ESSENZA DEL WOTANISMO

Wotan's Eye

di Else Christensen

Gli scopi e i principi fondamentali della nostra formulazione del Wotanismo si possono ben dividere in quattro aspetti: Biologico, Storico, Spirituale e un commento sul Comunitario.

Biologico: Una religione, una cultura, non nasce dall’aria leggiadra. Non si può creare una religione. Essa è la fioritura di una razza di persone. È scritta nei nostri geni. Ciò di cui abbiamo bisogno è un nuovo senso di apertura verso il nostro passato: in questo caso, non il nostro passato storico, ma il mondo degli archetipi che vivono dormienti nel nostro inconscio. Questi possono essere raggiunti solo attraverso un contatto intimo con il nucleo razziale del nostro organismo. La pietra angolare della nostra fede deve essere la razza.

Storico: Nel millennio passato, con rare eccezioni, la storia del nostro popolo come entità distinta è stata soppressa, trascurata e riscritta. Il nostro compito su questo fronte deve essere duplice: (1) portare alla luce i contributi dell’elemento razziale indoeuropeo (ariano) nella storia dell’Occidente fino al presente. (2) Un approfondito revisionismo storico che mostri come la nostra storia è stata ed è ancora distorta.

Spirituale: purtroppo rimangono poche fonti scritte (la trasmissione orale tra le popolazioni contadine dell’Europa è scomparsa nei secoli scorsi), poiché la nostra tradizione come l’Edda e le Saghe sono solo frammenti trasmessi da censori cristiani e sono di una data molto tardiva. È qui che dobbiamo adottare un atteggiamento ampio rispetto alla tradizione pan-indoeuropea se vogliamo tentare una ricostruzione. Studi comparativi ci hanno già rivelato i legami stretti tra, ad esempio, il concetto germanico di Destino (wyrd) e il karma sanscrito, o tra dèi come Thor e Indra. Il Rig-Veda (la più antica Scrittura Ariana riportata) potrebbe essere una miniera d’oro se intelligentemente esaminata. Come Janus con un volto girato verso il nostro passato, c’è molta speranza di riappropriarci, per la nostra epoca, del nostro patrimonio perduto.

Comunitaria: Un solo uomo che invoca gli dei che da tempo hanno svolto un ruolo attivo nella storia è un buon candidato per uno dei nostri istituti mentali. Deve esserci una comunità, una tribù. Solo allora gli dèi si manifesteranno come la Volontà collettiva. La parola scritta può essere solo un passo in questa direzione. Alla fine ci deve essere un contatto diretto tra individui, celebrazioni comunitarie di riti, festività, ecc. Forse anche una comune sperimentale potrebbe essere istituita per un certo tempo, che segua la nostra visione, naturalmente.

Quando guardiamo al Wotanismo come la nostra filosofia religiosa riconosciamo nell’idea di parentela uno dei componenti fondamentali. Questa nostra sensazione ha due temi principali, una è la somiglianza biologica degli individui che provengono dallo stesso ceppo razziale; l’altra è l’affinità spirituale sentita da ogni persona che riconosce un intimo contatto personale con il passato tribale. La pietra angolare della nostra fede deve essere la consanguineità.

Quando consideriamo il tema biologico, abbiamo molte fonti moderne da cui attingere, come le opere di Sir Arthur Keith, Robert Ardrey, Konrad Lorenz, Charlton Coon, Edward O. Wilson e altri.

In questi libri sono descritte sia le scoperte degli autori stessi che quelle di molti altri scienziati, tutti concordanti sul primato delle peculiarità ereditate di tutti gli organismi viventi, dalle creature più basse ai mammiferi superiori, finendo con l’uomo più avanzato. E anche nella sua posizione elevata l’uomo deve seguire il suo destino biologico; egli non può porre se stesso al di fuori dei principi della vita, ma deve camminare nel percorso che gli è stato dato dalla nascita.

Tuttavia, quando guardiamo al contatto con il nostro passato tribale, la questione diventa più complicata. Una ragione è che qui ci occupiamo di emozioni e, a causa delle qualità soggettive di questi sentimenti, non si possono descrivere completamente ma devono essere vissute, devono essere vissute come parte integrante di tutto il nostro essere.

La nostra storia tribale non ha avuto l’attenzione che avrebbe dovuto meritare; la maggior parte dei membri del nostro popolo non sa chi siamo, da dove siamo venuti o su quali qualità è stata costruita la nostra cultura, in modo più che generale. Spesso credono, erroneamente, in quella del popolo ebraico e nel credo cristiano.

Le cose non stanno così e la comprensione di tali questioni si basa su una forte consapevolezza etnica che va fino alla nostra anima di popolo; i fatti storici che dimostrano questa coscienza profonda devono essere strappati da molte fonti diverse e non sono tutte in un libro facile da comprendere. Ma questo è il modo in cui Wotan si manifesta; la nostra filosofia religiosa si basa sia sui fatti che sui sentimenti, sulla testa e sul cuore – su Wotan e Balder.

Quale deve essere, dunque, il nostro “programma”? Abbiamo già dimostrato che la nostra filosofia religiosa assume aspetti biologici e spirituali, ma il Wotanismo non è una religione da un giorno alla settimana; è un modo di vivere e quindi riguarda tutte gli aspetti dell’esistenza. Uno di questi è l’istruzione e il modo in cui la nostra storia tribale è trasmessa sia nelle scuole che attraverso i vari segmenti dei media, del mondo dell’intrattenimento e altre fonti di natura simile.

Da un punto di vista pagano la storia passata del nostro popolo è stata vista attraverso le lenti color giudeo-cristiane e per questo ha avuto una falsa rappresentazione. I nostri storici e gli altri scienziati devono scavare in profondità e trovare un quadro giusto e ragionevole del nostro passato. Non vogliamo una versione romantica, non stiamo cercando una dissimulazione; al contrario, vogliamo una vera rappresentazione del bene e del male, del modo in cui i nostri popoli si sono sviluppati e quello che abbiamo fatto di buono (e perché), e dove abbiamo sbagliato.

Solo in questo modo possiamo imparare dalla storia in modo da non continuare a fare gli stessi errori più e più volte. Solo in questo modo possiamo seguire il principio di Nietzsche per cui questo arguto pensatore intendeva che ogni generazione deve superare quella precedente, deve superare i suoi predecessori sulla scala delle realizzazioni umane; solo in questo modo possiamo diventare ‘uomini migliori’.

Questo non è così difficile come può suonare, perché in realtà è solo quello che abbiamo appena suggerito – apprendere dall’esperienza e aprire così le nostre menti a nuove comprensioni e approfondimenti, basati su informazioni effettive e valutazione razionale.

Ancora un altro aspetto del Wotanismo, e molto importante, è lo spirito comunitario. Qui abbiamo, come punto primario nella nostra etica, un consiglio dall’Havamal, il vecchio codice di condotta, che dice:

“Al proprio amico deve l’uomo essere amico a lui e al suo amico. Ma all’amico del proprio nemico non deve nessun uomo essere amico.”

“Una strada assai tortuosa porta a un cattivo amico anche se abita lungo la via. Ma a un buon amico conducono strade diritte anche se si è stabilito più lontano.”

Noi poniamo una priorità su questo legame di amicizia e sentimento di appartenenza allo stesso gruppo e suggeriamo fortemente che i Wotanisti formino gruppi locali laddove possibile sotto la Fratellanza Wotanista, esattamente per le finalità dichiarate: rafforzare deliberatamente e consapevolmente il legame di comunione tra tutti i membri del popolo e legare insieme in un blocco solido coloro che hanno riconosciuto e accettato la loro identità etnica. In questo modo ci sentiremo più forti e saremo in grado di rendere gli altri nostri simili consapevoli della nostra origine comune e del nostro unico patrimonio culturale e biologico.

