di difendere le nostre tradizioni, la nostra gente e la nostra Fede. Di onorare le 14 parole, e di essere uomini e donne di integrità e onore in un mondo privo di entrambi. Di essere guerrieri.