Annunci

ELOGIO DI DAVID LANE

davidlane

di Richard Kemp – Bruder Schweigen

La tradizione nativa americana dice che il gufo è portatore di morte. Io non credo a questa superstizione, quindi quando ho visto un gran gufo cornuto fuori dalla mia finestra nella notte del 27 maggio, non mi stavo rendendo conto di aver perso un caro amico, un camerata fidato e un eroe del nostro popolo, David Eden Lane. Quando un uomo diventa una leggenda vivente, ci si dimentica che è mortale e possiede molte delle stesse passioni del resto di noi.

Molti di voi non sanno che era un pugile, o che era un golfista professionista che ha giocato in vari campi da golf nell’Ovest. Quando lo conobbi, lavorava per un’agenzia immobiliare. Era il classico laureato di mezza età che amava ballare con le signore nei country club e nei bar western nel fine settimana, e aveva una speciale capacità di rimorchiare donne scatenate.

La prima volta che lo incontrai, una sua amichetta lo stava inseguendo con una spada e intendeva infliggere gravi danni fisici alla sua persona. Ci sono voluti tre uomini ben piantati per disarmarla. Ho pensato: questo tizio che vive una vita al limite, forse può insegnarmi un paio di cose.

Anche se David aveva una lingua d’argento ed era un gran parlatore con le signore, non ostentava mai nulla. Ha vissuto con la sua valigia per tutto il primo anno che l’ho conosciuto. In quel tempo, dormiva spesso nel divano letto di qualcuno, o alloggiava in stanze di motel a buon mercato. Indossava pantaloni casual o jeans e una camicia coperta da una giacca a vento. Come trasporto, guidava una VW rotta senza cilindrata. Una volta me l’ha fatta guidare fino a un negozio, e giuro, ho tenuto l’acceleratore premuto al fondo solo per fargli fare 80 Km/h sull’autostrada. Sì, amici miei, anche se non aveva molti soldi e ricchezze, quell’uomo era un principe. Come sacrificio personale, si è astenuto da ogni bene materiale e ha dedicato il suo cuore e la sua anima a combattere per una razza morente.

David era il più infervorato nelle sue convinzioni. Non aveva paura di esprimere il suo pensiero verbalmente come nei suoi numerosi scritti. Era aderente alla scuola di pensiero del “con qualsiasi mezzo necessario”. Ha combattuto per la nostra gente con penna e spada – anche se è stata la penna a rivelarsi la sua arma più grande. Ha scritto gli “88 Precetti” ed è stato lui a coniare le 14 Parole. Il titolo del suo libro Deceived Damned and Defiant (Ingannato, Condannato e ancora Sfidante), riassume in sole tre “D” come il signor Lane vedeva il mondo. Nella mia mente, la sua sfida è ciò che perverrà sempre nei miei ricordi di lui. David ha sfidato con ogni fibra del suo essere. Anche quando lo hanno privato della libertà e lo hanno chiuso in una delle prigioni di massima sicurezza degli Stati Uniti, ha continuato a torcere il naso alle autorità con il suo fervore. Anche se doveva temperare la matita sul pavimento in cemento della sua cella, ha continuato a scrivere e influenzare il nostro popolo in mezzo mondo.

C’è un enorme vuoto nel mio cuore sentendo del passaggio del signor Lane. Vorrei onorare l’uomo con alcune parole e condividere con voi alcuni ricordi in modo che sappiate come ha vissuto quest’uomo, che è morto in questo modo e ha lasciato una grande immagine nei nostri cuori. La notte che abbiamo sentito parlare del suo passaggio, c’erano circa 40 ragazzi nel nostro cortile e lo hanno onorato con un momento di silenzio. Mentre nella mia mente scorrevano i ricordi dell’uomo, il mio sguardo si era fissato su un uccello rapace che si stava alzando sopra i campi nelle vicinanze. Tanti piccoli uccelli neri lo inseguivano cercando di beccargli le penne della coda, inseguendolo. Ho pensato: quale metafora perfetta. David Lane era come quel rapace, che saliva in cielo; e tutti quei piccoli uccelli spaventati, che non riuscivano a capire lui o la sua natura, gli beccavano dietro per cercare di allontanarlo.

Ricordo che David mi disse di essere cresciuto nella città rurale di Aurora, Colorado. Era nato in un bungalow circondato da campi di grano con le maestose Montagne Rocciose che si stagliavano all’orizzonte. Mentre parlava di questo, immaginavo questo contesto rurale dove i contadini seminavano e immagazzinavano il cibo bevendo il caffè nero, parlando di come il tempo avrebbe influito sulle colture della stagione.

Una volta, quando David e io stavamo passando per Denver, decise che, essendo nelle vicinanze, avremmo deviato per farmi vedere la sua città natale. Ricordo che David sembrava aver perso la strada. C’erano blocchi su blocchi di sviluppo urbano, nuovi condomini e centri commerciali. Improvvisamente, l’area in cui era cresciuto era diventata sconosciuta per lui. Dove una volta c’erano campi di grano maturo – ora c’era una giungla di cemento piena di volti stranieri. Mentre giravamo in un quartiere di strade riempite di rifiuti disseminati, di bottiglie rotte e pannolini sporchi nei marciapiedi, graffiti di gang segnavano gli edifici e giovani ispanici seduti agli angoli di strada facevano i duri. Rallentammo ad una sosta e David fissava la casa della sua giovinezza. Ho visto le lacrime bagnargli gli occhi.

Le finestre di quella piccola casa erano abbandonate e i graffiti rovinavano l’edificio. Un grande segno di costruzione davanti alla casa indicava che la proprietà sarebbe stata trasformata in un campo da calcio. Già alcuni giovani ispanici stavano giocando a pallone in un campo secco dietro la casa. Ritornando ad allora, mi rendo conto che quello è stato un momento spartiacque che ha ulteriormente rafforzato la passione e l’impegno di David Lane.

Mi dispiace davvero per il fatto che David sia dovuto morire in prigione – lontano da famiglia, amici e cari. Quest’uomo meritava di meglio. Proprio come con la sua casa natale, probabilmente qualche ufficiale avrà avuto un cestino fuori dalla porta della cella in cui è morto. Probabilmente ha gettato la maggior parte degli oggetti di David nel cestino, cancellando le ultime tracce di un grande uomo che moriva così.

Con un po’ di fortuna, alcuni oggetti saranno impacchettati e inviati ad un membro della famiglia o ad un amico. Poco sa quel dipendente del governo del fatto che l’uomo i cui oggetti stava buttando nel cestino è stato un eroe del nostro popolo da inserire tra i titani della nostra gente in Nord America: Robert Miles, il Reverendo Butler, il Dottor Pierce e Robert J. Mathews. Potranno procedere e buttare via i suoi oggetti preziosi. Quello che gli è mancato in beni materiali, sicuramente lo ha compensato con la ricchezza dell’eredità che ha lasciato. Penso alla scena del film il 13° Guerriero, quando il capo della banda di Vichinghi sta morendo e lamenta di non possedere beni mondani degni di un re, ma se una persona dovesse raccontare la sua storia sarebbe davvero ricco. Posso assicurarvi che David Lane è un uomo molto ricco, perché noi racconteremo la sua storia ai nostri figli e ai nostri nipoti.

Sospetto che il potere possa ora sentire un senso di giustificazione se non di sollievo per i suoi tentativi di zittire e soffocare quest’uomo che è rimasto un bastione di opposizione fino alla sua morte. A prescindere dagli ostacoli posti davanti a lui con l’incarcerazione restrittiva, David è rimasto un faro di integrità, passione e carattere che ha ispirato i nostri popoli in tutto il mondo e continuerà a farlo nell’immortalità delle sue parole e dei suoi insegnamenti – molti dei quali sono diventati le basi del nostro credo.

Ricordando il mio amico David Lane, chiedo solo che quelli di noi che oggi si affliggono non disonorino la sua vita né ignorino il suo impegno per la causa dimenticando il coraggio di quest’uomo e il sacrificio che ha fatto sia prima che dopo la sua carcerazione. Quello che personalmente porterò nel mio cuore fino ai miei ultimi giorni è l’amore eterno che David ha avuto per il suo popolo e il fatto che, nonostante gli sforzi fatti da altri per ridurre e abbassare quell’amore, sia rimasto fedele e costante anche quando ha esalato il suo ultimo respiro. Ricordate, se non altro, che David Lane ha vissuto ed è morto nella lotta per assicurare la futura esistenza nostra e dei nostri figli, e non posso pensare a parole più appropriate di quelle dell’Havamal:

Muore il Bestiame, Muoiono i Parenti, Tutti gli Uomini Muoiono.

Una Cosa Conosco che non Morirà Mai, la Fama delle Gesta di un Uomo Morto.

Non ti dimenticheremo mai!

Scritto da Richard Kemp nei giorni in cui si spegneva David Lane, eroe immortale del Popolo e Profeta del Wotanismo.

IL CUORE DEL WOTANISMO

Wotansvolk

di Ron McVan

È stato detto che l’uomo perde il senso di orientamento quando la bussola della sua anima non è magnetizzata da una grande stella umana nell’orbita della sua esperienza. Questa verità è stata intuitivamente intesa negli ambiti della letteratura e della religione. Quando cerca la guida spirituale, l’uomo può seguire il suo percorso personale attraverso la Natura, la scienza o la filosofia o gravitare attorno a un determinato ideale religioso che si adatta meglio alle sue esigenze. Sappiamo che l’uomo come essere umano, inevitabilmente, ama. Mettendo via tutti gli ostacoli e le distrazioni quotidiane della vita, cos’è che l’uomo cerca veramente? Per prima cosa l’amore, perché senza di esso, come umani, ci sentiamo vuoti e incompleti. La seconda sarebbe certamente la necessità di conoscenza e di illuminazione spirituale come mezzo per sollevarsi da un mondo fisico di sopravvivenza apparentemente inutile, al fine di acquisire una maggiore coscienza e quindi una migliore comprensione del cammino delle nostre anime e dell’universo di cui siamo parte.

Negli ultimi anni del XIX secolo molti europei si ritrovarono risvegliati alle loro religioni pagane etniche ancestrali. Questo passaggio dal pensiero religioso tradizionale si è tradotto in parte con l’interesse di approfondire i misteri e con la necessità di legarsi ancora una volta alle proprie radici ancestrali, cosa alla quale il Cristianesimo e le altre religioni orientali straniere non potevano provvedere. Le due religioni europee pagane che sono tornate in rilievo con l’impatto più profondo e duraturo sono il Wotanismo teutonico e il Druidismo celtico, che insieme soddisfano i bisogni spirituali di tutti gli Europei del mondo occidentale. La religione del Wotanismo è stata a lungo conosciuta come religione guerriera, e sebbene quella descrizione sia abbastanza calzante, è equilibrata anche con una profonda spiritualità che rispetta e pratica i principi dell’amore, della compassione, della generosità, dell’etica alta e delle nobili virtù, e il massimo rispetto per la Natura. Nel Wotanismo si riconosce che qualsiasi religione che non provenga dal proprio popolo, dai propri costumi e dalla propria cultura, o che non contenga la forza sufficiente per difendersi e sostenersi, è una religione suicida!

Con la sua riverenza verso l’alta etica del guerriero, il Wotanismo è spesso frainteso come una religione maschile dominante, tutta orientata alla battaglia e al macho-guerriero e priva di qualsiasi sensibilità, amore o sentimento. In superficie, con tutta la sua esteriorità vichinga, è comprensibile che il Wotanismo possa essere percepito in questo modo. Tuttavia occorre solo sondare un po’ più in profondità per scoprire che non è così, e che il Wotanismo come percorso spirituale è in perfetto equilibrio. I Cinesi hanno definito l’equilibrio degli estremi opposti come “Yin e Yang” e hanno creato un simbolo per rappresentare l’essenza visibile di quell’equilibrio, che rimane forse il simbolo più perfetto per esprimere quella armoniosa unione di estremi opposti.

Troviamo simili interpretazioni forvianti sulle molte e antiche tribù europee, che sono state ritratte come dominanti maschili, quando in realtà la donna era il centro stesso della famiglia e della vita tribale. Gli uomini combattevano fino a una sanguinosa morte per la sicurezza e la protezione della moglie e della famiglia, allevavano e cacciavano per sostenere la famiglia e costruivano case per la loro preziosa famiglia, spesso dietro indicazioni delle mogli. L’universo della donna era la casa e la crescita della famiglia. La donna era, ed è, il nucleo stesso dell’unità familiare!

In realtà la donna aveva il compito più importante di tutti. Preparare i suoi figli ad affrontare le molte sfide e le dure realtà della vita era certamente un lavoro a tempo pieno e impegnativo! Le donne dei tempi antichi erano evidentemente molto più forti rispetto alle donne di oggi. Erano in gran parte responsabili della preparazione dei loro ragazzi nel diventare guerrieri competenti tanto quanto il padre. Per esempio, le donne troiane avrebbero spedito i loro ragazzi alla guerra e alla partenza dicevano loro: “Torna vittorioso con il tuo scudo o sopra di esso!” In quei giorni di sanguinosi combattimenti corpo a corpo, solo un genitore strano e delirante, con un desiderio di morte per suo figlio, gli avrebbe detto, mentre lasciava la casa per andare in guerra: “Ah, comunque, figliolo, non dimenticare di porgere l’altra guancia, e ama il tuo nemico!” Quando una religione sconvolge o in ultimo nega ai suoi seguaci la libertà di seguire i propri istinti naturali di autoconservazione, preferendo che siano pecore e agnelli, allora quella religione sta sicuramente preparando la strada per la loro inevitabile fine ed estinzione!

Ci sono momenti di guerra. Ci sono momenti di pace. Ci sono momenti per l’amore. E sì, ci sono tempi anche per un giusto odio. Il pericolo dell’odio è che può fare agire con l’emozione e l’irrazionalità del pensiero. In tempi di odio bisogna rimanere razionali e agire con fermezza. L’intelligenza e la pazienza sono forse il mezzo migliore per bilanciare la giustizia. Più comprendiamo le nostre emozioni, meno eccessivi saranno i nostri appetiti e desideri. L’uomo deve trovare l’equilibrio in se stesso, tanto quanto la religione deve trovare il suo centro perfetto di equilibrio.

Il Wotanismo è fondato sulla forza del carattere, la conoscenza, i poteri della volontà e dell’illuminazione spirituale, ma allo stesso tempo comprende la vitale e necessaria validità dell’amore e della compassione. Più importante per qualsiasi Wotanista è l’amore per la famiglia, il proprio popolo e la Natura. I Wotanisti sono liberi pensatori e non ottusi. Come molti dei loro simili pagani, sono amanti della conoscenza, della poesia, della danza, della musica, dell’arte, della bellezza e della spiritualità. Il Wotanismo ha un equilibrio nel rispetto e nel culto degli dei e delle dee. Quando le donne moderne familiarizzano di più con il percorso spirituale del Wotanismo, potranno trovare molte cose che si confanno ai loro interessi femminili e un’abbondanza di divinità femminili. Nel Wotanismo il femminismo e lo sciovinismo non sono incoraggiati. Sia l’uomo che la donna dovrebbero sempre essere ugualmente rispettosi l’uno dell’altra perché, diciamolo, in molte cose sono uguali, e divinamente progettati l’uno per i bisogni dell’altra e viceversa! Senza l’altro non siamo mai veramente interi. Tutto ciò che può portare un uomo e una donna a odiare il loro sesso opposto è semplicemente una malattia della mente! Il fatto che il femminismo e lo sciovinismo prosperino oggi nel mondo moderno è il risultato della società discordante, malata e squilibrata a cui ci siamo abbandonati. Gli uomini e le donne sono stati progettati per amarsi e confortarsi a vicenda e produrre bambini attraverso la perfetta unione divina dell’amore fisico e mentale. Senza “Amore” non c’è vita che valga la pena vivere! L’amore è praticamente l’armonia, ma occorre un momento per considerare cosa produce l’amore in sé: bontà, pace, prosperità, tranquillità, felicità, successo, sicurezza, gioia, bellezza, felicità, pazienza, perseveranza, saggezza, conoscenza, verità, luce, comprensione, compassione, giustizia, generosità, carità, altruismo, onestà, fermezza, salute, purezza, giovinezza, vita e perfezione – tutte condizioni sempre meno osservate dalla maggior parte delle persone nella nostra moderna società di oggi.

Tante chiese si riempiono ogni domenica e parlano sempre di come siano gentili e amorevoli, poi trascorrono il resto della settimana agendo come diavoli! Con l’aiuto delle sue chiese, l’uomo ha sviluppato un’immagine molto distorta di se stesso. Se gli esseri umani sono stati progettati per essere creature amorevoli, avremmo eliminato la guerra e il tradimento migliaia di anni fa! Le persone sono inclini a pensare ai Vichinghi come barbari violenti, ma in realtà il mondo in cui viviamo oggi è dieci volte più violento e spietato dell’epoca Vichinga o di qualsiasi altra epoca precedente. Il Wotanismo, deve essere chiarito, non nasce nei 300 anni di epoca vichinga, ma ha migliaia di anni. Lo scrittore spirituale mistico Vernon Howard fa un punto interessante su questo argomento quando afferma: “La maggior parte delle discussioni sull’amore sono proprio questo: discussioni. Un uomo si deve comportare secondo il suo livello di sviluppo psichico. Nessuno può comportarsi secondo un livello di amore più alto del livello che possiede. Ma ci si ricordi che gli esseri umani sono molto astuti con le apparenze esteriori dell’amore, quindi non fatevi ingannare: lavorando su se stesso, un uomo può elevare il suo livello di amore. Poi si comporterà diversamente, con più compassione genuina. Quello è un obiettivo del percorso mistico. Vogliamo elevare la nostra compassione aumentando il nostro livello spirituale”.

L’aldilà nel Wotanismo come tradizionalmente descritto nella mitologia, si sviluppa intorno alla Grande Sala vichinga del Valhalla, coperta di scudi di battaglia e adornata da molte lance. Sarebbe facile per le donne di oggi avere la sensazione che il Valhalla sia completamente orientato verso l’uomo come descritto nei film di Hollywood che distorcono grossolanamente la realtà del Valhalla in un gruppo di guerrieri selvaggi che girano attorno a un tavolo a bere corni di idromele con il potente Wotan. Il Valhalla, scevro delle interpretazioni hollywoodiane e mitologiche, è semplicemente un piano spirituale più alto dell’esistenza vissuta qui a Midgard (terra), che è il regno inferiore della carne corporale e della materia. Quando nei libri si legge di guerrieri che sono tenuti a provare se stessi in battaglia prima di poter sperare di entrare nel Valhalla, anche questo può diventare abbastanza fuorviante. Non tutti devono combattere un’epica battaglia eroica su un sanguinoso campo di battaglia per dimostrare il loro valore nel Valhalla. Le battaglie possono essere di natura molto diversa. Può essere una cosa molto comune, come combattere una malattia o lavorare duramente per provvedere alla propria famiglia, o un atto di beneficenza per coloro che hanno bisogno, una vita vissuta in onore e integrità o un qualsiasi numero di azioni giuste. Il fine è semplicemente essere coraggiosi, impavidi, onorevoli e intelligenti in tutte le proprie azioni, prove e tribolazioni qui a Midgard. Come dice il principio wotanista di base: “Opera nel giusto e non temere nessuno!”

Proprio come nella famiglia e nella tribù, il femminile e il maschile devono sempre trovare un perfetto equilibrio, e quando si tratta della religione non è diverso. Nel Cristianesimo, i Cattolici hanno mantenuto gran parte delle loro tradizioni pagane perché hanno capito che era necessario. Sapendo che in una religione si deve avere un equilibrio di polarità maschile e femminile, hanno reso la loro Vergine Maria essenzialmente una dea femminile appropriata per bilanciare la figura maschile di Gesù. Dall’altra parte i Protestanti adorano solo il maschile e si attengono alla linea biblica semitica secondo cui le donne sono inferiori agli uomini e devono vivere solo come servitori del maschio. Così, la religione protestante rimane pesantemente asimmetrica. Kahlil Gibran ha fatto questa attenta osservazione sulla sacra figura della madre: “La parola più bella sulle labbra dell’umanità è la parola ‘Madre’, e l’invocazione più bella è ‘Mia madre’. È una parola piena di speranza e amore, una dolce e gentile parola proveniente dalla profondità del cuore. La madre è tutto – è la nostra consolazione nel dolore, la nostra speranza nella miseria e la nostra forza nella debolezza, è la fonte dell’amore, di misericordia, simpatia e perdono. Chi perde la madre perde un’anima pura che lo benedice e la protegge costantemente”. Lo stesso vale per la dea madre. Il mondo che conosciamo è un miscuglio di energie maschili e femminili che scorrono e negarne uno vuol dire negare la legge universale inequivocabile della polarità.

Il Wotanismo non spinge la sua gente a conformarsi a qualche dogma a priori o a coltivare paure innaturali se essi andassero troppo lontano dalla legge divina, per cui certamente bruceranno in un terribile inferno per sempre! Né grava nessuno dell’idea crudele e altamente innaturale per cui tutti gli esseri umani nascono peccatori! Come se un bambino appena nato conoscesse la differenza tra il bene e il male! Nel Wotanismo sono presenti codici di etica buoni e pratici che servono come suggerimenti, verso valori e virtù che possono generare sani e coraggiosi tratti di carattere secondo cui vivere. Questi codici etici vengono tramandati dai nostri saggi antenati e conosciuti e correlati alla legge divina dei nostri dèi etnici tribali. Forzare qualcuno a conformarsi ad un insegnamento tramite la paura è estremamente innaturale e produce risultati innaturali.

Si troverà infinito spazio per l’espressione nell’arte e nella bellezza sia nel Wotanismo teutonico che nel Druidismo celtico. Le arti svolgono un ruolo estremamente importante in qualsiasi religione o comunità di popolo. Le arti servono a ispirare e stimolare gli alti ideali di amore per la bellezza e l’armonia, fornendo infinito piacere al pubblico. L’artista F.W. Ruckstull (1925) ha fatto questo commento saliente sul tema dell’arte: “L’arte come nessun’altra cosa, crea ricchi ideali di scelta del compagno tra uomo e donna, insegna agli uomini e alle donne ciò che è bello e ciò che non lo è, cosa scegliere e cosa rifiutare l’uno dell’altro, e la selezione di un compagno tra l’uomo e la donna è la causa suprema dell’ascesa o del declino razziale. L’Arte crea i nostri ideali assoluti di bellezza umana e di eccellenza interiore. E i nostri ideali di bellezza e di eccellenza interiore determinano la base di tutta l’evoluzione e la selezione dei partner. La bellezza è quindi la bandiera fiammeggiante della Natura per la sua evoluzione. E se, come abbiamo visto, gli ideali della bellezza fisica possono, attraverso la scelta del matrimonio, cambiare i volti degli uomini, così anche la bellezza morale, con lo stesso processo, cambia la mente e il cuore degli uomini. L’arte è quindi il più alto contributo dell’uomo al processo evolutivo”.

I Wotanisti non vivono in un vuoto come tribù e ciechi verso il mondo in generale. Il futuro di tutta l’umanità, del pianeta e di tutte le creature viventi sono una responsabilità vitale che non può essere ignorata. Forse abbiamo ereditato un mondo di discordia, ma non dobbiamo rimanere così, perché non è possibile! L’intero pianeta non sopravvivrà molto a lungo, a meno che le nazioni del mondo non lavorino insieme per fare passi significativi per la pace e l’armonia mondiali tra noi e con il pianeta in cui abitiamo. Se il pianeta muore, tutta l’umanità muore con esso! L’armonia è l’assenza di discordie e la discordia è ciò che conduce tutta l’umanità e il pianeta a una morte certa se continuiamo a ignorare l’ovvio!

OSTARA

Ostara_by_Johannes_Gehrts

Ostara la Fruttifera, ti diamo il benvenuto, confortaci con il tuo spirito eterno e appari in beltà all’alba di ogni giorno. Ostara vivente, principio di vita, sorgendo all’orizzonte del levante riempie Midgard con luce foriera di vita, bellissima e radiosa, alta e scintillante su ogni landa, i suoi raggi circondano Midgard, ai confini di tutto ciò che gli Déi ci hanno dato.

LO SPIRITO GUERRIERO WOTANICO

fuoco-sacro

di Vjohrrnt V. Wodansson

Tra le tante parodie riguardanti questa presunta rinascita della tradizione primordiale del Wotanismo, sicuramente uno degli aspetti più contorti è la totale mancanza di spirito wotanico nell’uomo. Nel cammino guerriero degli Einherjar, i guerrieri senza paura scelti da Wotan hanno perso la pelliccia di lupo e la pelle d’orso lasciando il posto a un ben preciso e innaturale pensiero cristiano umanitario. Ogni traccia del dono del Padre di Tutto all’Uomo: l’Oend (soffio vitale) e l’Odhr (Furia) di suo fratello Hœnir, sono stati portati via da coloro che non vorrebbero mai vedere un vero uomo e la sua gente levarsi in piedi fieri sfidando i falsi valori decadenti e i dogmi imperfetti del Giudeo-cristianesimo. Il ponte per le sale dorate del Valhalla è stato chiuso e le Valkyrie non cavalcano più in cerca di caduti sul campo di battaglia, perché non c’è più nessuno che faccia la guerra al modo in cui un tempo facevano gloriosamente i nostri antenati e i loro padri prima di loro. In alto sul suo trono, il Dio da un occhio solo deve sicuramente essere ansioso di qualche notizia da Hugin e Mugin… la notizia di un risveglio eteno.

In sostanza, le tradizioni integrali dell’Etenismo Nordico, sia esso slavo, celtico, teutonico, ecc, hanno tutte in sé il percorso guerriero su tutti gli altri. Le antiche tribù barbariche conoscevano questo come un processo naturale nella vita di un uomo: la ricerca del risveglio del fuoco interiore immemore, il soffio vitale di Wotan. Si tratta di un innegabile istinto primordiale nell’uomo, quello di cercare di dimostrare il proprio valore non solo agli altri, ma prima di tutti a se stesso. Già fin da giovanissimo, al ragazzo era data la sua prima spada e venivano insegnate le arti del combattimento dal padre. Non appena un ragazzo si rende conto di poter morire e di avere anche il potere di dare la morte ad un altro, diventa un uomo. Nei nostri tempi moderni, ai ragazzi viene fatto il lavaggio del cervello in età molto giovane per perdonare, accettare, tollerare e amare senza restrizioni o discriminazioni. Questa NON è la via del guerriero. Perché non è nella natura dell’uomo “amare” e “tollerare” nella misura in cui ciò diventi una sua debolezza, che quindi riflette sulla sua gente. L’amore, la tolleranza, l’accettazione e il perdono non sono necessariamente sbagliati, ma bisogna essere selettivi su chi è il destinatario di questi valori. La natura profonda dell’uomo è combattiva e bellicosa. Wotan spesso ha cercato di creare conflitti tra clan solo per divertirsi nelle guerre degli uomini e ciò gli permise anche di vedere chi era fedele ai suoi insegnamenti e chi non aveva capito la via della spada.

Nel contemporaneo movimento “Asatru”, ci sono molti nostri simili che trascurano questo percorso d’onore. Si concentrano unicamente sull’aspetto essoterico del culto Asatru e trascurano l’essenza esoterica. Il vero “blot” è un elemento tradizionale della cultura pagana della nostra gente e un modo per comunicare con gli Dei e le Dee, ma il vero potere di qualsiasi rito di venerazione sta nel suo simbolismo primordiale. Anche senza riti, costumi, persino parole, la potenza del rito è ancora schiacciante e il suo significato iniziale ancora compreso da Dei e Dee. E una parte importante di questa tradizione esoterica è il percorso del guerriero. Per il vero guerriero, le battaglie non si vincono solo sul campo di battaglia, ma nell’anima, nel cuore e nello spirito. La più grande battaglia che si potrà mai combattere non sarà mai contro un nemico umano, che dopo tutto è semplicemente “umano”, ma contro la propria capitolazione dinanzi al percorso scelto. L’Einherjar segue una strada molto solitaria e difficile, piena di imboscate continue e tradimenti. Si tratta di un percorso volontariamente scelto e, una volta intrapresa questa strada pericolosa, non si può tornare indietro, poiché ne va del proprio orgoglio e onore.

Per l’uomo moderno non ci sono sfide, non ci sono grandi guerre, e nessuna missione onorevole che possa risvegliare l’antico fuoco. L’uomo di oggi è troppo impegnato a guardare il calcio, guidare auto sportive, vantarsi delle sue conquiste sessuali ed essere solo pigro, puro e semplice. Ogni virilità e traccia di virilità è sparita. Sostituita da attributi femminili come la morbidezza e la sensibilità. E qui NON sto svalutando le nostre sorelle etene, ma affermo semplicemente un dato di fatto. Questi attributi, come la sensualità, la maternità, riguardano il lato femminile e tutto l’aspetto lunare della natura femminile. L’uomo è una rappresentazione solare di quella natura primordiale.

Il mondo pacifista in cui viviamo cerca con tutti i mezzi possibili di rovesciare, e anche peggio, incrociare queste nature, cercando di fonderle insieme in modo da eliminare ogni traccia di ciascuna. Il fine è riconquistare l’essere androgino originale. Questo è assolutamente intollerabile per ogni vero uomo e donna del nostro Popolo. Non possiamo negare la nostra natura. Possiamo solo trascenderla. Ci sono molti esempi di nostri simili auto proclamati Asatru che hanno condannato ogni approccio violento o combattivo delle tradizioni etene. Alcuni arrivano persino al punto di accettare Cristiani e non-Ariani nei loro kindred. Alcuni gruppi sostengono la tolleranza in rete e cercano di ritrarre il Paganesimo Integrale come una religione hippy di amore che adora la natura. Questo è il moderno approccio di molte “tradizioni” neo-pagane, molti movimenti pseudo-pagani che promuovono apertamente l’omosessualità e il consumo di droga e credono che camminare a piedi nudi nel bosco li renda “un tutt’uno con la natura” e le loro droghe allucinogene li aiutino a comunicare con Diana, Pan o chiunque altro. Questi gruppi che dichiarano di essere veri seguaci delle antiche vie, attaccano i Wotanisti tradizionali con false accuse di pervertire l’essenza della Fede, quando in realtà sono loro che la stanno sovvertendo in una religione umanitaria/universalista. Gli antichi vichinghi erano conquistatori e guerrieri senza paura che non mostravano alcuna pietà verso i loro nemici e non facevano assolutamente proselitismo per la fede dei loro padri tra le altre razze. Persino in Europa gli antichi Vichinghi non hanno imposto le loro credenze ad altri europei, perché le vie del Nord non erano e continuano non essere destinate a tutti. Quando si guarda al pantheon norreno, molte delle divinità principali, come Wotan, Thorr, Tyr, Heimdall, e anche la bella e sempre temibile Freiya e le sue Valkyrie, tutti loro, maschi e femmine, hanno un punto centrale che li unisce: LA GUERRA! Il combattimento, la difesa, tutti aspetti di natura bellicosa. Quindi, come può questa più essenziale tradizione pagana diventare così temuta e vergognosa oggi giorno?

Lasciare che l’antico fuoco interiore vada spegnendosi, comporterà solo l’indebolimento del vostro spirito e di quello della vostra gente intorno a voi. Quella fiamma che brucia alta nei cuori del vero popolo è l’essenza stessa dello spirito del nostro popolo. Il fuoco primordiale è combinato al ghiaccio primordiale rappresentato dalla nostra freddezza: la nostra dissociazione dalla decadente e malconcia fede giudaico-cristiana. Loro cercano di diffondere la loro fede come una piaga in tutto il mondo e schiavizzare il maggior numero possibile di poveri esseri umani dormienti e ignari, mentre noi dovremmo sforzarci di tenere i nostri modi per noi stessi e aprire i nostri cuori soltanto, e molto selettivamente, a certi individui orgogliosi che hanno sentito la chiamata del corvo. È inutile cercare di risvegliare tutte le menti insonnolite dal loro lungo torpore, i venti del Nord canteranno a loro solo quando saranno pronti e degni di decifrare il loro nome nella loro musica. Per la maggior parte di loro, una morte senza onore li prenderà molto prima. Diversamente dal dio dei deboli, Wotan non si cura della quantità; un milione di deboli vigliacchi non potrà mai corrispondere a un centinaio di Einherjar orgogliosi e forti. Perché attraversare Bifrost e vivere per sempre nelle Sale di lance e scudi d’oro dove verità, valore e coraggio sono considerati come segno distintivo dell’anima nobile, è un onore che sarà concesso solo ai guerrieri.

È imperativo rimettere in prospettiva i veri principi del culto wotanico. Le vie della pace sono per coloro che abbandonano la lotta, che voltano le spalle al loro popolo e alle memorie dei loro antenati. Quei “neo-pagani” fai da te stanno offuscando la purezza della Fede. Il “neo” va contro la tradizione ed è quindi un insulto alle credenze della nostra gente. Quello che fanno è diluire l’essenza e piegarla in qualcosa di accettabile e interessante per le masse. La nostra strada è quella della guerra, a livello fisico e spirituale. Noi muoviamo guerra contro coloro che vorrebbero negarci la libertà di vivere la nostra vita come i nostri padri. Di essere orgogliosi della nostra eredità, della nostra cultura e del nostro sangue. Di difendere le nostre tradizioni, la nostra gente e la nostra Fede. Di onorare le 14 parole, e di essere uomini e donne di integrità e onore in un mondo privo di entrambi. Di essere guerrieri.

CHI È WOTAN

wotan-as-winter-god-1898-carla-wenckebach

di Ron McVan

Le antiche leggende raccontano che gli dei crearono gli uomini della loro propria sostanza, ‘a loro immagine’, come dice la Bibbia, e che per ere i maestri divini hanno camminato sulla terra con noi, insegnando alle neonate intelligenze a comprendere ed agire secondo i modi della natura. Nel corso del tempo, mentre il genere umano perseguiva la conoscenza e acquisiva l’esperienza del bene e del male, attraverso l’esercizio del libero arbitrio, l’innocenza di quei giorni andò perduta. Nel progresso a capofitto verso altri interessi materiali, l’umanità andava alla deriva lontana dai suoi precettori divini. Da allora in poi, la nostra razza dovrà guadagnarsi la liberazione: la nostra coscienza umana dovrà imparare a conoscere la verità dall’errore e liberarsi volontariamente dai richiami della materia, al fine di prendere il suo giusto posto in mezzo agli dei.

Elsa-Brita Titchenell

Ai giorni nostri le origini del Wotanismo restano imprecise nella migliore delle ipotesi. È noto che il Wotanismo come religione è arrivato alla ribalta popolare in tutta Europa grazie alle rune che Wotan aveva creato, da qualche parte intorno al 350 a.C., ma vi è ampia evidenza nel concludere che il Wotanismo ha origine molto più addietro, al tempo di ‘Hermes Trismegistos’. Ai fasti dell’antica Atlantide la divinità patriarcale regnante era il dio Poseidone e tale rimase fino agli ultimi giorni della distruzione di quella civiltà. L’origine del Wotanismo in realtà può essere tracciata e fatta risalire ai tempi Iperborei, quando l’alto dio Mimir regnava nella prima età delle razze giganti, un tempo antichissimo che ha dato i natali alla prima cultura dell’uomo. Mimir, Bestla (la madre di Wotan), le Norne e Nat, vivevano come un gruppo di esseri affini, tutti appartenenti alle più antiche tra le razze giganti. Mimir era noto per essere il più saggio di tutti gli dei, ma poi cedette a Wotan la sua vasta conoscenza a costo dell’occhio sinistro di Wotan (la luna), che egli giurò con la sua parola di sacrificare nel pozzo di Mimir. Il regno di Mimir fu seguito dal regno del dio Tyr fino a quando Wotan salì al trono come la divinità Padre di Tutto.

È stata una teoria comune che Wotan fosse un sommo sacerdote sciamanico di Atlantide, che sopravvisse al diluvio e condivise l’avanzata tecnologia di Atlantide con l’Egitto e i primi Maya. Antiche storie maya raccontano di un uomo bianco con gli occhi azzurri ed i capelli biondi e la barba che aveva portato loro tutta la tecnologia avanzata e lo raffiguravano con quello che oggi riconosceremmo come una specie di casco da astronauta. Lo chiamavano Quetzalcoatl ed era anche identificato come Votan scritto con una ‘V’ a differenza dell’ortografia teutonica. Pedro Corzo, un pilota che ha viaggiato su e giù per la costa peruviana per quattro anni, riferiva di aver trovato ovunque nei templi statue di legno o di pietra di un dio chiamato Guatan. Il nome significa vortice, equivalente dell’antico nome germanico ‘Wotan’, l’antico dio della tempesta – che i Maya chiamavano Votan.

Su una brocca di argilla a Ratinlixul, in Guatemala, secondo gli studi di Pierre Honoré esposti nel suo libro Alla ricerca del Dio Bianco, si legge di una rappresentazione del dio della luna come re della notte e delle tenebre, con aggiunto il glifo ‘Ahau’, che significa ‘padrone e re’, e ‘Votan’, che significa ‘interno della terra’. Questo dio era venerato dai Maya, i Mixtechi, gli Zapotechi, e gli Aztechi. Egli era tenuto particolarmente in stima dai Maya perché aveva il dono dell’oracolo.

Nella mitologia Wotanista europea il Grande Albero della Vita era conosciuto come Yggdrasil. Wotan è spesso identificato con Yggdrasil dato che il nome stesso significa il cavallo di Ygg (Sleipnir e Wotan). In alcune parti d’Europa Wotan era conosciuto con il nome di Yggjung – (vecchio-giovane), l’equivalente del biblico Antico dei Giorni. Mimir era anche identificato con un albero chiamato Mimameid, l’Albero della Conoscenza, che non deve essere confuso con l’Albero della Vita. Nel corso del tempo Wotan divenne noto come il padre di tutti gli dei e tutta la sua gente si riferiva a lui come Alfadir (Padre di Tutto): “Prima della creazione del mondo era la conoscenza di Wotan, dovunque egli è venuto, là fa ritorno; Ora conosco le canzoni come nessun altro uomo, e nessuna donna principesca”.

Molti studiosi oggi sono arrivati a condividere una conclusione interessante secondo cui Wotan e il ‘Tre-Volte-Grande Ermete Trismegisto’ sono forse l’una e la stessa entità. Se si accettasse questa affermazione, allora potremmo anche concludere che Wotan fosse in realtà un mago alto sacerdote di Atlantide e avesse portato la tecnologia già consolidata di quella avanzata civiltà, o che Wotan avesse visitato la Terra da un altro pianeta molto più alto progredito simile alla Terra che, se così fosse, avrebbe molto probabilmente origine nelle Pleiadi. Hermes ha graziato l’umanità con una tecnica altamente avanzata che il mondo moderno di oggi non è ancora stato in grado di eguagliare, né addirittura di comprendere appieno. Wotan è conosciuto come il dio dell’ispirazione e dell’estasi e come portatore di conoscenza. Hermes e Wotan sono entrambi noti per aver portato all’umanità i doni della poesia, dell’oratoria e dell’apprendimento e loro stessi erano i più grandi maghi, e si troverà che le somiglianze tra Wotan e Hermes si estendono molto più in profondità, nella somiglianza di carattere.

Si dice che Wotan, in un certo momento molto remoto, migrò dalle Terre del Nord verso Est, cosa che dà l’idea che fu forse un grande capo di un’antica tribù ariana ora scoperta in alcuni degli strati più profondi degli scavi di Troia. Più tardi Wotan sarebbe stato deificato, come è stato suggerito da alcuni mitologi importanti del nostro tempo. Qualunque sia il caso, Wotan ha avuto un enorme impatto sul mondo antico, un impatto che ha ancora le sue ripercussioni nei nostri tempi moderni. La gente ancora oggi può vedere che i giorni della settimana sono stati originariamente chiamati come gli dei di Asgard e che ‘Wotansday’, oggi Mercoledì, è stato chiamato così in onore di Wotan (Mercurio-Hermes).

Si può solo immaginare il motivo per cui divinità come Poseidone, Crono, Zeus, Apollo, Cernunnos e simili siano stati praticamente dimenticati come divinità viventi e spazzati nel cestino della mitologia, e invece Wotan sia sopravvissuto alla prova del tempo nel pieno delle sue forze, vivo e vibrante, e questo potrebbe essere dovuto al risultato delle sue molte forme di rinnovamento che gli permettono di adattarsi al costante mutare dei tempi nel corso della storia. Si dice che Wotan abbia avuto dodici nomi tra gli antichi Germani, e ne abbia avuti altri 114. I dodici nomi erano Padre-Tutto, Signore degli Eserciti, Signore della Lancia, Punitore, Sapiente, Colui che avvera i Desideri, Famoso, Agitatore, Bruciatore, Distruttore, Protettore, e Incantatore. Possiamo trovare il suo nome attribuito al dio Ermes, al re troiano Priamo, al dio sassone Irmin, all’Uomo Verde, a Herne il Cacciatore, a Merlino e Barbarossa. Quando il Cristianesimo forzò la sua religione semitica straniera in tutta Europa, Wotan, per i Cristiani convertiti, sarebbe stato trasformato in San Michele, l’angelo guerriero che guidava le schiere celesti. Il Valhalla, a sua volta, è stato adattato alla interpretazione cristiana del paradiso. A volte Wotan può essere stato modificato in una certa misura, ma sarebbe rimasto un’entità e forza vitale indistruttibile, sempre vividamente presente nel nostro mondo e nella nostra psiche.

Il concetto stesso di Babbo Natale e di ciò che ora è conosciuto come Natale ha avuto inizio con Wotan. L’abbattimento dell’albero di Yule e il falò del tronco di Yule era fatto in omaggio a Wotan. I Druidi legavano mele dorate all’albero di Yule come un simbolo di fuoco, in onore di Wotan. L’albero sempreverde di Yule fu a lungo celebrato dai pagani come simbolo di vita poiché a differenza della maggior parte degli altri alberi rimane verde tutto l’anno. Wotan non era solo un dio guerriero, ma anche il portatore di sole e doni. Il dono più grande è quello di Wotan, che dota gli esseri umani della propria essenza spirituale. In cambio, doni sacrificali del raccolto dovevano essere lasciati per il suo sacro destriero a otto zampe, Sleipnir. Proprio come oggi, i doni erano lasciati in calze, stivali e zoccoli. Nelle zone cristianizzate più tardi, dove i culti pagani celtici e teutonici sono rimasti forti, le leggende del dio Wotan sono state fuse a quelle di vari santi cristiani; San Nicola era uno di questi, da cui tipico il nome ‘Klaus’. L’aspetto del Wotan pagano come Herne-Pan vestito di pelliccia è rimasto per lungo tempo, e le prime versioni di Babbo Natale utilizzavano ancora l’immagine di Wotan con corna di cervo che spuntano dalla testa. Fin dai tempi antichi, le corna sugli esseri umani erano simboli di divinità e fertilità. L’immagine finale di Babbo Natale come lo conosciamo oggi, con il suo vestito di velluto rosso rifilato di pelliccia bianca è stata creata dall’azienda della Coca Cola nei primi anni del 1900.

In Danimarca Wotan era definito come Groenjaette (Gigante Verde) o Uomo Verde (o Uomo Foglia), l’archetipo che tutti conosciamo come simbolo della nostra unità con la Terra. L’uomo contiene in sé la creatura universale, che ha l’intelletto come un angelo, la ragione come un uomo, il senso come un animale e la vita come una pianta. Egli ha quindi il mondo vegetale dentro di sé come principio di vita e di crescita. Wotan come Uomo Verde divenne il Dio della foresta e di ispirazione per l’anima tribale degli Ariani ancestrali del Nord, in un certo modo simile al Pan delle tribù ariane del Sud. L’Uomo Verde è conosciuto nella cultura europea come guardiano e rivelatore dei Misteri. La parola mistero deriva dal verbo greco myein che significa “chiudere” e si riferisce alla chiusura delle proprie labbra, come per restare in silenzio. In questa vita fugace che le nostre anime sperimentano sulla terra costruiamo o distruggiamo le nostre vite e consentiamo o meno la nostra sorte nella vita. Gli Dei sono lì per aiutarci, ma dobbiamo essere noi disposti a fare il lavoro.

“Nessuno dei poeti di quaggiù ha mai cantato né mai canterà in modo degno il luogo che sta oltre il cielo. La cosa sta in questo modo (bisogna infatti avere il coraggio di dire il vero, tanto più se si parla della verità): l’essere che realmente è, senza colore, senza forma e invisibile, che può essere contemplato solo dall’intelletto timoniere dell’anima e intorno al quale verte il genere della vera conoscenza, occupa questo luogo”– Platone.

L’antica religione del Nord era una fede luminosa, organica e vivace; viveva alla luce di gioia e letizia; i suoi dèi erano i ‘poteri felici’; opposti a loro erano i poteri oscuri di nebbia e buio, che non potevano sopportare il volto glorioso del Sole, il volto raggiante di Baldur (figlio di Wotan), o il lampo luminoso del fulmine di Thor. Il Wotanismo continua a sopravvivere e rivivere imperterrito dalle catene e dalle frecce della storia e delle altre religioni esistenti, perché non è una religione stagnante e continua, come Wotan stesso, ad evolversi e adattarsi e soddisfare le esigenze della psiche umana sempre in sviluppo. In sostanza la coscienza ariana è l’occhio di Wotan nel cuore dell’uomo. La tradizione teutonica è di carattere principalmente paterno, mentre quella celtica è principalmente materna. Le divinità dei Teutoni sono comandate da un Grande Padre, e i loro elfi da un re. Le divinità dei Celti sono figlie di una grande madre, e le loro fate sono governate da una regina.

Il volto di Wotan era magnifico in apparenza, indossava un elmo d’oro, piumato con grandi ali d’aquila. Nella sua mano stringeva la sua lancia fedele, Gungnir (Gylfaginning). Un giuramento sulla lancia di Wotan, Gungnir, non avrebbe mai potuto essere rotto. Sul braccio Wotan indossava un bracciale d’oro chiamato Draupnir che è l’emblema della fecondità. Ogni nona sera questo bracciale d’oro era noto gettare otto repliche di se stesso. Le tre grandi sale di Wotan erano conosciute come Gladsheim, Valaskialf e Valhalla. Il cavallo di Wotan era un destriero fatato a otto zampe, noto come Sleipnir, e poteva galoppare a velocità colossali per tutti i nove mondi. A volte a Wotan era richiesto recarsi nel mondo sotterraneo. Le otto zampe di Sleipnir simboleggiano le otto gambe dei necrofori funebri che trasportano una bara. I suoi saggi corvi conosciuti come Hugin e Munin (pensiero e memoria) siedono sulle sue spalle larghe. I suoi due fidati lupi che rimangono sempre al suo fianco sono chiamati Geri e Freki. Wotan era allo stesso tempo un dio saggio, gentile e crudele, poiché come tale egli rappresenta la natura oltre che la stessa natura umana – tutti noi possiamo essere allo stesso tempo saggi, gentili e crudeli. Come un uragano Wotan poteva volare su Sleipnir in prima linea dei suoi guerrieri che sciamavano all’infinito dai cancelli del Valhalla. Intorno a lui, come una schiera alata, volavano le Valchirie sui loro destrieri abbaglianti, guidati in una carica selvaggia dalla dea sciamanica Freyja. L’immagine stessa degli dei di Asgard riuniti per la battaglia era uno spettacolo incredibile e terribile a vedersi.

Da un mondo senza tempo
Ombre cadono sul Tempo,
Da una bellezza più grande della terra
Una scala che l’anima può salire.
Salgo sulla scala fantasma
Per un candore più antico del Tempo.
A.E.

La fantasia libera degli antichi ariani del Nord Europa ha tessuto la rete dei loro miti e leggende, e fu consacrata dalla fede. Non aveva, come la mente moderna, relegato un piccolo santuario di credenze prese in prestito, oltre il quale tutto il resto era comune e immondo. L’ Havamal (Hava Maal) era il libro sacro del Wotanismo. La parola Havamal significa Altissimo Libro di Wotan. Il libro consiste in una raccolta di massime per una vita giusta e onorevole. Come altre religioni il Wotanismo aveva la sua Trinità. I nostri antenati del Nord adoravano il dio trino Wotan, Padre Onnipotente; Frigga, sua moglie, emblema della materia universale; e Thor, il figlio, il mediatore. Ma al di sopra di tutti era il Dio supremo, l’autore di tutto ciò che esiste, l’Eterno, l’Antico, l’Essere Vivente e Terribile, il Ricercatore delle cose nascoste, il Motore Immobile, la Divinità Suprema su tutti gli universi esistenti di spazio infinito che non muta mai. Era consuetudine in passato tenere tre principali sacrifici all’anno per Wotan, in cui le persone si riunivano nei principali templi: Vetrarblot (sacrificio invernale) 14 Ottobre, Midsvetrarblot (sacrificio di mezzo inverno) il 12 gennaio e Sigrblot (sacrificio della Vittoria), il 15 aprile.

La suprema volontà di Wotan era quel tesoro di abbondanza verso il quale, in una forma o l’altra, tutti i desideri erano rivolti, e dalla sua abbondanza docce di misericordia e flussi di favore divino erano costantemente versati giù a rinfrescare la stanca razza degli uomini. Tutte queste benedizioni e misericordie, la fonte stessa presente nella lingua antica, erano espresse in una sola parola che, per quanto più o meno espressiva possa ancora essere, ha molto della pienezza del suo significato nel suo derivato di questi ultimi tempi. Questa parola era Desiderio, che originariamente significava l’ideale perfetto, la fruizione effettiva di ogni gioia e desiderio, e non, come ora, il vuoto desiderio per un oggetto. Wotan come dio del desiderio, ha ora mani, piedi, potere, vista, fatica, e arte. Nell’Edda la parola Oski esprime letteralmente la personificazione maschile dei desideri e col passare del tempo fu poi aggiunta la parola ‘ask’ (chiedere), che, come prefisso di una serie di altre, sta a significare che le due parole erano in una relazione peculiare per esprimere il Grande Datore di Ogni Bene. Aska-Maer (ancelle dei desideri), era un’altra variante del nome per descrivere le Valchirie – Coloro che scelgono la Sorte di Wotan – che raccoglievano gli eroi uccisi per lui sul campo di battaglia e delle quali il primo dio supremo Tyr sarebbe diventato comandante. Dal Poema di Hyndla questo passaggio: “Cerchiamo il favore del Padre degli eserciti! Egli accorda e dà l’oro ai suoi servi, diede a Heremod un elmo e una cotta di maglia, e a Sigmund una spada in dono. Egli dà la vittoria ai suoi figli, la ricchezza ai suoi seguaci, una buona eloquenza ai suoi figli e saggezza agli uomini, vento favorevole ai capitani e la canzone ai poeti; E un cuore da uomo a più d’un eroe”.

Nel Wotanismo, l’antica religione degli Ariani, lo sviluppo armonioso e la coesistenza di moti intellettuali e istintivi, e la volontà di continuo ri-orientamento in base alla realtà esterna, sono stati gli stimoli per una crescita senza limiti. Il Wotanismo fin dal suo inizio è stato caratterizzato da una profonda riverenza per l’ordine naturale. Da questa riverenza, accoppiata al riconoscimento delle necessità esteriori, il Wotanismo ha ricavato una notevole flessibilità e un atteggiamento non dogmatico, non evangelistico, non autoritario che gli ha consentito di evolversi dalla sua forma di religione etnica tribale a filosofia moderna che riconosce le più recenti scoperte sull’uomo e l’universo e che dà risposte ai problemi contemporanei – una testimonianza della progressiva razionalità, conoscenza e qualità dello stile di vita. Nel Wotanismo si trovano le forze spirituali, l’idea volkisch, e le dinamiche religiose necessarie per risolvere i problemi della nostra disunione perenne, e per fornire le basi sia per il nostro popolo che per la nostra sopravvivenza etnica. È ancora aperta la questione se la specie umana sopravviverà alla propria trionfale (per quanto pericolosa) conquista del pianeta. Esiste ancora la speranza che possiamo ancora apprendere la saggezza biologica dell’agire con misura e vivere in equilibrio ecologico e consapevolezza con la Natura, i nostri dèi e il Supremo Creatore. Le porte dell’infinito si spalancano per lasciare Wotan in prima linea nella nostra coscienza, portandoci la manifestazione della nostra forza interiore ed esteriore, la forza delle legioni! Wotan porta i doni meravigliosi che abbiamo imparato a conoscere come Unità, Conoscenza, Desiderio e Ragione, che sono il tesoro della nostra eredità! I nostri dèi rimangono radicati nel profondo del nostro DNA e se si ascolta attentamente li si può ancora sentire… Li si sente nel silenzio e nel frastuono ruggente delle battaglie della vita sullo scenario di Midgard… e li si sentirà quando ci attirano nel vento che vaga ovunque. Sono gli stessi dèi dei nostri antenati più lontani… gli dèi del nostro sangu… Eterni e potentissimi sono loro… e mai verranno a mancare!

“Il problema del genere umano di oggi, quindi, è esattamente l’opposto di quello degli uomini nei periodi relativamente stabili di quelle grandi mitologie sempre combacianti che oggi sono note come bugie. Allora ogni senso era nel gruppo, nelle grandi forme impersonali, nessuno nel singolo auto-espressivo; oggi nessun è senso nel gruppo – nessuno al mondo – mentre tutto è nell’individuo. Ma lì il significato è assolutamente inconscio. Non si sa verso dove ci si muove. Non si conosce ciò da cui si è spinti. Le linee di comunicazione tra l’ambito conscio e inconscio della psiche umana sono state tutte tagliate, e siamo stati divisi in due”.

Joseph Campbell